M5S nel caos: Casaleggio nel mirino e lui a sorpresa arriva a Roma

Politica

C’è grande fibrillazione all’interno del Movimento 5 Stelle per le mosse che sarebbero attribuite a Davide Casaleggio. Repubblica parla addirittura di un vero e proprio “colpo di Stato” per consegnare il Movimento ad Alessandro Di Battista, senza modificare lo Statuto e lasciando che resti legato all’associazione Rousseau presieduta proprio da Casaleggio.

Ad accrescere ancora di più i malumori, la discesa di Casaleggio ieri a Roma per incontrare alcuni parlamentari a lui vicini senza informare nessun altro. C’è chi dice che avrebbe incontrato anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio per cercare di conciliare le diverse posizioni in campo e per evitare uno strappo con Dibba, ma la notizia non avrebbe trovato conferme. Repubblica invece è convinta che abbia incontrato il reggente Vito Crimi per arginare le proteste dei deputati anti-Rousseau. Ovviamente da parte sua nessuna dichiarazione ufficiale se non poche battute che non servono a confermare o smentire alcun retroscena.

Sembra che il figlio del co-fondatore del Movimento non condivida affatto la linea politica che i vertici avrebbero in serbo di attuare, ovvero un organismo composto da una decina di membri fra i dirigenti di punta e i capigruppo parlamentari, con un capo politico da eleggere con il voto degli attivisti attraverso la Piattaforma Rousseau.

Casaleggio, in linea con Alessandro di Battista sarebbe contrario soprattutto all’alleanza organica con il Partito Democratico sponsorizzata invece dal trio Grillo- Conte-Di Maio, che di fatto snaturerebbe definitivamente l’identità del Movimento.

La visita di Casaleggio si inserisce nell’ambito di un contesto molto teso, con l’iniziativa di 26 deputati che hanno sottoscritto un documento inviato al reggente Vito Crimi con cui chiedono di cambiare metodo sulle decisioni, superando il voto online della Piattaforma Rousseau. I suddetti parlamentari chiedono che sia definita una linea politica per ciò che riguarda le alleanze, attraverso il coinvolgimento pieno dei gruppi parlamentari e non affidando tutto al voto degli iscritti. Crimi inoltre sarebbe nel mirino di Grillo e Di Maio dopo aver chiuso le porte ad intese con il Pd nelle regioni chiamate al rinnovo, nonostante il voto favorevole degli attivisti. 

E c’è grande fibrillazione soprattutto in vista del post regionali quando sarebbe pronta un’iniziativa molto forte da parte di una cinquantina di parlamentari decisi anche a dar vita ad un gruppo autonomo se non sarà definita la linea politica del Movimento e non saranno convocati gli Stati generali. Gruppo che manterebbe comunque l’appoggio all’esecutivo Conte e che anzi potrebbe avere nel premier proprio il leader di riferimento. Insomma, le acque sono agitate e il lavoro dei pontieri in queste ore è decisamente molto complicatio.

Per questo la visita di Casaleggio ieri non ha fatto che aggravare sospetti e diffidenze che si sarebbero evidenziate soprattutto con commenti molto duri sulle chat di deputati e senatori tenuti all’oscuro della visita. Ieri poi sul dl semplificazioni i 5 Stelle si sono presentati in ordine sparso. Quattro pentastellati hanno votato contro: Andrea Colletti, Fabio Berardini, Elisa Siragusa e Marco Rizzone, 45 deputati non hanno partecipato al voto e 31 risultavano in missione.

In una sola parola, a regnare al momento è soltanto il caos.

 

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