Coronavirus, l’Italia dei “golpe immaginari” oggi vuole l’esercito nelle città

Politica

Sembra di leggere le cronache di un altro pianeta, invece siamo qui, sul pianeta Terra e siamo in Italia.

Arriva l’esercito nelle strade e fa quasi impressione vedere come la presenza massiccia dei militari nelle città con lo scopo di limitare le libertà individuali, non sia invocata soltanto dai governatori delle zone più colpite dall’epidemia di coronavirus, ma da tanti cittadini, soprattutto del centro sud dove si teme maggiormente la diffusione dei contagi.

Eppure questo è lo stesso Paese che fino a poche settimane fa era pronto ad urlare al colpo di stato vedendo ovunque rischi per la democrazia. Si parlava di golpe persino davanti ad un voto di fiducia di troppo. Oggi invece si è arrivati al paradosso di invocare i militari come “salvatori della patria” perché soltanto loro possono presidiare le città e impedire alle persone di uscire di casa. Troppi italiani indisciplinati, troppa gente che continua ad uscire senza alcun motivo, che non vuole rassegnarsi all’idea di rinunciare alla passeggiata nel parco, all’attività sportiva, alla pedalata quotidiana ecc. Oltre a quelli che con la scusa della spesa e del cane da portare a fare i bisogni, escono due, tre volte al giorno.

E allora evviva i militari. E se stasera un generale modello Pinochet si presentasse in tv a dichiarare che per il bene del Paese e per fermare l’epidemia si è fatto un colpo di Stato, si sono abbattute le istituzioni democratiche e si è instaurato un regime militare, quanti italiani disapproverebbero la cosa?

Perché il coronavirus sta rendendo tutti schiavi della paura e quando si ha paura si accetta di tutto. Così, se da una parte c’è una popolazione che fatica ad abituarsi ai divieti avendo subito per anni la martellante narrazione liberista che lo Stato non può imporre nulla a nessuno, e soprattutto non può reprimere abitudini, stili di vita e diritti civili, dall’altra c’è un’Italia che per paura del contagio è pronta ad accettare lo stato di polizia, i militari sotto casa, dando loro forse pure carta bianca per sparare alzo zero a chi esce senza motivo. Perché in fondo altro sono che degli irresponsabili untori.

Si esagera? Può darsi, ma basta farsi un giro sui social per capire come quella appena fotografata sia la realtà dell’Italia di oggi. La stessa Italia che però l’estate scorsa è stata pronta a fare muro contro Salvini colpevole di aver invocato “i pieni poteri”, ad accettare il ribaltone di governo, il trasformismo parlamentare pur di salvare la democrazia in pericolo e scongiurare l’avvento dell'”uomo forte”, “l’uomo solo al comando”. Che prima si chiamava Berlusconi, poi Renzi, poi Salvini.

Come riporta il Corriere della Sera “i primi soldati sono arrivati ieri in Campania e Sicilia, già oggi altri reparti potrebbero essere schierati nelle altre regioni. In attesa del 25 marzo, giorno in cui dovrà essere firmato un nuovo decreto, il governo studia le misure per fermare il contagio da coronavirus”.

Adesso si starebbero studiando anche misure per limitare al massimo le uscite delle persone per fare la spesa riducendo gli orari di apertura dei supermercati. Si arriverà probabilmente all’obbligo delle chiusure domenicali o anche a limitare gli stessi orari di apertura giornalieri. Con i militari che forse scorteranno le persone.

E, paradosso dei paradossi, la Cina è oggi diventato il modello da seguire. Peccato che, fino a non molto tempo fa, proprio il regime di Pechino era il male assoluto, l’inferno sulla terra dove si violavano i diritti umani e dove si commettevano i peggiori crimini. In poche parole si è scoperto quanto è bella la dittatura. Un domani forse, quando la paura sarà passata, tutto questo ci sembrerà assurdo, ma sarà difficile far finta che non sia successo davvero.

 

Condividi!

Tagged