Di Maio vs Benetton, Becchi: “Non credete alla revoca delle concessioni”

Politica

“Nel milleproroghe abbiamo inserito la norma sulle concessioni autostradali. Questo decreto dice finalmente che si avvia un percorso per alcune infrastrutture che ci permette di revocare le concessioni ai Benetton”. Lo ha detto Luigi Di Maio in una diretta facebook. “Tutti si sono scandalizzati perché è crollato il titolo di Atlantia, ma chi si è scandalizzato non lo ha fatto quando è crollato il Ponte Morandi. E’ crollato il ponte e non si sa di chi è la colpa, invece ogni dichiarazione sulle concessioni è diventata un attentato ad Autostrade”. Un cavallo di battaglia dei 5 Stelle dunque, quello della revoca delle concessioni autostradali, che sembra in dirittura d’arrivo. Sarà utile al Movimento per risalire la china elettorale? Lo abbiamo chiesto al filosofo Paolo Becchi che, per altro, abita a Genova proprio dove è crollato il Ponte Morandi subendo dal vivo anche tutti i disagi che questa disgrazia ha comportato per il capoluogo ligure.

Di Maio annuncia trionfante la revoca delle concessioni autostradali alle società del gruppo Benetton. Da genovese, prima che da studioso della politica, pensa si tratti di una mossa in grado di far riacquistare fiducia e consensi al M5S?

Capisco che il M5S per ragioni politiche insista su questo punto, è perfettamente legittimo, ma mi pare che ci si trovi in presenza di un’operazione esclusivamente demagogica. Io personalmente avrei fatto pagare fino in fondo alla società responsabile della gestione del Ponte Morandi tutti i danni seguiti al crollo, fino all’ultimo centesimo, e tutte le spese di ricostruzione. Francamente non ho idea di come potrà andare a finire la revoca delle concessioni, non vorrei che si rivelasse un boomerang costringendo lo Stato, cioè tutti noi, a pagare i danni alla società invece che alla città di Genova. E’ ovvio che i 5 Stelle stanno utilizzando questa vicenda per rilanciarsi politicamente”.

Ci riusciranno?

“Non credo proprio. Sarà un po’ come per la prescrizione, un’operazione puramente demagogica e nulla di più. Parlerei di fumo negli occhi. La norma sulla prescrizione pensata da Bonafede è chiaramente a rischio di incostituzionalità. Basterà che un qualsiasi magistrato la impugni davanti alla Corte Costituzionale per essere facilmente smontata. Con le concessioni autostradali temo avverrà la stessa cosa, ci sono dei contratti in essere che inevitabilmente porteranno all’apertura di contenziosi giudiziari”.

Perché è sicuro che ai 5S non porterà fortuna?

“Perché il M5S è destinato ormai ad una lenta agonia. Ne è prova anche l’espulsione di Gianluigi Paragone che non sarà certamente l’unica. Lui è soltanto il primo di una lunga serie. Oggi l’obiettivo prioritario del Movimento, e di Beppe Grillo in particolare, è di rafforzare il nucleo governativo che sta intorno a Di Maio cacciando tutti coloro che a vario titolo non sono allineati. C’è chi non ha votato la fiducia, chi critica la manovra, chi attacca il Pd. Ormai è evidente che ciò che sta più a cuore ai vertici è restare al governo ad ogni costo, ma non tutti saranno disposti ad accettare questa lenta agonia. E non è detto che tutti si lasceranno cacciare come Paragone. Qualcuno toglierà il disturbo da solo. La situazione peggiorerà irrimediabilmente con le elezioni regionali di fine gennaio”.

Appunto, la revoca delle concessioni autostradali potrebbe aiutare ad invertire la tendenza? In fondo Di Maio e company potranno vantarsi di aver vinto una battaglia contro uno dei cosiddetti “poteri forti”, non crede?

“In Calabria i 5 Stelle non riusciranno nemmeno ad entrare nel Consiglio regionale, mentre in Emilia Romagna dove il sistema elettorale è diverso qualche speranza in più potrebbero averla. Ma la sconfitta sarà netta e senza appello. Cosa vuole che importi alle persone della revoca delle concessioni autostradali, quando ci si trova di fronte ad un Movimento il cui unico obiettivo è mantenere il potere e le poltrone? Dove è finito il Movimento sognato da Gianroberto Casaleggio che era proprio basato sul rifiuto assoluto della logica delle poltrone? Oggi l’unica logica che sembra persistere all’interno dei pentastellati è quella di resistere finchè possibile. Mi spiace per Di Maio che aveva dimostrato inizialmente di essere un leader capace e dotato anche di una discreta capacità strategica, decisamente migliore di tutti gli altri. Adesso rinuncia a fare l’unica cosa che gli permetterebbe di rafforzarsi, ovvero staccare la spina al governo”.

Ma così il M5S non perderebbe voti e soprattutto parlamentari?

Ovvio, ma limiterebbe il danno. Con gli attuali numeri dei sondaggi potrebbe comunque portare in Parlamento un discreto numero di deputati e senatori e garantirsi una rappresentanza, che non avrebbe invece allungando le elezioni e favorendo l’entrata in vigore della riforma sulla riduzione dei parlamentari. Tenere in piedi questo governo equivale a perdere credibilità, come avvenuto con il caso Manfredi, il nuovo ministro dell’Università coinvolto in un processo che molto probabilmente si concluderà con l’intervento della tanto vituperata prescrizione. Peccato che i 5 Stelle abbiano preteso le dimissioni dell’ex sottosegretario Siri soltanto per un avviso di garanzia. E’ questa la loro coerenza? Certo che se si va ad elezioni anticipate vincerebbe Salvini, ma il M5S avrebbe almeno la possibilità di non scomparire del tutto. Anche perché c’è un particolare da considerare”.

Cioè?

“Questo governo l’estate scorsa nasceva come esecutivo a guida 5 Stelle con il contributo diretto di Beppe Grillo. Oggi abbiamo un altro governo a guida Pd con un’appendice radicale e di sinistra rappresentata dal M5S. Anche lo smembramento del Ministero dell’Istruzione, con l’ingresso di un nuovo ministro dem come Manfredi, sta a testimoniarlo. Di Maio non si è ancora reso conto di aver consegnato il potereal Pd, con un premier, Conte, che è sempre più distante da lui. Oggi il vero tema dei 5 Stelle non è più vincere o perdere, ma perdere bene o male, continuare ad esistere in misura ridotta ma dignitosa o scomparire del tutto. In uno scenario simile, cosa vuole che possa cambiare la revoca delle concessioni ai Benetton?”.

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