Dpcm 16 gennaio, verso la stretta in dieci regioni: nuovi divieti e chiusure

Politica

Si va verso la proroga dello stato di emergenza per il Covid almeno fino al 30 aprile, sebbene il parere degli esperti del Comitato Tecnico Scientifico sia quello di arrivare fino al 31 luglio. Gli esperti ritengono infatti che sia necessario prolungare l’emergenza fino in estate inoltrata per l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri, per favorire la campagna vaccinale e per il timore della possibile sovrapposizione dell’influenza stagionale, per ora ridotta ai minimi termini, con il Covid.

Intanto c’è attesa per il prossimo Dpcm in uscita il 16 gennaio. Il Ministro della Salute Roberto Speranza insiste per la linea dura, ovvero limitare il più possibile gli spostamenti e la circolazione delle persone.

“Questa settimana – ha detto Speranza – c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare. L’epidemia è nuovamente in una fase espansiva. Quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure e il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza”.

Almeno dieci regioni rischiano di passare in zona arancione con il divieto di riaprire bar e ristoranti, ma è molto probabile che saranno vietati gli spostamenti fra regioni anche in area gialla.

Potrebbero andare in arancione le regioni che hanno rischio «alto» anche se l’Rt non è superiore ad 1: Piemonte, Lazio, Liguria e Marche. Nell’ultimo monitoraggio erano a rischio «alto» ma con Rt sopra 1 Puglia, Molise, Umbria, Sardegna. La Lombardia è in  bilico fra rosso e arancione

Le misure allo studio riguardano in special modo l’obiettivo di ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici a rischio di aggregazione attraverso la limitazione dell’asporto per i bar a partire dalle 18 e confermando l’indicazione di poter ricevere in casa massimo due persone. I bar e i ristoranti dopo le 18 potranno effettuare esclusivamente asporto a domicilio. Resta naturalmente confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.

Sembra smentita per il momento l’ipotesi di trasformare tutta l’Italia in zona arancione nei weekend come era stato ventilato inizialmente, ma si rispetteranno le regole previste per le fasce di appartenenza. I ristoranti potranno aprire fino alle 18 solo nelle zone gialle, mentre la sera resteranno chiusi, come i cinema e i teatri.

Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini sarebbe intenzionato a riaprire i musei nelle zone gialle, naturalmente con ingressi contingentati e con regole tassative. Del resto, se restano aperti i supermercati perché tenere chiusi i musei dove comunque il numero degli afflussi sarebbe comunque minore?

Sembra invece destinata a slittare ancora la riapertura degli impianti da sci prevista per il 18 gennaio fra le proteste di amministratori delle Regioni interessate e operatori del settore.

“Prendiamo atto dell’ipotesi annunciata dal Governo di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti di risalita (prevista nell’attuale DPCM il 18 gennaio) e del conseguente incremento della crisi di tutto il comparto turistico invernale della montagna, e chiediamo al governo di assumere un impegno serio nei confronti di questo settore, garantendo ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite”. E’ il contenuto di una nota sottoscritta da Massimo Sertori (Assessore alla Montagna Regione Lombardia), Antonio Rossi, (Sottosegretario della Regione Lombardia), Daniel Alfreider, (Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (Vicepresidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta), Sergio Bini (Assessore al Turismo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (Assessore al Turismo Regione Veneto), Roberto Failoni (Assessore al Turismo Provincia Autonoma di Trento), Fabrizio Ricca (Assessore allo Sport Regione Piemonte), Daniele D’Amario (Assessore al Turismo Regione Abruzzo), che hanno partecipato alla Commissione Speciale Turismo della conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Nella riunione è stata approfondita la discussione sul protocollo da sottoporre al Comitato Tecnico Scientifico con le linee guida per riaprire gli impianti in sicurezza. Ma almeno per il momento sembra proprio che le proposte dovranno restare nel cassetto.

 

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