Calabria, azzurri sull’orlo di una crisi di nervi. E spunta la Carfagna con Letta

Politica

In Calabria rischiano di andare in scena le prove generali di scissione in Forza Italia e nel centrodestra.

Sulla scelta del candidato governatore è sempre più braccio di ferro fra leghisti e berlusconiani e fra gli stessi forzisti che temono una pesante frattura sul territorio. Il Carroccio non vuole il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, ma Forza Italia rivendica che la scelta spetta gli azzurri e Salvini non può pretendere di dettare legge in casa altrui.

Negli ultimi giorni Berlusconi, per sbloccare la situazione, dopo aver dato semaforo verde ad Occhiuto, ha fatto dietrofront,  lanciando in campo la candidatura di Jole Santelli, già sottosegretario alla Giustizia sapendola gradita al Capitano. Il problema è che però la decisione ha creato un vero e proprio terremoto in casa azzurra.

Occhiuto ha infatti minacciato di candidarsi comunque sostenuto da tre liste, mettendo in serio rischio la vittoria del centrodestra che stando ai sondaggi sarebbe quasi scontata. In più la crisi ha investito anche la giunta di Cosenza con la Santelli, vice di Occhiuto, che si è dimessa in polemica con il sindaco. 

A peggiorare una situazione già molto tesa ci ha pensato Mara Carfagn, vicepresidente della Camera, che ha annunciato la creazione di una nuova Fondazione che molti, in Forza Italia, vedono come un preludio di scissione. I rumors che vedono dietro l’iniziativa della Carfagna la regia di Gianni Letta non fanno che acuire ancora di più i contrasti fra l’ala salviniana degli azzurri e chi invece chiede che vi sia più autonomia rispetto alla Lega. 

Letta, è noto a tutti, non condivide le derive sovraniste del centrodestra e considera pericolosa un’alleanza con la Lega in posizione di sudditanza. E non è neanche un mistero il fatto che guardi con una certa simpatia in direzione di Matteo Renzi e di Italia Viva. 

Tanto basta per aver fatto alzare una levata di scudi, con la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini che ha dichiarato: “Siamo con il centrodestra, con Berlusconi alleato a Salvini. Se qualcuno pensa che ci sia una strada diversa da percorrere, crede che il nostro orizzonte non sia più questo ma inseguire le sirene renziane, dico che non abbiamo più tempo per tergiversare. Di qui ai prossimi mesi si decide il destino dell’Italia. O dentro o fuori. Basta polemiche e mal di pancia”. Un invito neanche troppo velato alla Carfagna a fare chiarezza e a decidere se restare nel partito o intraprendere strade diverse anche fuori del centrodestra.  

Intanto in Calabria la fumata bianca non c’è. Occhiuto accusa Berlusconi di sudditanza nei confronti di Salvini e trova dalla sua un nutrito numero di amministrazioni locali pronti a sostenerlo nel caso di una corsa in solitaria. Dall’altra c’è la Santelli che però sembra l’unica in grado di unire l’intera coalizione ottenendo tanto il gradimento della Lega che quello di Fratelli d’Italia che non vogliono il sindaco di Cosenza.

C’è tempo fino al 28 dicembre per sciogliere i nodi e provare a rimettere insieme i cocci del centrodestra. E’ evidente come arrivati a questo punto fare un passo indietro da parte dei protagonisti, Occhiuto e Santelli, diventi molto difficile. Ne va anche del futuro di Forza Italia, che dovrà decidere se imporsi all’interno del centrodestra con una propria autonomia e una propria dignità, o lasciarsi balcanizzare dalla Lega.

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