Appello semiserio alla responsabilità delle pecore anarchiche italiane

Politica

Appello semiserio alla responsabilità delle pecore anarchiche italiane

Il virus sta perdendo forza, in noi invece aumenta la follia.
Io parlo con tre me, una pacifica, una guerrafondaia e l’altra democristiana. Vi capisco.
Ma italiani, popolo semi-libero e semi-intelligente, se volete la libertà totale, è qua a portata di mano con un po’ di buon senso.
Ci siamo.
Purtroppo potrebbe sfumare entro una settimana, massimo due, se dimostreranno che ci siamo esposti al contagio.
Pecore anarchiche che siete, seguite il buon pastore che è dentro di voi, perché quello fuori non lo è affatto e la guida è insicura.
Datemi retta.
Contribuiamo all’andamento positivo che c’è mantenendo il buon senso, che non significa limitare le uscite, ma gestirle al meglio e in condizioni di sicurezza.
Forza italiani, facciamo i semi-svedesi!!!

E’ con queste parole che invito i nostri lettori al rispetto della normativa in maniera più stringente semmai, in modo da non rischiare nuovi contagi, una crescita del picco, e il ritorno alla clausura in casa. Il periodo che vivremo è un periodo di prova, va compreso per capire in che momento siamo. Se il coronavirus tornerà a farsi sentire, avremo la certezza di  tornare alla situazione vissuta nei mesi di marzo e aprile. Per questo l’appello è alla responsabilità.

In più viviamo il dramma della guerra geopolitica sopra quella virologica. Con l’America che accusa la Cina di aver fatto uscire il Covid 19 dai laboratori di Whuan.
Per carità, dimostrassero queste prove certe e non come la fialetta maledetta di Powell e poi ne riparliamo. Altrimenti una guerra tra mega Stati ora ci danneggerebbe tutti e basta e peggiorerebbe la situazione che è già critica in materia sanitaria.

Abbiamo bisogno come sistema Paese di tornare al lavoro, di far ripartire l’Italia, ogni ritardo è colpevole ma non dipenderà solo dal governo. Se pensiamo anche agli scenari mondiali lo sconforto è doppio.

Cerchiamo di fare il nostro, il resto farà il suo.

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