Satira e informazione al tempo del coronavirus. Abbate: “E si fa sesso senza paura”

Interviste

Sta facendo molto discutere un tweet di Elettra Lamborghini che ironizza sul coronavirus e sulle paure degli italiani. E c’è chi si chiede se sia giusto esorcizzare i timori legati alla diffusione del virus e al rischio di contagio con il ricorso alla satira. E il sesso? Quanto incide la paura di beccarsi l’infezione sul desiderio di fare sesso? Ne abbiamo parlato con lo scrittore Fulvio Abbate che sta per ridare alle stampe il suo libro “La Peste Bis” pubblicato già nel 1997.

E’ giusto ironizzare sul coronavirus e sulle paure degli italiani? La satira può essere un buon antidoto per esorcizzare l’incubo di restare contagiati?

“La satira ha un salvacondotto che le consente di poter ironizzare su qualsiasi cosa. In fondo se non si ironizza sulla morte, su cos’altro si dovrebbe ironizzare? Basti pensare che in Messico i teschi e gli scheletri fanno pienamente parte delle scenografie del carnevale che è la forma satirica per eccellenza. Se devo essere sincero il post più bello e paradossalmente più rassicurante che ho letto in questi giorni sa quale è stato?”

Quale?

“Quello in cui qualcuno ha ripubblicato il famoso video del 1990 che metteva in guardia le persone dal pericolo dell’Aids. Il contagio era raffigurato da una sorta di alone viola intorno alle persone che si incontravano. Ebbene, qualcuno riproponendo su Facebook quel video lo ha corredato con la scritta ‘nostalgia’. Se devo dirla tutta mi è sembrato meraviglioso e sa perché?”

Perché?

“Perché i confini del contagio da Aids erano chiari, erano la saliva, il sangue e le feci. Oggi invece il respiro stesso può essere forma di contagio. Il coronavirus è per certi versi assimilabile all’antagonista del super eroe, colui cioè che ha il potere di manifestarsi in nube gialla. Prima ancora che giunga la profilassi, si ha come la sensazione che il virus sia presente ovunque. Proprio come la peste del romanzo di Alber Camus che dorme nei cassetti per risvegliarsi improvvisamente. Ventiquattro anni fa scrissi il romanzo “La Peste Bis” pubblicato da Bompiani e oggi lo sto riscrivendo per ripubblicarlo perché ritengo sia tornato di grande attualità”.

C’è chi dice che la vera satira in realtà la stiano facendo i politici modello Fontana con la mascherina. E’ d’accordo?

“Non vedo in giro grandi picchi di satira, l’unico che mi viene in mente in questo momento è Maurizio Crozza. La satira disegnata purtroppo non esiste praticamente più, sono finiti i grandi giornali satirici come ‘Cuore’ o ‘Il Male’. Per quanto riguarda i politici, essi utilizzano goffamente i social e i danni sono sotto gli occhi di tutti. Poi quando a farlo sono altri per conto loro si manifesta ‘la bestia’ in carne ed ossa”.

E l’informazione? Anche lei la ritiene schizofrenica dal momento che un giorno si fa allarmismo e il giorno successivo si fa quasi credere che si tratti di banale influenza?

“L’informazione non può essere allarmistica. Non può far passare il messaggio del ‘si salvi chi può’. E’ ovvio che né l’informazione, né il potere costituito potranno mai dirci come stanno realmente le cose. Altrimenti dovrebbero dirci che non ci stanno capendo nulla, o che stanno ipotizzando centinaia, migliaia o addirittura milioni di morti. Per ragioni di ordine pubblico questo non lo diranno mai. Quindi non rimane che ondeggiare fra allarmismo e rassicurazione. Nessuno, anche di fronte a dati certi, potrà mai dire ‘si salvi chi può’. Se rinascesse oggi Zavattini potrebbe riscrivere “Il Giudizio Universale” con la voce dal cielo che comunica l’orario di inizio del giudizio e l’uomo per strada che vedendo che tutto è ormai perduto, chiede alle donne che passsano se sono disposte a fare sesso con lui per l’ultima volta”.

A proposito, com’è il sesso al tempo del coronavirus?

“Ecco, parlando di satira mi è arrivato un meme dove si vedono due persone che, coperte da scafandri gialli, hanno un rapporto sessuale. Il sesso non si arresta mai, nemmeno in momenti come questo, nemmeno in tempo di peste è vissuto con timore. O meglio, sulle prime si fa sesso senza paura, poi però quando si torna a casa e ci si fa il bidet, sia il cavaliere, sia la dama, si domandano se sia stato o meno giusto correre il rischio. Ma al sesso non si può rinunciare, il piacere vince sempre la paura. Nessuno di noi alla fine sarà mai disposto a rinunciare al piacere di fare sesso con la bellissima appestata dell’Armata Brancaleone”.

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