Mes, parla Rinaldi (Lega): “Attenti, c’è dietro un grande inganno”

Interviste

Non si placano in Italia le polemiche, dentro e fuori il governo, riguardo all’attivazione del Mes, il Meccanismo europeo di Stabilità, previsto dall’accordo approvato dai ministri delle Finanze dell’Eurogruppo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Ora si attende l’approvazione definitiva del Consiglio europeo dove l’Italia, per bocca del premier Giuseppe Conte, annuncia battaglia per ottenere l’inserimento degli eurobond. Ma da Germania e Olanda arriva un secco No visto che, aver attivato un Mes senza condizionalità per far fronte alle spese sanitarie, è ritenuto il massimo che potesse essere concesso ai Paesi del Sud. I 5 Stelle puntano il dito contro il ministro dell’Economia Gualtieri, accusato di aver accettato il Mes contro l’indicazione della maggioranza. Insomma un caos generale. Cosa accadrà adesso? Ne abbiamo parlato con l’economista ed europarlamentare della Lega Antonio Maria Rinaldi. 

Il premier Conte continua a ripetere che l’Italia dirà no al Mes e che non firmerà nessun accordo se non saranno inclusi gli eurobond. Quindi? Come stanno realmente le cose?

“Mai come adesso la realtà dei fatti è diversa da come ci viene narrata. Il Governo Conte è in estremo affanno e questo è chiaro a tutti, così come è evidente sempre di più l’esistenza di una profonda frattura fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Era chiaro dall’inizio quanto queste due forze politiche fossero incompatibili, ma il desiderio di restare al governo aveva fatto sì che le divergenze, coma la polvere, finissero sotto il tappeto. Ma adesso non si scherza più e le differenze stanno venendo tutte alla luce apparendo insanabili”.

Quindi Conte sta soltanto cercando di non far naufragare la sua maggioranza?

“Una cosa è palese. Questo governo ha mandato il ministro dell’Economia Gualtieri all’Eurogruppo ad accettare un pacchetto di misure in cui è previsto l’utilizzo del Fondo Salva-Stati. Poi però davanti alla stampa il premier dice che il Mes non sarà utilizzato. Ma a voi sembra credibile che dopo estenuanti e difficilissime trattative durate giorni interi, l’Eurogruppo abbia deciso di attivare il Mes per farlo utilizzare soltanto dalla Germania e dall’Olanda? Siamo seri, ma chi vogliono prendere in giro?”.

Chi ha vinto e chi ha perso dunque la partita in Europa?

“Se il ministro Gualtieri era davvero contrario all’utilizzo del Mes si sarebbe dovuto alzare e abbandonare le trattative ribadendo di non essere d’accordo ad inserire il Fondo Salva-Stati fra le misure utili ad arginare la pandemia. Invece non l’ha fatto e questo vuol dire che la linea del governo italiano è stata sconfitta e che ad essere passata è stata la linea dei Paesi favorevoli al Mes. Mi pare che la priorità dell’Italia era quella di ottenere gli eurobond dei quali però nell’accordo non c’è traccia. Quindi è evidente chi abbia vinto e chi abbia perso. Comprendo perfettamente il forte disagio che si è creato all’interno del M5S dove, a parte quelli che io definisco talebani pronti a chiudere gli occhi davanti a tutto, si è verificata una sollevazione della base, ma se le cose stanno davvero come sostiene Conte, allora il governo avrebbe dovuto dare mandato al ministro Gualtieri di abbandonare il tavolo delle trattative nel momento in cui veniva inserito il Mes e venivano esclusi gli eurobond”.

Il Mes però viene attivato senza condizionalità per ciò che concerne le spese sanitarie. Questo non è comunque un passo avanti importante?

“Sulla condizionalità persiste un grosso inganno. il Mes, così come ratificato e sottoscritto dai Paesi Ue, è una sorta di contratto di cui vanno rispettate le clausole. Il Fondo Salva-Stati ha una sua precisa configurazione e non è prevista un’attivazione con condizionalità differenti da quelle accettate. L’unico Mes positivo alla fine è quello che si scioglie. Perché in questo modo le risorse tornerebbero in quota parte a chi le ha messe nel fondo per un utilizzo individuale, oppure al limite potrebbero confluire nella Banca europea per gli Investimenti per poter incrementare la capacità di emissione dei titoli”.

Pensa che stavolta il governo sia davvero un bilico?

“Gli italiani si stanno accorgendo ogni giorno di più che la promessa manovra economica da 350 miliardi più 400 è aria fritta. Nelle tasche degli italiani non è finora entrato nulla, diversamente dagli altri Paesi che hanno già accreditato sui conti correnti dei cittadini le risorse essenziali per fare almeno la spesa. Poi è evidente come sia Conte che i suoi ministri stanno dimostrando di non saper lavorare sull’economia reale. Se davvero pensano di risollevare un Paese in ginocchio facendo indebitare ancora di più le imprese, i commercianti, le partite iva, allora ciò sta a significare che stanno vivendo al di fuori del Paese reale”.

Perché?

“Perché in questo momento vanno erogate risorse a fondo perduto. La colpa della crisi non è frutto di una cattiva gestione, le imprese non hanno fatto male i propri conti, ci troviamo in questa situazione perché ci è cascata addosso questa grande disgrazia che ha costretto tutti ad abbassare le saracinesche per tutelare la salute collettiva e quindi per motivazioni che non hanno nulla a che vedere con le modalità di gestione delle aziende. LoStato italiano deve intervenire con sostegni a fondo perduto, perché se si costringono gli imprenditori ad accumulare altri debiti, allora si vuole condannare il Paese alla recessione”.

Lei è da sempre critico con l’Europa e il sistema euro. Dica la verità, ha sperato e spera che con il coronavirus possa saltare una volta per tutte l’impalcatura della Ue?

“No, anche se il mio giudizio negativo sull’Europa non cambia. Se non è stato sufficiente un cataclisma pandemico come il coronavirus per convincere l’Unione europea ad emettere titoli di debito comune come gli eurobond, che altro deve accadere? Io sono contrario agli eurobond, ma mi chiedo cosa deve capitare di più tragico perché l’ Europa si renda conto che bisogna uscire dalla logica dei parametri, dei vincoli, delle condizionalità. Oggi abbiamo avuto la prova provata che in realtà ogni Paese, anche nei momenti più drammatici, continua a pensare, solo ed esclusivamente, ai propri interessi. Forse anche gli europeisti nostrani più accaniti si sono dovuti finalmente rendere conto di come la tanto decantata Europa unita e solidale, pronta ad aiutare chi è in difficoltà, è soltanto un bel sogno e nulla di più. Abbiamo avuto migliaia di morti con questa epidemia, non sappiamo quando tutto finirà, eppure neanche questo è stato sufficiente per attivare degli strumenti di sostegno comuni. Ci manca soltanto lo sbarco dei marziani”

Quindi meglio uscire?

“Il mio auspicio è che quando questa crisi sanitaria sarà finalmente passata, si ridiscuta l’intera impalcatura europea, azzerando tutto, rivedendone i presupposti, reimpostando daccapo tutta la strategia, perché di questa Europa non sappiamo davvero che farne. La Ue nella vicenda del Covid- 19 non ha dimostrato di avere i piedi di argilla, ma di non avere proprio i piedi per camminare”.

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