#salviniaprocesso: a Palazzo Madama tanta confusione sotto il cielo

Politica

Ieri l’aula del Senato ha dato il via libera al processo contro Matteo Salvini per la vicenda della nave Gregoretti. L’ex Ministro dell’Interno è accusato di sequestro di persona in relazione ai migranti, 131 in tutto,  trattenuti sulla nave militare nel luglio dello scorso anno, e fatti poi sbarcare dopo quattro giorni nel porto di Augusta in attesa che dall’Europa giungessero garanzie sul ricollocamento.

Scelta che gli alleati di governo dell’epoca, i 5 Stelle, sostengono di non aver condiviso, al punto da aver votato per mandare Salvini a processo e accusando il capo della Lega di aver agito in totale autonomia contro il parere del premier Conte e del resto dell’esecutivo (nonostante esistano filmati e interviste in cui autorevoli esponenti pentastellati, Bonafede su tutti, negavano divergenze con il titolare del Viminale). Tesi questa però contestata in aula dalla leghista Giulia Bongiorno che ha invece tentato di dimostrare come la decisione di bloccare la nave in attesa di garanzie sul futuro ricollocamento, sia stata condivisa dall’intero governo dell’epoca, compreso il premier Conte. 

Niente da fare, i pentastellati stavolta hanno dato ragione ai giudici, diversamente da quanto avvenuto sul caso Diciotti quando invece salvarono Salvini assumendosi la responsabilità della scelta condivisa. Della serie: la coerenza non è una virtù. 

I senatori della Lega hanno abbandonato l’aula al momento del voto, nonostante la posizione contraria della stessa Bongiorno, come ha chiesto loro Salvini.

Durante le dichiarazioni di voto sono emerse alcune posizioni molto curiose.

Ad esempio ha fatto molto discutere quella di Pierferdinando Casini da sempre molto critico con l’ex ministro dell’Interno e allergico a qualsiasi forma di sovranismo, che però ieri in aula ha votato contro l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega.  Intervistato dal Corriere della Sera Casini ha poi chiarito di aver votato contro “perché con la magistratura non si gioca e non si scherza. Perché l’avversario politico si batte politicamente, nelle urne, con le idee. Non lo si consegna ai giudici. Da Salvini mi divide tutto ciò che appartiene al pianeta della politica. Ma dopo 35 anni di parlamento io non difendo persone, ma un principio sacrosanto. Oggi si mette un’ altra pietra verso l’ abdicazione della politica e la si rende ancora una volta subalterna al potere giudiziario. Salvini non ha preso una tangente; ha fatto una politica sbagliata che come tale gli italiani dovranno giudicare”. Della serie: attenti perché potrebbe toccare a tutti.

Poi c’è la posizione di Italia Viva. Matteo Renzi non è intervenuto in aula, i suoi senatori hanno votato a favore del processo ma lui “assolve” Salvini.

Intervistato dal direttore de Il Tempo Franco Bechis il leader di Italia Viva dichiara: “Non credo che Matteo Salvini sia colpevole. Fossi giudice io le condizioni per condannarlo non le vedrei”. Poi su sollecitazione di Bechis ha meglio chiarito il concetto.

Perché se ritiene Salvini innocente ha autorizzato il processo? “Io non credo che Salvini sia colpevole. Politicamente – chiarisce ancora Renzi – non condivido quello che ha fatto. Ma da misero esperto di calcio e poco altro, laureato in giurisprudenza,dico che se fossi un giudice io le condizioni per condannare Salvini su questo fatto non le vedrei. Però io non vedo le condizioni per dire che quello che ha fatto era legittimamente fatto in quanto ministro. Aggiungo che lo ha chiesto Salvini di andare a processo. C’è un giudice che dice: Processatelo. Salvini dice Processatemi. E chi sono io per negarglielo?”. Della serie: vorrei salvarlo ma non posso.

Curiosa anche la posizione di Emma Bonino storica leader radicale e famosa per le sue battaglie garantiste. Stavolta però non ha avuto dubbi nel votare per processare Salvini: “La patria italiana correva il rischio di essere invasa da una nave costiera italiana? – domanda la leader di + Europa – È assurdo anche solo pensarlo. La sicurezza dell’ordine pubblico era minacciato da qualche decina di marinai italiani e naufraghi? La verità è che marinai e naufraghi sono stati usati per difendere un interesse politico, non per difendere la patria”. Della serie: va bene il garantismo, ma mica per tutti. 

Poi c’è la posizione di Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno presentato l’ordine del giorno per dire no al processo nonostante Salvini stesso abbia chiesto di essere processato e ai suoi di non opporsi; e quella del Pd che ha votato per il processo dopo aver chiesto ripetutamente alla Giunta per le autorizzazioni di rinviare il voto per poter raccogliere maggiori elementi. Ma c’erano le elezioni regionali e il timore di regalare consensi al leader leghista. Insomma, tanta confusione sotto il cielo. Sì, il cielo di Palazzo Madama.

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