Verso l’Italia arancione. Tutte le Regioni che rischiano il declassamento

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Nuova stretta per le Regioni a partire da lunedì? Ormai sembra probabile che l’Italia si colorerà di arancione, ovvero il colore del rischio medio e sarà probabilmente quello prevalente.

Sembra infatti che diverse regioni fino ad oggi classificate in zona gialla, avrebbero superato i livelli d’allerta valutati sulla base del numero dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive. La media nazionale è del 30% ma ci sono nove regioni che avrebbero superato la soglia in base alle ultime rilevazioni. Secondo l’ultimo report Iss, per la terza settimana consecutiva l’indice di trasmissibilità Rt sarebbe in salita a quota 0,93, rispetto allo 0,90 della settimana scorsa e allo 0,86 di 15 giorni fa. 

Le nove regioni a rischio sono nell’ordine: Emilia Romagna (31%), Friuli Venezia Giulia (35%), Lazio (32%), Lombardia (38%), Piemonte (31%), Provincia autonoma di Bolzano (35%), Provincia autonoma di Trento (50%), Puglia (33%) e Veneto (37%).

E’ dunque altamente probabile che le nove regioni finiscano tutte in zona arancione o in zona gialla rinforzata sulla base del nuovo sistema di valutazione dell’indice Rt che prevede la zona arancione con Rt 1 e la zona rossa con Rt 1,5.

La zona gialla rinforzata è simile alla zona arancione in quanto, pur consentendo l’apertura di bar e ristoranti fino alle 18, impedirebbe comunque gli spostamenti al di fuori del proprio comune di residenza se non sulla base di comprovate esigenze e sempre con l’autocertificazione in tasca. In ogni caso resta confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5. Nel caso della zona arancione resterebbero invece chiusi centri commerciali, bar e ristoranti che potranno lavorare soltanto per l’asporto. Insomma due scenari comunque non tranquillizzanti per chi sperava di poter riprendere fiato dopo le restrizioni natalizie.

Si saprà qualcosa in più questa sera dopo la riunione della cabina di regia dove saranno esaminati i parametri di riferimento.

Intanto ieri in varie città italiane è andata in scena la protesta di ristoratori e baristi che hanno riaperto le saracinesche ieri e oggi, per riabbassarle poi nel weekend quando per due giorni si tornerà in arancione. Molti si sono rifiutati di riaprire le attività per soli due giorni denunciando i danni derivanti da misure improvvisate, contraddittorie e confuse. Una situazione che sta costando molto cara in termini economici dal momento che con l’asporto e il dovieto di consumare al banco gli incassi si sarebbero più che dimezzati. Da più parti gli esercenti sono scesi nelle piazze chiedendo regole certe e soprattutto ristori. 

Il tutto in attesa del prossimo Dpcm che, come detto, non sembra promettere nulla di buono.

 

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