Se è una firma storica a dire che il “governo si regge sulla paura”. Perché il voto è a rischio…

Politica

Anche le grandi firme, non quelle di moda ma del giornalismo, scendono in campo contro un eventuale rinvio delle elezioni. E lo fanno senza termini, anzi con la ‘potenza di fuoco’ di chi si è stufato del terrore. “È un governo che si regge sulla paura. Se davvero rinviano le elezioni, prepariamoci alla guerra civile” ha detto Pierluigi Battista, firma storica del Corriere della Sera che contro l’emergenza eterna mira un bersaglio preciso: il Comitato tecnico scientifico e anche il premier Conte.

«Di questo mandarinato di burocrati che da mesi fornisce indicazioni contradditorie e pericolose. Hanno detto che la mascherina non serviva. Hanno inveito contro il Veneto perché faceva i tamponi agli asintomatici. Oggi dovrebbero mantenere un minimo di garbato silenzio» ha risposto in un’intervista su La Verità

Insomma c’è chi lo chiama regime covid, come sta facendo il partito di Fusaro Vox Marche con la candidata alla Regione Sabrina Banzato, e chi invece lo chiama il “professionismo dell’antivirus”, ma la sostanza è sempre la stessa: sta diventando uno strumento di potere.

L’attacco di Pigi Battista è preciso: «Ci sono i sommi sacerdoti della religione della chiusura. Sanno ripetere solo una frase: “Chiudiamo tutto”. Quando iniziarono le prime aperture, compresero che il loro ruolo stava venendo meno, e cominciarono a sfornare previsioni apocalittiche. Dissero che entro il 10 giugno avremmo avuto 150.000 ricoverati in terapia intensiva».

L’accusa alla fine è pesante, è quella di essere degli imbroglioni che ingannano sui numeri perchè allora, dice, “dovrebbero spiegarci perché a inizio aprile c’erano 800 morti al giorno e oggi poche unità. Con le dovute cautele, dovremmo farci un applauso. Invece abbiamo a che fare con persone lugubri che insistono con la politica della paura, a dispetto dei dati”.

Che l’emergenza non possa essere la regola siamo tutti d’accordo con lui. Anzi, diciamo pure che arriva tardi. Da tempo sui social si invita a rifiutare l’idea che le forme democratiche non contino più nulla. È una deriva che se prima era un’eccezione, sta diventando una regola molto pericolosa.

Vediamo come finirà questa storia, ma di sicuro il lieto fine potrebbe vedere dei Draghi sputar fuoco e fiamme e cancellare il passato.

 

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