Covid, si rischia il corto circuito istituzionale. Governo e Regioni ai ferri corti su Fase 2

Politica

Di tutto ci sarebbe bisogno in questo momento meno che di uno scontro istituzionale. Invece sembra proprio che fra Governo e regioni del Nord si avvicini una sorta di “resa dei conti”.

Lombardia e Veneto sono decise a ripartire il prima possibile, già il 27 aprile, incontrando il muro dei governatori del Sud che minacciano di chiudere i confini e di respingere tutti coloro che arriveranno dal Settentrione. In testa a tutti c’è il campano Vincenzo De Luca contrario alla ripartenza in tempi brevi, per timore degli spostamenti.

A peggiorare le cose nelle ultime ore si sono aggiunte le dichiarazioni del reggente del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, che ha ventilato la possibilità per il governo di procedere contro la Regione Lombardia con un commissariamto ad acta, giudicando del tutto fallimentare la gestione dell’emergenza Covid da parte della giunta guidata dal leghista Attilio Fontana. Il quale dal canto suo ha lanciato l’allarme dicendo: “Se commissariano la Lombardia devono commissariare anche il Lazio visto che abbiamo attivato gli stessi protocolli di sicurezza per ciò che concerne Rsa e case di riposo”.

“Da noi – ha però replicato Zingaretti – nessuna promiscuità tra positivi e negativi nelle Rsa, nessuna facilità nel contagio. Insomma, nessun caso Lombardia nel Lazio. Anzi qui è avvenuto l’opposto di quanto sembra essere stato fatto in Lombardia”.

Insomma, uno scontro istituzionale fra governo e regioni, e fra regioni del nord, del centro e del sud, che potrebbe dar luogo ad un pericoloso corto circuito, proprio nel momento in cui invece servirebbe uno sforzo unitario per far ripartire il Paese in totale sicurezza.

Tolti gli abiti del Presidente di Regione chiamato in causa, è proprio Zingaretti, in veste di segretario del Pd a richiamare tutti al senso di responsabilità. “È importante – ha scritto su Facebook – che ora Governo e Regioni, con la comunità scientifica, lavorino insieme con un obiettivo comune: riaprire nei tempi giusti, in piena sicurezza. È possibile farlo, senza polemiche”.

Mercoledì 22 aprile è in programma una nuova riunione della cabina di regia per predisporre il piano di avvio della Fase2 che dovrà rimettere in moto il Paese portando le persone a convivere con il Covid.

Come riporta il Corriere della Sera “entro questa settimana il presidente del consiglio Giuseppe Conte dovrebbe annunciare le linee guida in modo che tutti possano adeguarsi. Gli scienziati avrebbero suggerito di sottoporre un campione di cittadini a un test psicologico per verificare quanto tempo ancora siano in grado di sopportare il lockdown. Uno strumento che servirà anche a modulare i prossimi messaggi pubblici e le successive scelte. Soprattutto per garantire quella tenuta sociale che ha finora retto ma che dopo un mese e mezzo rischia di vanificare quanto fatto finora. La riorganizzazione della fase 2 terrà conto di tutti i suggerimenti che provengono dai vari gruppi di lavoro e saranno inseriti nel decreto del governo. Per garantire il rispetto delle norme aziende e negozi dovranno compilare un modulo che autocertifica il rispetto delle prescrizioni imposte su dotazioni dei dispositivi di sicurezza personale, sanificazione, presenza del medico e tutte le altre regole che saranno diversificate a seconda delle filiere. Dovranno essere in ogni caso garantiti turni diversificati per i lavoratori e privilegiato lo smart working”.

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