Coronavirus, Francesca Totolo: “Nel mio libro luci e ombre della pandemia”

Interviste

“Coronavirus, tutto ciò che non torna sull’epidemia che ha scosso il mondo”. Si intitola così il nuovo libro di Francesca Totolo, collaboratrice de Il Primato Nazionale, in uscita presso Altaforte Editore. Non è affatto un libro complottista come qualcuno l’ha già bollato, ma un lavoro di inchiesta giornalistica alla ricerca delle cause che hanno provocato questa epidemia. E ponendo interrogativi su alcuni aspetti poco chiari. L’autrice non minimizza la gravità della situazione, anzi cerca di capire come sia stato possibile trovarsi improvvisamente nell’emergenza che sta mettendo in ginocchio l’Italia e l’Europa.

Come nasce l’idea di questo libro?

“L’idea è nata dalla troppa disinformazione che si è fatta intorno alla vicenda del coronavirus. Soprattutto sono circolate tutta una serie di ipotesi sulle cause che avrebbero originato l’epidemia. Ho analizzato quindi un preciso periodo, dal primo caso ufficiale che si è verificato in Cina a Wuhan, fino alle prime misure di contenimento attuate in Italia. Nel libro ho cercato di raccogliere tutte le fonti ufficiali che mi è stato possibile reperire, comprese quelle di scienziati e ricercatori non del tutto allineati alla Comunità scientifica internazionale”.

E cosa ha scoperto?

“Cose molto interessanti. Iniziamo con il dire che la teoria dell”evoluzione del coronavirus, che pare passato come mutazione genomica da un animale, presumibilmente un pipistrello, all’uomo, non è stata confermata dalla comunità scientifica. Il 34% dei primi contagi sembrerebbe non avere alcun legame diretto con il famoso mercato di Wuhan, così come il paziente uno. I parenti del paziente uno inoltre non sarebbero stati contagiati dal virus. Questo lascia aperti molti interrogativi e apre anche le porte ad altre teorie tutt’altro che infondate. Come quella che chiamerebbe in causa un presunto mercato nero dei virus. Sono state fatte inchieste in passato, che ovviamente cito nel libro, che riportano come i virus, all’interno di questo mercato nero, arrivino a viaggiare addirittura per posta ordinaria, tramite corriere. Un mercato che coinvolgerebbe tutti i Paesi”.

A quale scopo?

“Probabilmente si tratta di ricerche e sperimentazioni sotto banco che si scambiano i vari laboratori nel mondo. Questo porterebbe ad un trasferimento di virus, da un Paese all’altro, a scopo di studio. Per altro ho scoperto che è in corso un’inchiesta che vedrebbe coinvolti due ricercatori cinesi, i quali da un laboratorio canadese avrebbero inviato in Cina dei virus molto pericolosi. I due sono stati licenziati dall’università in cui lavoravano e c’è un’indagine in corso su questa storia. Ma non è tutto. Ho reperito anche un rapporto attribuito al direttore del laboratorio di massima sicurezza di Wuhan dove vengono evidenziate criticità nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Ho trovato poi anche fonti legate alle attività di bio-terrorismo”.

Ossia?

“Secondo dette fonti ci sarebbero Paesi al mondo che continuerebbero a produrre virus patogeni giustificando il tutto con esigenze di carattere agricolo. Poi credo meriti attenzione anche l’aspetto economico della vicenda, legato soprattutto ai pandemic bonds, risalendo a chi davvero detiene detti titoli e a quanto questi guadagnano di interessi. Addirittura la World Bank avrebbe speso più di interessi alle banche che di aiuti alla Repubblica Democratica del Congo per combattere l’ebola”.

Ha una sua idea su come possa essere nato il coronavirus?

“Come premetto nel libro non sono una virologa e non ho competenze mediche, ma sono soltanto una ricercatrice che cerca, elabora e pubblica documenti ufficiali, provenienti da prestigiose ricerche scientifiche e da centri di ricerca cinesi, americani e da altri laboratori. Notizie naturalmente pubbliche visto che comunque, le attività dei laboratori di ricerca, sono secretate. Non ci sono manipolazioni delle fonti, ma una riproduzione fedele delle stesse. In base alle ricerche che ho fatto non sono in grado di formulare una spiegazione perché non ne ho le competenze, ma come tutti ritengo altamente improbabile che il virus possa essersi diffuso con il passaggio da animale ad uomo. Non è possibile anche in virtù dell’alto livello di contagiosità. Nella storia non è mai accaduto che un focolaio originato in quel modo si sia poi esteso in modo tanto virulento. Ci sono tante teorie in circolazione, alcune credibili, altre chiaramente complottiste, ma non escluderei che effettivamente tutto possa essere partito da esercitazioni sperimentali su agenti patogeni. Al momento non si può accusare nessuno e temo che, come sempre avvenuto, non ci faranno mai sapere le vere cause di tutto questo”.

Pensa che le misure di contenimento adottate in Italia potranno avere successo?

“A mio modo di vedere sono insufficienti. Nei Paesi asiatici dove è sceso in campo l’esercito per presidiare le città e impedire alla gente di uscire di casa, il numero dei contagi si è ridotto. Qui invece la gente continua tutti i giorni ad uscire per comprare il panino. In Cina le persone potevano uscire per il rifornimento alimentare ogni tre giorni e controllate dai militari. Qui invece tanti continuano ad uscire tutti i giorni con la scusa della spesa per farsi la passeggiata e limitarsi a comprare il latte o il panino. Ma non è colpa degli italiani, che sono passati da una comunicazione totalmente rassicurante con espliciti inviti ad uscire perché tanto il contagio era difficile, all’obbligo di stare chiusi in casa. Una comunicazione fuorviante e contraddittoria ha finito per disorientare le persone impedendogli di comprendere chiaramente la reale gravità della situazione. Non si può dire il giorno prima che non c’è da preoccuparsi, che dobbiamo abbracciare i cinesi, andare a mangiare gli involtini primavera e poi la sera presentarsi in televisione e dichiarare di aver chiuso tutto perché la situazione è drammatica. Siamo passati di colpo dal ‘non c’è alcun pericolo’ al ‘si salvi chi può’. Forse se si fosse corsi subito ai ripari fermando il Paese dopo i primi casi, non avremmo il bollettino giornaliero dei contagiati e delle vittime in costante ascesa”.

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