COVID 19, Fusaro: “Un minuscolo virus ha ucciso tutte le menzogne liberiste”

Interviste

L’emergenza provocata dall’epidemia di coronavirus ci sta mettendo davanti a dei fatti evidenti. La fatica a rinunciare al nostro individualismo in nome dell’interesse collettivo, l’insistenza nel voler continuare con le nostre abitudini anche a costo di trasgredire le regole; come dimostrano i casi sempre più evidenti, segnalati in tutta Italia, di gruppi di persone che, in barba ai divieti, continuano ad incontrarsi di nascosto pur di non rinunciare alle cene del sabato sera, agli aperitivi, alle feste, ai giochi di società ecc. Sono le conseguenze di un sistema liberista che ha posto gli interessi individuali al di sopra di quelli generali e ha fatto credere alle persone che non possono esistere limiti alle proprie libertà? Ne abbiamo parlato con il filosofo Diego Fusaro.

L’emergenza coronavirus sta facendo emergere falle nel sistema liberale e liberista. Questo sistema ha dei limiti? Quali sono? Cosa intravede?

“E’ bastato un virus per far crollare tutto il sistema di menzogne liberiste che per anni ci sono state propolate come se vivessimo nell’era post ideologica. In realtà questa è l’epoca più ideologica di tutte. Ci hanno raccontato che il privato era meglio del pubblico, che lo Stato era il male assoluto, che privatizzare era la panacea universale, che l’Unione Europea era la nostra salvezza. E ancora: che bisognava tagliare la sanità pubblica e privatizzare i servizi. Tutta questa narrazione è crollata, ed è bastato un minuscolo percettibile virus per fare in modo che ciò potesse avvenire. Oggi si rende necessario un ripensamento generale del nostro modo di abitare il mondo e di relazionarci”.

Il coronavirus ha costretto gli italiani a confrontarsi con i propri fantasmi. Ognuno sta reagendo secondo quelli che sono i suoi mezzi. Vediamo chiaramente quanto per molti sia stato difficile venir meno all’appuntamento con l’aperitivo. La società è chiaramente individualista e il concetto di bene comune fa fatica a passare ed essere accettato. E’ davvero così? Anche lei ha riscontrato questa problematica?

“Sì, c’è sicuramente un forte individualismo, ma soprattutto un’anomia generalizzata e radicata nella mentalità italiana. Mentalità che produce la genialità non geometrizzata di un Leonardo da Vinci, di un Michelangelo, di un Raffaello, e dall’altro questi atteggiamenti esiziali. In Cina sono riusciti a contenere il virus grazie alla presenza di uno Stato forte che ha fatto prevalere l’interesse comune e nazionale sull’individualismo egoistico. In Italia questo naturalmente è più complicato e lo stiamo sperimentando proprio in questi giorni. E’ la prova che il principio della libertà occidentale, che come diceva già Hegel rappresenta proprio la specificità dell’Occidente sconosciuta in Oriente, è difficile da annientare dall’oggi al domani. E’ quasi impossibile che in Occidente l’individuo accetti di vedersi sospendere le proprie libertà individuali, a differenza dell’Oriente dove invece è molto più semplice far passare il concetto dell’interesse generale”.

Quanti mesi potrà durare questa situazione? Il sistema sanitario nazionale reggerà tutto questo? E’ all’altezza della situazione anche in confronto ai provvedimenti che stanno prendendo gli altri Paesi? Stiamo pagando anche uno stile di vita sbagliato che abbiamo condotto in tutti questi anni con un numero di anziani obesi e diabetici molto alto e una popolazione in maggioranza non propriamente sana?

“La Germania ha già detto, come riporta il Corriere della Sera dell’11 marzo 2020, che questa situazione potrebbe durare anche due anni. Quale che sia la data di scadenza è del tutto evidente come l’ordine liberista, cioè il capitalismo, che come insegna Marx vive trasformando continuamente le proprie condizioni, utilizzerà questo virus che non è un’invenzione liberista in quanto tale, come metodo di governo. Stanno già verificando a quanta libertà siamo disposti a rinunciare in cambio della sicurezza sanitaria. Probabile che diventi un sistema di governo liberista come lo è stato in un passato recente la paura del terrorismo”.

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