Anche in Vaticano “pescano” Sardine: ma dove sta il retroterra comune?

Politica

Sembra che all’inizio le Sardine, per la manifestazione di Roma in programma sabato, avessero optato per Piazza del Popolo per poi decidere di spostarsi a San Giovanni su consiglio della Questura. E’ quanto riferisce il Corriere della Sera che, riportando anche le parole di uno degli organizzatori, conferma che la piazza sarà concessa a titolo gratuito trattandosi di un movimento spontaneo e non di un partito politico organizzato.

E così sabato il popolo delle Sardine tenterà di riprendersi la piazza storica della sinistra, la piazza degli indimenticabili comizi del Partito Comunista e di Enrico Berlinguer, la piazza delle grandi mobilitazioni sindacali, la piazza del Concertone del primo maggio, ma che ad ottobre è stata riempita dal popolo del centrodestra acclamando Salvini come futuro premier.

E particolare non indifferente, quella piazza sta di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano che è la sede del Papa nella città di Roma, dove risiede il suo Vicario. Particolare questo da non sottovalutare, considerando che nelle ultime ore un assist alle Sardine è giunto anche dai sacri palazzi e per bocca, non di un qualsiasi porporato che parla a titolo personale, ma del Segretario di Stato Pietro Parolin: ovvero il ministro degli Esteri del Papa.

Cosa ha detto in sostanza Parolin a margine di una manifestazione tenutasi all’ospedale “Bambino Gesù”? Il segretario di Stato non ha benedetto propriamente le Sardine, ma ha fatto capire che da Oltretevere guardano con simpatia ad un movimento che sta mobilitando le masse con parole d’ordine opposte a quelle del leader della Lega Matteo Salvini.

«Io non sono un membro delle Sardine – ha detto Parolin – credo però che l’importante sia cogliere tutto quello che di buono c’è in questi movimenti. Questo è il mio augurio: le spinte positive siano messe al servizio del bene del Paese». Una dichiarazione in puro stile vaticano, ma che dimostra chiaramente come le Sardine nei sacri palazzi siano viste con una certa simpatia.

Insomma, oltre alla “benedizione laica” arrivata da parte di politici e intellettuali, non mancherà neanche una “benedizione papale” alla piazza di sabato, magari da dietro una delle finestre del Vicariato.

Una presa di posizione che gli organizzatori della manifestazione hanno accolto molto positivamente. In Vaticano non c’è soltanto Parolin a guardare con gavore al movimento, anche l’ex segretario generale della Cei Nunzio Galantino si è espresso molto positivamente nei loro confronti e non sono pochi i preti che sono scesi in piazza aderendo alle mobilitazioni in tutta Italia.

Una presa di posizione ufficiale quella del Segretario di Stato vaticano che non farà che accentuare ancora di più le distanze con la Lega e il centrodestra, ma che permetterà alle Sardine di poter annoverare a pieno titolo nella schiera dei propri estimatori anche Papa Francesco.

La domanda di fondo resta però sempre la stessa: cosa unisce il mondo cattolico alle Sardine? L’esigenza di combattere il nemico comune che in questo caso si chiama Matteo Salvini? La necessità di imporre una visione comune per ciò che riguarda l’immigrazione? La lotta al sovranismo? Sicuramente non esiste, e non esisterà, un collante comune per ciò che riguarda la difesa dei temi etici visto che non si fa cenno in quelle piazze a tematiche che hanno a che fare con la difesa della vita umana o con la tutela della famiglia naturale. Una visione quella delle Sardine che sembra invece perfettamente funzionale al modello di società tipico delle comunità Lgbt per le quali “la lotta all’odio e alle forme di intolleranza” è percepita come “cavallo di Troia” per l’imposizione dell’ideologia gender.

Una presenza quella dei cattolici all’interno di questi movimenti che viene ovviamente sfruttata per rafforzare l’idea di un pericolo comune da combattere, ma che sembra del tutto incapace di contaminare e fermentare le loro azioni e i loro programmi. E nel caso delle Sardine ciò che molti si chiedono anche sui social, è quali “spinte positive”da queste piazze possono essere messe davvero al servizio del Paese. A risuonare è soprattutto l’assenza di parole d’ordine che dovrebbero quantomeno andare oltre la volontà di non “farsi Lega-re”. 

Condividi!

Tagged