Virusdocet. Dalle “razze” nate col contagio alle razze del dopo-contagio

Politica

In vista della ripartenza sociale, economica e psicologica, che sarà ovviamente a diesel, le “nuove razze” del post-contagio, dovranno necessariamente fondersi con quelle del contagio. Al momento, vive e vegete.

Dall’inizio dell’emergenza, abbiamo assistito al moltiplicarsi degli “Apocalittici”: quelli che hanno visto nel Coronavirus una punizione divina per i nostri peccati, o una punizione per le guerre, si pensi all’equilibrio del terrore ancora in atto tra superpotenze (un terrore anche batteriologico); oppure quelli che hanno visto una vendetta della natura per come l’abbiamo trattata, il riscatto climatico contro un sistema economico che sta inquinando e sfasciando il pianeta con la pretesa di ritenere inesauribili le risorse.

Speculari agli Apocalittici, i “Complottisti”, quelli che spiegano sempre tutto, quelli che hanno capito tutto. La colpa è dei banchieri, dei massoni, della finanza, delle lobby, della Ue, che da secoli perseguono l’utopia del governo mondiale dell’economia, schiacciando le libertà dei popoli. Come noto, il complotto, come il miracolo, spiega quello che non si può spiegare. Tradisce un impianto religioso, ideologico. Infatti, subito dopo la denuncia arriva inevitabilmente il dogma, la risposta assoluta.

Opposti agli Apocalittici e ai Complottisti, i “Negazionisti”, quelli che, invece, negano ogni cosa, si limitano solo a osservare i fatti, secondo come arrivano, li percepiscono, e oscillano tra fatalismo e finto senso della realtà. Di cui naturalmente sono i veri interpreti. Ostili a ogni teoria, diagnosi e terapia superiori, fanno i pragmatici, ma rischiano di essere gli utili idioti di ogni versione ufficiale da parte dei sistemi politici.

Poi, facce diverse della stessa medaglia, i “Paranoici” e gli “apatici”. I primi, perfettamente dentro le direttive della psico-polizia (si legga Stato etico-sanitario), e dei precetti della psicosi di massa. Destri o sinistri, sovranisti e globalisti, ormai si sono uniti. Sono “razzisti” con tutti: i diversi, gli altri, i migranti, i rom, quelli di fronte al balcone, i furbetti delle passeggiate, quelli che fanno la spesa troppe volte, quelli che girano troppo col cane, quelli che ti passano troppo vicino per strada. Tutte minacce terrificanti al Mulino bianco, sia conservatore, sia radical chic. I secondi, dal canto loro, dopo un inizio orgoglioso, canterino, ginnico, social, dentro casa, si sono ammosciati, a causa della mancanza di prospettive e certezze per tornare alla normalità.

Ecco il punto, tornare alla normalità. E qui queste razze si dovranno necessariamente confrontare con altre nuove antropologie nascenti. Dovranno modificarsi, trasformarsi.

Appena ci sarà il nuovo auspicato via libera, la prima razza, sarà quella dei “Dipendenti”. Quelli che rifaranno per filo e per segno ciò che facevano prima, come se non fosse successo niente. Torneranno in modo isterico ai lunapark e ai ciucci personali e di gruppo, che per mesi hanno praticato in piccolo, in una stanza: bere, ubriacarsi, drogarsi, palestre, piscine, saune, corse nevrotiche per i parchi, apericene etc.

I “Negazionisti” del contagio continueranno ad esserlo pure dopo. Dimenticheranno in fretta il dramma, e come i reduci dalla guerra, non ne parleranno più. Argomento chiuso, rimosso, azzerato. I primi e i secondi, saranno i nuovi aderenti al Partito “Tutto come prima”.
I “Paranoici”, purtroppo, vivranno da orfani, da spezzati. Costituiranno il Partito “Niente sarà come prima”. Vedranno il ritorno del contagio ovunque, sicuramente il prossimo inverno, vedranno il pericolo in chi di nuovo avrà l’influenza, o starnutirà davanti. E continueranno a evitare ogni contatto quotidiano, sociale, famigliare, animale.

I “Complottisti” e gli “Apocalittici”, si divideranno in quelli che parleranno ininterrottamente e sterilmente al bar della guerra a cui hanno partecipato, discorsi inutili, e in quelli che vorranno combattere il complotto che ha vinto, o ancora in auge, o che ha perso, a seconda delle loro idee.
E tra le vecchie e nuove razze del contagio, resisteranno monetizzando, solo alcune categorie professionali: i nutrizionisti, gli psicologi e gli avvocati divorzisti.

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