Sanità lombarda, rissa in Aula fra Lega e M5S: ma oltre Ricciardi c’è di più

Politica

E’ evidente ormai a tutti come nel Movimento 5 Stelle sia partita una sorta di ritorno alle origini, al partito di lotta allergico ai richiami istituzionali, alla moderazione, al bon ton. Se ne è avuta una chiara testimonianza ieri in Aula con l’intervento “incendiario” del deputato grillino Riccardo Ricciardi che ha pesantemente attaccato la gestione della sanità lombarda da parte della Giunta regionale a guida leghista.

Il tutto proprio nel giorno in cui Conte aveva teso la mano all’opposizione, chiedendo di abbassare i toni e offrendo una collaborazione istituzionale per trovare le migliori soluzioni alla crisi economica provocata dal Covid-19. Inevitabile la rissa in Aula che ha mandato completamente in fumo ogni possibilità di dialogo con il governo e la maggioranza e ha semmai conseguito l’effetto opposto, ovvero la radicalizzazione dello scontro.

Ma possibile che l’intervento di Ricciardi sia stato improvvisato e non concordato con il resto del gruppo? Credibile pensare che un parlamentare del maggior partito di governo possa intervenire con un discorso tanto dirompente, proprio nel momento stesso in cui il premier chiede alle opposizioni di abbassare i toni e collaborare nell’interesse supremo del Paese? E il fatto che il reggente Vito Crimi, non si sia dissociato a nome del Movimento dalle parole di Ricciardi ma anzi le abbia rilanciate, che sta a significare?

I commentatori di politica non ritengono credibile l’ipotesi della “scheggia impazzita” e anzi sono convinti che la rissa in Aula non sia stata scatenata casualmente. L’editorialista del Corriere della Sera Massimo Franco scrive:  “A essere benevoli quanto è successo è solo figlio dell’istinto polemico e rozzo del parlamentare grillino autore dell’attacco. A essere maliziosi, risponde alla volontà di tracciare un solco tra maggioranza e opposizione”. Già, ma a quale scopo? Perché aumentare la tensione politica proprio in un momento in cui non se ne sentirebbe davvero il bisogno?

Va detto che Ricciardi non si è davvero risparmiato nulla perché, oltre ad attaccare la Giunta Fontana, ha messo sotto accusa l’intero “modello lombardo” chiamando in causa anche i precedenti governatori, da Formigoni a Maroni, e facendo così innervosire, oltre ai leghisti, anche Forza Italia alla quale ha sempre guardato con favore Conte che l’ha definita “opposizione responsabile”.

Il sospetto è che i 5 Stelle temano di essere sempre più marginalizzati. Lo sono già nel governo dove è ormai evidente a tutti come esista un canale privilegiato fra il premier e il Pd e temono di restare isolati anche sul piano istituzionale qualora dovesse formarsi un asse anche con l’opposizione.

Eppoi i “toni concilianti ed istituzionali” non premiano il Movimento che non a caso, da quando è andato al governo e si è “moderato” non ha fatto che perdere consensi. Da qui quindi la necessità di ritrovare l’anima barricadera e sparigliare le carte. Altro che dialogo e collaborazione istituzionale, il Movimento va alla lotta e non cerca sponde con le opposizioni. 

Pertanto a parole tutti d’accordo con il Presidente Mattarella che richiama all’unità e alla collaborazione per il bene del Paese, ma poi tutti attenti a  tenere d’occhio i sondaggi. E i 5 Stelle non ne vogliono sapere di restare schiacciati dentro uno schema istituzionale caro al Capo dello Stato, e tutto sommato anche al premier Conte, ma che rischia di vederli all’angolo.

Dalle parti del Pd l’intervento del deputato grillino non è stato accolto affatto bene. Lo dimostrano le dichiarazioni del vicesegretario Andrea Orlando ospite di Lilli Gruber ad Otto e Mezzo: “Penso che l’intervento di oggi di Ricciardi dei 5 Stelle alla Camera – ha detto – sia stato oggettivamente un passo falso perché, al netto dei limiti della risposta lombarda all’emergenza sanitaria, l’effetto è stato quello di rafforzare i falchi che vogliono buttarla in rissa e indebolire chi invece vuole dare una mano, in un momento in cui serve l’approvazione rapida in Parlamento delle misure per contrastare l’emergenza. E seppure stimo Ricciardi che di solito fa interventi intelligenti, in questo caso ha fatto un favore a chi voleva fare la vittima”.

Ma il reggente Vito Crimi getta benzina sul fuoco rincarando la dose contro la Regione Lombardia: “Quello dei vertici della Lombardia è un fallimento epocale, che parte da lontano – ha detto il capo politico 5S- da quella sanità pubblica con una rete territoriale di prossimità svuotata per favorire i grandi centri della salute, e passa dagli arresti e le condanne per tangenti in sanità, fino ad arrivare all’ospedale in Fiera a Milano, costato 21 milioni di euro per ospitare poco più di una ventina di pazienti Covid. Se la Lega cerca un colpevole, anzichè piagnucolare può guardare in casa propria”. Tanto per rimarcare che quello di Ricciardi tutto è stato meno che un intervento “non concordato”. 

Ma c’è pure chi sospetta che l’intervento del parlamentare M5S possa essere stato concordato con lo stesso Conte che si è dissociato ma non in modo netto. Ne è convinta la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che intervenendo in Parlamento ha detto rivolta a Conte: “Lei è perfettamente consapevole di quanto siano sbagliate e offensive le parole pronunciate in Aula dal collega del M5s, ma sono altrettanto convinta che non si alzerà a prendere distanze, come giustamente chiesto dalla collega Gelmini, perché il M5s è il suo partito, e non lo avrebbe fatto, non avrebbe attaccato in quel modo se non lo avesse concordato anche con lei“.
Una smentita quella di Conte, (“non ho mai letto preventivamente interventi di parlamentari”) che non ha convinto nessuno, nemmeno Forza Italia, che forse da oggi smetterà di essere così responsabile e costruttiva come piaceva al premier.

E adesso occhi puntati sui prossimi sondaggi. Le “cannonate” di Ricciardi faranno guadagnare altri punti ai pentastellati?

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