Regionali, quasi fatta per Fitto in Puglia ma nel centrodestra è ancora fumata nera

Politica

“Il centrodestra è una coalizione composta da anime differenti e stiamo discutendo per trovare i migliori candidati possibili. Una cosa che succede anche all’interno della coalizione di governo, è una cosa normale. Si vota a fine settembre non domani mattina, noi stiamo trovando dei candidati vincenti”. Il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani cerca di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, ma intanto un’altra settimana è trascorsa e l’accordo nel centrodestra sulla scelta dei candidati alle regionali di settembre non è stato raggiunto. Ieri l’ennesimno vertice andato a vuoto. 

Sembra ormai chiusa la partita in Puglia dove, nonostante le resistenze di Matteo Salvini, il candidato sarà Raffaele Fitto di Fratelli d’Italia. Anche perché pare che sia Giorgia Meloni che Silvio Berlusconi nell’incontro di ieri abbiano dato una sorta di ultimatum al leader del Carroccio del tipo: “O ti adegui o vai da solo”. Salvini però non vuole perdere la faccia e dare l’idea di aver perso la partita con gli alleati. Quindi la questione non è chiusa.

Di fronte al braccio di ferro destinato a non avere successo in Puglia, Salvini starebbe tentando di portare a casa almeno il candidato in Campania dove Forza Italia, e Berlusconi in particolare, sono decisi a blindare a tutti i costi la candidatura dell’azzurro Stefano Caldoro. Nelle ultime ore il leader leghista è tornato a ribadire che in Campania per battere Vincenzo De Luca è necessario puntare sul rinnovamento. 

Qui Salvini tenta di insistere sul no a Caldoro rincuorato anche dalle divisioni interne a Forza Italia dove è spuntata anche la candidatura dell’ex commissario Agcom Antonio Martusciello. Con la Lega che, alla luce delle divergenze in casa azzurra, sta facendo pressing per mettere in pista un terzo nome gradito al Carroccio.

Il fatto è che la Lega, dopo la sconfitta in Emilia Romagna con la candidatura “sbagliata” di Lucia Borgonzoni, non vuole rischiare un bis in Toscana mentre gli alleati, Fratelli d’Italia in primis, incassano vittorie assai probabili. La Meloni in Puglia e nelle Marche, e Forza Italia in Campania dopo aver portato a casa il presidente della Calabria.

A Salvini non basta consolarsi con la sicura vittoria di Luca Zaia in Veneto, che anzi è vista come altamente pericolosa, considerando che il governatore veneto è indicato da tutti come il leader del partito del Nord, la corrente del Carroccio che non digerisce troppo la deriva nazionalista salviniana e accusa il “capitano” di aver dimenticato il settentrione perché troppo impegnato a sfondare al sud.

Oggi le trattative riprenderanno e chissà che dopo tre weekend consecutivi che dovevano essere risolutivi e si sono conclusi in una serie di “nulla di fatto”, quello che sta per iniziare non sia finalmente quello decisivo?

 

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