Il rischio, quel fattore da assumerci se vogliamo tornare a vivere col coronavirus vicino

Politica

Il rischio cos’è? Il rischio è la chiave per la sicurezza, ossia la possibilità reale che si verifichi un evento negativo, per questo è associato a diversi gradi di incertezza. Ma è anche l’esigenza essenziale dell’anima. Prendendo spunto da un bellissimo articolo su pangea.news e leggendo che “proteggere gli uomini da paura e terrore non implica affatto la soppressione del rischio; al contrario implica la presenza permanente di una certa quantità di rischio in tutti gli aspetti della vita sociale; perché l’assenza di rischio affonda il coraggio fino a dilapidarlo, lasciando l’anima priva di protezione interiore contro la paura”, ritengo che sia ora di assumerci il rischio del virus.

D’altronde non parliamo di individui rientrano gli extreemers, i praticanti di sport estremi, che riescono a rappresentare la propria necessità di sensazioni intense nella pratica di una disciplina sportiva estrema, ma di motivazioni che ci spingono tutti a valutare non come nemiche le emozioni forti e le difficoltà che incontriamo.

Da sempre non amante della parole resilienza, che deriva dal latino resilire, ossia rimbalzare, saltare indietro (il concetto è della fisica e indica la proprietà di un corpo di assorbire gli urti senza rompersi per poi recuperare la forma originaria), ritengo che ora sia più il momento di far fronte, cogliendo le conseguenze negative che esistono, alla necessità di vivere o meglio tornare alla vita.

E cosa ce lo impedisce? La legge? I decreti? No, ora c’è anche l’effetto Covid. Oltre alle penalizzazioni personali rappresentate da bassa autostima, difficoltà nello stabilire e mantenere relazioni sociali, aspettative irrealistiche nei confronti di se stessi, forti disaccordi familiari, ci sentiamo protetti nella capanna in cui ci hanno imprigionato e la sindrome di Stoccolma è dietro l’angolo.

E’ ora di farci forza. Di ritrovare l’energia della passione. Della crescita. Del lavoro anche al di fuori delle nostre mura domestiche.

Infatti, in psicologia, si fa un’esperienza evolutiva quando si crea un compromesso tra i fattori di rischio (contagio) e opportunità di sviluppo e realizzazione. Scendiamo in campo, è ora di muoverci. E’ anche ora di fallire, ma sarà meglio che non averci provato ed esserci innamorati dei sequestratori.

Condividi!

Tagged