Vertice sicurezza. Il governo ci tutela dal Coronavirus ma non dai rischi del 5G

Politica

Di solito prima si effettuano i controlli, si verificano i rischi, poi si fanno le scelte. Questo è il dovere di ogni Stato. E il dovere di una politica che ha a cuore gli interessi del proprio paese e dei suoi cittadini.

Invece da noi, e non solo, non è così da tempo. Sul 5G prima ha deciso la tecnologia, prima l’economia, prima hanno deciso le lobby, gli affari, gli interessi internazionali, poi ci si è posti il problema della sicurezza e della salute.

Infatti, durante la pandemia, con gli italiani segregati in casa, le installazioni l’hanno fatta da padrone. Senza condivisione e dibattiti pubblici. Come mai questa fretta?
Come mai gli italiani sono stati ignorati, non sono stati informati? Per molti esperti e osservatori, il governo Conte, tramite il 5G, ha svenduto l’Italia alla Cina. Gianluigi Paragone, ad esempio, ha lanciato l’allarme, riferendosi alle mosse estive del premier: “Il 7 agosto Conte ha firmato il solito incostituzionale Dpcm che darà via libera all’italiana Tim di utilizzare le infrastrutture tecnologiche 5G di Huawei, noto colosso cinese, concedendo potenzialmente l’accesso a Pechino, dei dati governativi italiani sensibili, soprattutto quelli inerenti al comparto sanitario e della difesa”.
Un’accusa non da poco, se si considera la guerra mondiale trasversale ormai scoppiata, tra il “partito americano” e quello “cinese”, con gli addentellati, fan e rappresentanti italiani. E il duo Conte-Di Maio è nell’occhio del ciclone, ritenuto il simbolo nazionale del partito cinese. Un mix di economia e geopolitica che nasce dalla famosa nuova “via della seta”. Un pallino per il Movimento 5Stelle, dati pure gli interessi che la Casaleggio ha in Oriente.

Ieri si è tenuta una riunione a porte chiuse, convocata dal premier sul tema 5G (al vertice hanno partecipato i capi delegazione della maggioranza giallorossa, Dario Franceschini, Alfonso Bonafede, Roberto Speranza, Teresa Bellanova, Roberto Gualtieri, Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Lorenzo Guerini, Enzo Amendola, Riccardo Fraccaro). Tutta questa gente per un vertice durato due ore? Due ore appena per un tema così delicato e pericoloso? Più che una discussione è sembrata una comunicazione già stabilita a priori. L’incontro, hanno spiegato i diretti interessati, è servito per fare il punto sullo stato della legislazione italiana, con particolare attenzione all’attuazione delle varie previsioni legislative mirate a rafforzare il sistema di difesa e sicurezza nazionale, rispetto ai servizi di comunicazione G5.

Come dire, prima il danno, poi si rimedia. Non a caso, sempre le stesse fonti, hanno assicurato: “L’assetto normativo è stato giudicato ben strutturato”. E si è lasciato l’approfondimento, a data da destinarsi, “sui potenziali rischi connessi alle nuove tecnologie”. Quindi, oltre alla geoeconomia, alla geopolitica, anche la salute delle persone, oggetto d’attenzione?
E, parole loro, si riaffaccia inevitabile lo spettro del “regime-Covid”, l’esigenza di un tracciamento collettivo alla Matrix, che con l’app immuni (un fiasco per il governo, visto che solo il 13% degli italiani l’ha scaricata), e il prossimo vaccino salvifico (di cui al momento si ignorano le caratteristiche), dovranno ingabbiare e controllare meglio gli italiani.

Il 5G non ha mai convinto: ancora non si sono spente le accuse e le denunce di esperti (un appello sottoscritto da 170 scienziati, medici e organizzazioni ambientaliste), su questa nuova non collaudata e preoccupante tecnologia. Scenari da fantascienza e da film horror: “Prossimamente ci saranno milioni di nuove stazioni sulla Terra, 20 mila satelliti in più nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti. Una costellazione satellitare globale affidata a una decina di società (tra cui, SpaceX, OneWeb, Telesat), per coprire anche le zone remote del pianeta. Una rete totalizzante con gravi ripercussioni sulla salute del mondo: il wireless funziona utilizzando impulsi estremamente rapidi di radiazione a microonde. Studi clinici sugli effetti nocivi gravi da esposizione alle frequenze radio in uso (fino al 4G) sono ormai migliaia anche sugli animali, e sulle piante e sempre più sentenze di tribunale hanno sancito il nesso casuale tra cancro ed elettro-sensibilità. Oltre all’aumentato rischio di cancro, anche stress cellulare, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e memoria, cambiamenti ormonali”.

Due ore per parlare di legislazione e di interesse nazionale, e nemmeno un secondo per avvertire gli italiani sui rischi della loro salute? Ma non è questo il governo che ci sta tutelando dal Coronavirus?

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