Bondage mania, parla Bruzzone: “Ecco l’identikit di chi cerca sesso estremo”

Interviste

Sempre più persone risultano attratte dal Bondage, pratica consistente in un insieme di tecniche sessuali basate sulla costrizione fisica. Negli ultimi tempi si è assistito anche ad un proliferare di siti dedicati alla materia. La pratica consiste nell’immobilizzare il partner consenziente limitandone temporaneamente la capacità sensoriale. Il soggetto può essere immobilizzato con corde, corsetti, cappucci, bavagli, o catene, etc. Si basa sull’impedimento consensuale della libertà fisica del movimento, di vedere, di parlare, di sentire. Il Bondage è una pratica tra adulti consenzienti, intrapresa conoscendone i rischi e le conseguenze, il cui scopo principale è vivere le emozioni che queste pratiche danno. Si instaura così un rapporto fra soggetto dominante, colui che guida il gioco, e dominato, colui che lo subisce. Ma può sfociare anche in forme estreme di violenza? Può essere l’anticamera per stupri e femminicidi? Lo abbiamo chiesto alla criminologa Roberta Bruzzone che si è occupata della materia nel Manuale di Criminologia del Sex Offender scritto con Alberto Caputo e pubblicato dalle Edizioni Giuffrè.

Perché tante persone sono attratte dal Bondage?  

“Questo tipo di pratiche sono molto gettonate da persone che hanno bisogno di un quoziente di trasgressione abbastanza elevato, sconfinante anche nella parafilia vera e propria in certi casi, per poter ottenere una piena gratificazione di tipo sessuale. Il Bondage, che è un insieme di pratiche rivolte ad esercitare potere e controllo sull’altro, ha un aspetto principalmente coreografico, contraddistinto da tutta una serie di tecniche e di strumenti rivolti ad immobilizzare l’altro, introducendo spesso anche l’utilizzo di oggetti e indumenti tipici del gioco erotico. Le persone che si rivolgono a questo tipo di pratiche sono certamente tante, e si tratta di soggetti che non riescono a trovare un pieno appagamento in una sessualità di tipo cosiddetto normale”.

Chi si sottopone a questa pratica può correre dei rischi?

Mi sono occupata del Bondage nel ‘Manuale di Criminologia del Sex Offender’ che ho scritto insieme ad Alberto Caputo, dove abbiamo descritto sia il sadomasochismo che il Bondage proprio per discriminare quella che è una pratica del tutto lecita fra adulti consenzienti, rispetto a quelle attività che possono sconfinare in una pratica criminale. Nelle comunità che praticano Bondage il consenso è un concetto chiave. Tutto ciò che avviene è preventivamente stabilito dalle parti e chi la subisce può sospendere la pratica qualora non dovesse più rivelarsi gratificante. Il tutto è messo nero su bianco e deve essere rispettato in maniera precisa. In alcuni casi si può sconfinare nella trasgressione, se diventa una pratica esclusiva o addirittura prevalente può assumere anche i contorni della parafilia. Una parafilia comunque gestita da soggetti adulti e consenzienti”.

Come possiamo definire le persone che praticano questo tipo di attività? Disturbate? Disordinate? Depravate?

Non esageriamo con i termini. Si tratta di persone che non trovano interesse in una sessualità di tipo normale e sentono il bisogno di arricchire la loro attività sessuale con una serie di elementi coreografici, di rituali e strumenti particolari, copioni recitati. Se si pratica Bondage come elemento aggiuntivo ad una vita sessuale normale allora si connota unicamente come elemento trasgressivo, se invece va a sostutuire la normalità e diventa la regola, a quel punto si può chiaramente connotare un disturbo della sfera sessuale”.

Questo rapporto dominante e dominato non stabilisce comunque una forma di violenza?

Non direi, dal momento che spesso il dominante è il soggetto femminile e il dominato quello maschile. Gli uomini che praticano Bondage sono portati a voler essere dominati, non a dominare. Non si può parlare di violenza in presenza di pratiche concordate a tavolino. Sia il soggetto attivo che quello passivo stabiliscono a monte il perimetro di ciò che può essere o non può essere fatto. Non c’è nulla che avvenga senza il consenso delle parti. Per altro fra i tanti assassini con cui abbiamo avuto a che fare, non ci sono soggetti dediti al Bondage. Poi nella storia della criminologia ci sono stati assassini e stupratori che hanno praticato sevizie sulle proprie vittime, ma ovviamente non c’era il consenso dall’altra parte e non c’era stata la possibilità di negoziare nulla”.

E il fatto che ci possa essere anche la richiesta di violenze fisiche? Anche questo non significa nulla?

Se una persona chiede che su di essa vengano praticate una serie di azioni anche in grado di provocare una certa quota di dolore e lo fa consapevolmente, si può essere in presenza di una forma di parafilia, ma non si può parlare di violenza, nel momento in cui per alcuni il dolore fisico è un elemento indispensabile per poter avere una piena gratificazione sessuale. L’unico rischio è quello di poter incontrare all’interno di queste comunità soggetti con cui si condividono interessi sessuali particolari, ma che magari hanno problematiche di tipo psichiatrico. Recentemente c’è stato il caso di una persona che ha iniziato a praticare Bondage trovandosi perfettamente a suo agio, fino a quando non ha incontrato una dominatrice che poi si è rivelata disturbata sotto il profilo psichiatrico e ha iniziato a stalkerizzarlo nella vita reale. Ma questa è una situazione che potrebbe crearsi in qualsiasi ambiente non necessariamente trasgressivo, anche sul posto di lavoro o altrove”. 

Senza voler essere moralisti, come si fa a non considerare il Bondage il prodotto di una sessualità disordinata?

Non parlerei di disordine nel momento in cui tutto è regolato e codificato. La definirei una sessualità molto trasgressiva, questo sì, ma non si può ritenere disordinato ciò che avviene all’interno di un contenitore di regole stabilite preventivamente e accettate dalle parti”

Ci sono persone alle quali il Bondage potrebbe essere addirittura consigliato nel caso in cui la proprio attività sessuale dovesse risultare non più gratificante?

Non serve consigliarla, si tratta di una pratica alla quale ci si avvicina perché si nutre una certa curiosità o un interesse per quel tipo di attività. Il Bondage appartiene a soggetti che nel loro immaginario hanno già una serie di esigenze che travalicano la sessualità normale”.

 

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