Voto, i numeri delle urne. Chi vince, chi perde, chi si accontenta

Politica

I sondaggi ancora una volta hanno fatto flop e ci riferiamo a quelli circolati fin verso la metà della campagna elettorale.

Sondaggi che prefiguravano un testa a testa in Emilia Romagna fra Bonaccini e Borgonzoni, con il Movimento 5 Stelle che avrebbe potuto fare la differenza a favore del candidato del Pd. Lo scenario uscito dalle urne è invece completamente diverso.

Nessun testa a testa, ma una vittoria netta del centrosinistra, con Bonaccini che ha superato di ben otto punti percentuali la leghista Borgonzoni e con i pentastellati del tutto irrilevanti. Si fossero alleati con Bonaccini gli avrebbero fatto guadagnare altri punti, ma niente di più. La vera differenza per il riconfermato governatore l’avrebbero fatta i bolognesi, visto che proprio nel capoluogo sarebbe arrivato il grosso dei voti per lui, molti dei quali “disgiunti”. 

Bonaccini ha vinto con il 51,6% mentre la Borgonzoni si è fermata al 43,7%. Certo, la partita è stata aperta fino alla fine, cosa che tradizionalmente non avveniva mai in Emilia Romagna dove la sinistra vinceva praticamente a tavolino. Ma la spallata evocata da Salvini al governo stavolta non è riuscita. 

Scenario ribaltato invece in Calabria, dove il centrodestra ha trionfato con la forzista Jole Santelli con il 55,3% che ha sconfitto nettamente l’avversario del centrosinistra Pippo Callico che non è andato oltre il 30%. E stavolta Berlusconi può cantare vittoria visto che il centrodestra ha vinto in Calabria con un candidato azzurro, mentre in Emilia, dove a correre c’era una leghista e dove Salvini in pratica sembrava essere il vero sfidante di Bonaccini, la partita è stata persa.

Il reggente del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, chiamato a guidare i pentastellati dopo le dimissioni di Luigi Di Maio propedeutiche alla sconfitta ampiamente annunciata, di fronte al 3% del candidato in Emilia e al 7% di quello in Calabria, ha commentato: “Il voto delle regionali ha sempre visto il Movimento raccogliere risultati inferiori rispetto alle tornate nazionali, ma va riconosciuto che in Calabria ed Emilia Romagna i risultati sono stati inferiori alle aspettative. Questo però non ci induce ad arrenderci: semmai è vero il contrario. Abbiamo già avviato il lavoro di organizzazione che ci consentirà un maggiore coordinamento. Sarà necessario “restare uniti, non lasciarsi irretire da facili sirene”. Ma è invece altamente probabile che altre defezioni e fughe nei gruppi parlamentari, si registreranno nei giorni e nelle settimane a venire. 

Per quanto riguarda i voti ai partiti, in Emilia Romagna vince il Pd con il 34% ma marcato stretto dalla Lega quasi al 32%. Buono il risultato di Fratelli d’Italia all’8,6% mentre Forza Italia crolla sotto il 3%. Il centrosinistra complessivamente è al 48,1% e il centrodestra al 45, 4%. E’ dunque evidente come Bonaccini abbia funzionato egregiamente come valore aggiunto della coalizione visto che ha preso molti più voti del centrosinistra, diversamente dalla Borgonzoni che invece, a quanto pare, è stata penalizzata dal voto disgiunto.

Curioso il risultato dei partiti in Calabria dove il Pd è il primo partito nonostante la pesante sconfitta. I dem infatti hanno ottenuto il 15,7% contro le singole liste del centrodestra. Forza Italia è sopra al Carroccio, che ha ottenuto il 12,1%, con il 12, 5%, Fratelli d’Italia sta all’11,2%. In pratica nel nuovo consiglio regionale Forza Italia e Lega avranno all’incirca lo stesso numero di consiglieri e questo potrebbe creare problemi alla Santelli nella definizione dei rapporti di forza e nella formazione della giunta.

 

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