Parla Marco Rizzo (PC): “Governo si blinda col Covid. Ora basta, noi in piazza”

Interviste

La maggioranza di governo è uscita rafforzata dal voto regionale e amministrativo, riuscendo a scongiurare la tanto temuta spallata del centrodestra. Segno evidente che lo sbandierato malcontento per la gestione dell’emergenza Covid non è poi così forte come apparirerebbe sui social, sempre più lontani dalla realtà. Cosa ci sarà da aspettarsi ora? Intanto è pronto un nuovo pacchetto di misure restrittive per contenere la diffusione del coronavirus e il governo si appresta a prolungare fino a gennaio lo stato d’emergenza. Di tutto questo abbiamo parlato con il leader del Partito Comunista Marco Rizzo, che per sabato 10 ottobre alle 14,30 ha convocato a Roma, in Piazza Santi Apostoli, una manifestazione nazionale per tornare a chiedere ancora una volta l’uscita dell’Italia dall’Europa e dalla Nato e per dimostrare che una vera alternativa di sinistra esiste ancora.

Sabato in piazza per lanciare la vostra alternativa da sinistra. Intanto però la compagine di governo è sembrata uscire rafforzata dal voto amministrativo e regionale. Come commenta? 

“Per quanto riguarda il Partito Comunista, ci siamo presentati alle elezioni regionali in Toscana e nelle Marche e qui ci siamo molto rafforzati, superando l’1% e dimostrando un consistente radicamento territoriale. Ciò nonostante la propaganda del voto utile portata avanti dal Pd con il pretesto di battere le destre. Ma questo Pd non può essere l’alternativa alle destre visto che si comporta alla stessa maniera. Anzi, il Pd può essere considerato a tutti gli effetti l’altra faccia della destra. Lo dimostra anche un episodio di cui siamo stati vittime noi comunisti. Il nostro candidato presidente in Toscana è un lavoratore precario e era impiegato presso una cooperativa sociale. Una settimana dopo le elezioni è stato lasciato a casa. Un licenziamento politico in piena regola. Il voto utile è un grande inganno che serve a lasciare le cose esattamente come stanno. Perché avere governi di centrosinistra o governi di centrodestra è la stessa identica cosa. Per questo sabato scenderemo in piazza contro questo governo e contro questa Europa”.

Per l’Italia dei lavoratori è il vostro motto. Quanto il lavoro in questo momento e realmente una priorità?

“Guardi, il lavoro in questo momento non è una priorità ma direi piuttosto che è la priorità per l’Italia. Oggi la vera sfida è quella di rendere lo sviluppo tecnologico una strumento al servizio della collettività, con l’obiettivo di garantire il lavoro a tutti con orari ridotti e salari dignitosi. E fare in modo che i profitti derivanti dalla tecnologia siano ripartiti a livello nazionale fra il popolo e non ad esclusivo vantaggio delle multinazionali”.

Come vede il futuro del governo ora che sembra rafforzato dal voto?

“Questo governo è perfettamente funzionale alle politiche del Fondo monetario, della Banca centrale europea e dell’Unione europea, la cosiddetta troika, quindi a Bruxelles hanno tutto l’interesse a che duri fino alla fine. Contermporaneamente è tenuto in piedi da quello che è un istinto di sopravvivenza. Paradossalmente, se le elezioni regionali e amministrative si fossero risolte in una pesante sconfitta per la maggioranza, l’esecutivo sarebbe stato ancora più saldamente in sella, considerando che in caso di elezioni più della metà degli attuali parlamentari 5 Stelle non verrà rieletta. Quindi la durata di questo governo direi che è una certezza”.

C’è chi vede il centrodestra, e Salvini in particolare, indeboliti dal voto amminisrativo. Condivide?

“Guardi, come le ho detto sopra, un’eventuale vittoria del centrodestra avrebbe avuto come effetto il rafforzamento della tenuta del governo. Rafforzare le destre significa garantire un’assicurazione sulla vita a Conte e compagni. Chi ha votato il centrodestra pensando di indebolire questo governo ha commesso un grandissimo errore di valutazione. Chi vota Salvini oggi è il miglior alleato di Conte e del Pd”.

Il governo si appresta a prolungare lo stato d’emergenza fino a gennaio e ad introdurre nuove misure anti-Covid con l’obbligo della mascherina anche all’aperto. Ma è davvero necessario?

“Mi pare evidente che l’emergenza sanitaria sia ormai diventata un’arma politica utile al governo per poter blindare il proprio potere il più a lungo possibile di fronte ad un Paese sempre più in crisi nera. Tenga conto che a gennaio saranno molti i nodi che arriveranno al pettine e che non sarà affatto facile gestire. Lo sanno bene a Palazzo Chigi e stanno mettendo le mani avanti. Soprattutto dal punto di vista occupazionale si annuncia un periodo nero con la fine del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione. L’emergenza sanitaria farà loro gioco per contrastare le inevitabili tensioni sociali. Anche per questo sabato saremo in piazza”.

 

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