Renzi lancia la sua agenda riformista: due giorni di proposte anti 5S

Politica

Ha scelto Cinecittà Matteo Renzi per lanciare ufficialmente la sua creatura politica “Italia Viva”.

Domani e dopodomani infatti, presso il Teatro 10, si terrà la prima assemblea nazionale che segnerà di fatto l’inizio dell’impegno diretto del nuovo movimento nella politica italiana.

Finora infatti Italia Viva ha costituito i gruppi parlamentari ma è stata assente negli appuntamenti elettorali. Alle regionali di primavera ci sarà invece l’esordio ufficiale con tanto di liste e simbolo sulle schede elettorali. Ma intanto Renzi sembra deciso a fissare i paletti invalicabili che delimiteranno l’azione del suo partito al governo lanciando quella che ha definito la sua “agenda riformista”.

L’ex premier è pronto a mettere sul tavolo i tre punti programmatici fondamentali di Italia Viva che sono l’antitesi del programma del M5S.

Il primo punto riguarda la prescrizione, con la presentazione del progetto che porta la firma di Lucia Annibali, e che non a caso è stato ribattezzato “Lodo Annibali”: ovvero il blocco della riforma Bonafede in attesa di realizzare la riforma complessiva del processo penale per rendere più veloci e sicuri i tempi del giudizio,

Il secondo punto riguarda il nodo delle concessioni ad Autostrade. Italia Viva è assolutamente contraria alla revoca, come invece chiedono a gran voce i 5 Stelle che ne hanno fatto un punto imprescindibile della loro permanenza nell’Esecutivo.

E al terzo posto c’è la revisione del Reddito di Cittadinanza che a detta di Renzi e company non ha funzionato, ha prodotto confusione, disorganizzazione, discriminazioni e casi assurdi.

Questi in pratica i tre punti fondamentali che Italia Viva metterà sul tavolo della maggioranza per proseguire l’esperienza del Conte 2. Poi c’è il capitolo inerente lo sblocco delle opere pubbliche, altro capitolo destinato a scontrarsi con l’agenda dei pentastellati.

Renzi da questo punto di vista è stato chiaro e lo ribadirà anche nella due giorni di Italia Viva: “Il populismo della Lega si batte con il buon governo, non con altro populismo”.

Con il Movimento 5 Stelle i contrasti non mancano neanche sul fronte dell’occupazione. Nelle ultime ore da parte di diversi esponenti renziani, sono piovute critiche per come i ministri 5 Stelle hanno gestito le varie vertenze occupazionali aperte sul tavolo del Mise, ultima in ordine di tempo la vertenza Whirlpool, con la richiesta al premier Conte di prendere in mano lui direttamente la trattativa con le parti in causa, esautorando il ministro Patuanelli il cui operato è giudicato molto negativamente.

Ma l’ultimo colpo di scena Renzi lo riserverà per ciò che riguarda la collocazione europea, annunciando l’uscita dal gruppo dei Socialisti europei per aderire nel Parlamento di Strasburgo alla formazione centrista Renew Europe capitanata dal presidente francese Emmanuell Macron.

E anche questo appare a tutti gli effetti uno schiaffo assestato in piena faccia ai 5 Stelle che come è noto, dopo aver tentato inutilmente di essere accolti nel gruppo dei Verdi europei, hanno bussato proprio alle porte di Macron. Il quale da parte sua ha ancora bene in mente le immagini di Di Maio abbracciato al leader della frangia più estremista dei gilet gialli. Con il risultato che i pentastellati, pur essendo stati determinanti per l’elezione di Ursula Von Der Leyen alla guida della Commissione europea, sono tuttora senza casa in Europa.

Insomma, due giorni non certamente positivi per il premier Conte che sta cercando una faticosa mediazione all’interno della maggioranza giallorossa per poter continuare l’azione di governo senza ulteriori scossoni. Il governo non cadrà sicuramente, ma che Conte possa dormire sonni tranquilli è molto improbabile. 

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