Virus-docet. Niente droga, spaccio, tradimenti, pub: tutti virtuosi

Politica

Cronache da Corona-city. E’ bello vedere gli italiani costretti loro malgrado ad essere virtuosi. Nemmeno una dittatura avrebbe raggiunto tale scopo. Il rischio-contagio sì, e da questo punto di vista il virus sta diventando forzatamente pedagogico.

Niente droga. Pensate, pensiamo, a tutti i cittadini abituati all’ebbrezza, a stordirsi per vizio, dipendenza, moda, stronzaggine. Ogni giorno e ogni fine settimana.
Adesso dove scorreranno i fiumi di cocaina? Nel secchio? E che vita grama quella degli spacciatori (autoctoni e migranti), senza più mercato, clienti, coglioni. Si è fermata l’economia, anche la loro.
Niente uscite al pub, nei locali, anche qui ormai era uno stile di vita, un’evasione consolidata dalla realtà, un atteggiamento ludico condiviso.
Scopriamo adesso che la maggior parte degli italiani è composta da fancazzisti e cazzoni? Quelli del Nord, sempre impostati, che danno tante lezioni, fino a ieri si atteggiavano a superiori, gli unici che lavorano, ora sono gli untori.

Da anni dopo gli orari d’ufficio, come quelli delle metropoli europee, si mettevano nei locali, e stavano seduti per delle ore: apericene talmente ricche di grassi e alcol da non cenare più. Poi, ancora più nevrotici, giovani e meno giovani insieme a correre come pazzi. Dai tavolini alle piste ciclabili e ai parchi. Quelli del centro-sud, semmai uscivano dopo cena, ma non aspettavano altro che stare sul divano. Il problema che tutti, dalla Lombardia alla Campania, non hanno nemmeno più la scusa per l’evasione di massa, i loro ciucci storici a cui attaccarsi, il pretesto genetico per poltrire: le partite. Infatti, adesso è diverso. Prima avevano l’illusione di scegliere di non fare niente. Ora siccome, sono costretti dalle autorità sanitarie a non fare niente, oscillano tra disciplina per paura, voglia di trasgressione e furbizia (la storia delle false autocertificazioni, le corse in massa nelle ville, le corse nevrotiche con o senza cane).
Gli italiani non si smentiscono mai, restano sempre delle pecore anarchiche.

E che dire dei traditori occasionali o seriali? I paralleli, gli scissi, gli schizofrenici, con l’amante occasionale o istituzionale, quelli del sesso compulsivo e la moglie felice (o meno) dentro il Mulino bianco? C’è qualcuno pure che invita a fare figli per alleviare il tedio. Se prima il tradimento era funzionale all’equilibrio della moglie piena e l’amante ubriaca, o per garantire il film “famiglia felice” nello sfogatoio garantito, adesso è saltato tutto. I traditori occasionali o seriali dovranno recuperare, riscoprire forzatamente la moglie o la compagna. E obbligarsi a essere tradizionalisti.

Ecco il paradosso. Il senso delle restrizioni: l’alcol si può bere unicamente dentro le quattro mura, le apericene si possono fare ingrassando solo dentro le quattro mura; i tradimenti si potranno fare con la testa, con la fantasia; la droga sarà la vita quotidiana, la scelta di non essere contagiati e salvare la pelle.

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