Amatrice, parla Meluzzi: “Lo spopolamento è voluto. Appello ai giovani: resistete”

Interviste

Amatrice, dopo il danno la beffa. Neanche un centesimo nel Decreto sisma. I terremotati del cratere abbandonati e usati soltanto a scopo propagandistico. Tante promesse, nessun fatto concreto, come denunciato anche dall’ex sindaco Filippo Palombini, oggi capo dell’opposizione (LEGGI QUI).  L’ennesimo schiaffo a chi aspetta da tempo segnali forti da parte dello Stato  è arrivato con la bocciatura del pacchetto sisma da parte della Commissione Bilancio. Nemmeno il Decreto Rilancio, quello che dovrebbe far ripartire l’Italia, è stato visto come l’occasione per dare un impulso concreto alla ricostruzione. E monta sempre di più l’amarezza dei cittadini che rischiano di perdere anche la forza e la volontà di lottare per difendere il proprio territorio e farlo risorgere sotto ogni punto di vista. Gente che ha scelto di restare, che vuole rilanciare il tessuto economico e la comunità; ma questi sforzi rischiano di essere vanificati. Il grido d’allarme è stato raccolto dallo psichiatra, scrittore, opinionista televisivo ed ex parlamentare Alessandro Meluzzi che abbiamo intervistato.

Decreto sisma, niente soldi per Amatrice e i terremotati del cratere. Dove sono finite le promesse?

“Credo che questa sia una delle grandi vergogne nazionali ad opera di governi chiacchieroni ed inconcludenti. Ci troviamo nel contesto di tante promesse non mantenute e di uno sfacelo totale. C’è soltanto da gridare vergogna, vergogna e ancora vergogna, non serve aggiungere altro”.

Amatrice solo come presa in giro mediatica, passerella di tutti, niente fatti, solo parole e promesse. Amatrice spot rituale, cosa fanno i cittadini a Pasqua, Natale, Capodanno. Tutti macchiettizzati. Come reagire?

“Vede. Ho come l’impressione che questa storia del Covid stia diventando una sorta di decreto omnibus, tipo quelli che vengono tirati fuori a corollario delle finanziarie. Adesso tutto quello che avviene in Italia è colpa del Covid, quindi si giustifica tutto con la necessità di investire le risorse nella lotta al virus. Tutto è dipeso dal coronavirus, dai mancati soldi ai terremotati, alla sospensione delle regole costituzionali e dello stato di diritto. Tutto quello che non va in Italia, dal tracollo economico a quello turistico, è una conseguenza inevitabile del Covid. Si ha come l’impressione che la malattia sia diventata una sorta di traghetto su cui far viaggiare tutte le inefficienze del Paese per giustificare l’incapacità di chi governa. Gli italiani devono svegliarsi da questo torpore, altrimenti qui rischiamo che il virus si trasformi una febbre letargica che rende ottusi, prima ancora che malati”.

Non solo responsabilità del governo, ma anche delle Regioni e degli amministratori locali e dei sindaci? Incompetenza, mancanza di fondi e di visione, collimano e coincidono? C’è un disegno dall’alto mirato a spopolare le montagne, l’identità profonda dei territori, in nome dell’apolide metropolitano?

“Ogni comunità con identità, radici, storia e tradizioni rappresenta una minaccia per il globalismo planetario. E’ evidente che dietro c’è una strategia ben precisa, ossia quella di trasformarci tutti in monadi controllati con appositi microchip infilati sotto la pelle. Mi consola vedere che un popolo come i polacchi hanno reagito a questo disegno criminale difendendo la loro storia, la loro identità, il loro orgoglio nazionale. Gli italiani purtroppo non mi danno grande fiducia, perché vedo troppa minuta gente abituata a servire come diceva il Manzoni. Dall’epoca manzoniana le cose non sono molto cambiate. Rischiamo di essere trasformati in tanti atomi scollegati, piccoli robot protagonisti di un mondo senza storia, senza cultura, senza identità, senza civiltà. E’ ovvio che più le radici sono solide, più questo progetto globalista è destinato a fallire. Certo che c’è chi ha tutto l’interesse a far sì che i cittadini si distacchino sempre di più dal proprio territorio, dalle proprie tradizioni, perdano l’identità, per diventare tutti degli apolidi  facilmente omologabili”.

Che messaggio si sente di lanciare ai giovani di Amatrice che vorrebbero ricostruire i loro territori ma rischiano di perdere speranza e fiducia nel futuro?

“Non posso che invitarli a resistere. Lo stesso invito che lancio al popolo italiano che rischia di essere umiliato in Europa dopo essere stato il più colpito dagli effetti della pandemia. Ci hanno prima elogiati come modello e ora ci trattano quasi come dei parassiti che vanno a rubare i soldi degli altri. Abbiamo una dignità da difendere”.

 

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