Centrodestra, fra Salvini e Meloni rottura su Fitto. Le mosse del Carroccio

Politica

Si aggrava la situazione del centrodestra in Puglia, dove sulla scelta del candidato governatore è in atto un duro scontro fra la Lega e Fratelli d’Italia.

Giorgia Meloni, nei giorni scorsi, nel direttivo nazionale ha ribadito che il candidato governatore alle elezioni di giugno sarà Raffaele Fitto e che non si discuterà su questo. Salvini però, spinto dai dirigenti pugliesi del Carroccio ostili all’ex governatore berlusconiano, oggi meloniano, è tornato a chiedere che a sfidare Michele Emiliano sia un esponente del Carroccio.

Da quando la scorsa settimana è saltato il previsto vertice di coalizione per fare il punto della situazione e sciogliere i nodi, la situazione si è ulteriormente ingarbugliata al punto che sembra non si riesca più a fissare neanche un’altra riunione (si vocifera di un possibile incontro domani a Milano visto che la Meloni salirà in Lombardia ma non c’è nulla di sicuro).

A prendere tempo sarebbe soprattutto la Lega alla ricerca di un nome forte da schierare contro Fitto. Il problema è che ridiscutere la Puglia, significa ridiscutere l’intero impianto delle candidature che era stato concordato prima che arrivasse la sconfitta in Emilia Romagna. Si rischia un effetto a cascata in tutte le altre regioni chiamate al voto.

Perché difficilmente la Meloni cederà la Puglia in cambio della Toscana, dove in base agli accordi precedenti il candidato spetterebbe alla Lega, ma dove nessuno è disposto a rischiare una seconda sconfitta. Più probabile che punti sulla Campania dove però, sempre in base ai vecchi accordi che Salvini non riconosce più, il candidato spetterebbe a Forza Italia che ha già indicato Stefano Caldoro (altro nome poco gradito ai leghisti).

A complicare le cose la discesa in Puglia di Salvini, che sarà nel Salento il prossimo 19 febbraio per un tour nelle aziende agricole e proprio in quelle zone pare si annidi la maggiore resistenza anti-Fitto.  La Lega sembrerebbe puntare sull’europarlamentare Massimo Casanova “salviniano di ferro” e molto radicato sul territorio, ma non sarebbe l’unico nome spendibile per il Carroccio. Ci sarebbe una rosa di nomi molto qualificata, fanno sapere ambienti leghisti. E Salvini nelle ultime ore ha chiarito: “Ci stiamo impegnando per vedere se c’è gente nuova e coraggiosa che si vuole impegnare: per loro le porte della Lega e del centrodestra sono aperte, senza egoismi di partito. Lasciamo alla maggioranza i litigi”. Gente nuova appunto, il che lascerebbe presupporre che sia Fitto che Caldoro siano fuori dalle grazie dell’ex ministro. 

Insomma, il timore che proprio dalla Puglia Salvini possa bocciare definitivamente la candidatura di Fitto è molto alto. Il fatto è che la Meloni non può permettersi di sacrificare l’ex governatore che ha permesso il radicamento del suo partito sul territorio facendolo volare alle ultime elezioni europee. E che da settimane è già in campagna elettorale.

Come finirà? Difficile dirlo, quel che è certo è che Salvini dimostra ogni giorno di più di credere sempre meno all’alleanza di centrodestra e forse di temere seriamente la concorrenza a destra della Meloni. Che proprio al Sud sembra avere il suo principale bacino elettorale. Per Salvini piazzare una bandiera leghista in una regione del Meridione diventa quindi una necessità imprescindibile per poter finalmente concretizzare il progetto della Lega nazionale.  Anche a scapito degli alleati, a quanto sembra. 

 

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