Ritardi vaccini. Bruxelles e Roma impotenti. La colpa è nei contratti secretati

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“L’Unione europea intende far rispettare i contratti firmati dalla Pfizer, anche ricorrendo alle vie legali”. Così ha detto Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo, spiegando che “userà tutti i mezzi a disposizione per fare giustizia sui ritardi sulle consegne”. Da noi, il ministro di Maio e lo stesso Conte, per salvare capra e cavoli, si sono subito accodati: “La mancanza di dosi anti-virus è un contratto europeo che sia Pfizer, sia Moderna, non stanno rispettando”.

E infatti, i titoli dei giornali fotografano ogni giorno una situazione drammatica. Insieme alla crisi di governo, quella dell’emergenza-consegne non ci voleva proprio. Il dio-vaccino, annunciato in pompa magna da tempo, speculare al Regime-Covid, usato da Palazzo Chigi per eternarsi al potere, non sta rispettando le promesse salvifiche e addirittura manifesta dei vulnus strutturali non da poco: sia per quanto riguarda l’organizzazione della distribuzione, con la relativa sperequazione tra le categorie che ne hanno beneficiato o in lista per beneficiarne (basta leggere la tabella del governo italiano per rendersene conto: i dentisti all’ultimo posto, dopo i veterinari, evidentemente gli animali sono più importanti delle persone), sia per gli effetti medici non propriamente coerenti con le aspettative religiose.

Ecco i titoli dei quotidiani. Un terrorismo rovesciato. Sul banco degli imputati, non il virus, ma il vaccino-flop. “In Italia slittano di un mese le iniezioni per gli over80enni; il nodo delle 6 dosi per fiala”. E ancora: “Un mese di ritardo dei vaccini costa 10mila vite, i drammatici effetti della impreparazione del governo”. E via dicendo. Una situazione che rischia di peggiorare e che necessita di una risposta forte. Da Bruxelles a Roma.

Ma c’è un ma grande come una casa. E’ il ministro Boccia a insinuare parecchi dubbi: “Il ritardo non dipende da noi, dipende dalle aziende che forniscono i vaccini. Se ci sono problemi devono spiegarcelo. Ma se i vaccini destinati alla Ue finiscono in altri continenti, allora questo è grave”.
E qui si apre un capitolo a dir poco inquietante, i “contratti secretati” che la Ue ha stipulato con le multinazionali farmaceutiche.

Il Corriere della sera ha svelato l’arcano. Non solo la responsabilità sugli effetti nocivi del vaccino ricadono sugli Stati e non sulle case farmaceutiche, ma addirittura, nel contratto, ad esempio con Pfizer, le penali sono calcolate sulle forniture trimestrali, non settimanali. Quindi, il conteggio, in qualsiasi caso, diverrebbe meno negativo per Pfizer. E anche i suoi ritardi più veniali. Finora infatti, in nessuna settimana ha consegnato effettivamente le dosi che aveva comunicato in precedenza. In quella del 18 gennaio ne ha consegnate 397.800, invece di 562.770. Nell’ultima settimana c’è stato un taglio del 29% che nella prossima scenderà al 20%.
E infine, sempre il contratto ammorbidisce le eventuali penali: primo, la loro applicazione non è automatica; secondo, si prevede l’esplorazione di un rimedio alla inadempienza.
Delle due l’una, o la Ue è stata ingenua, o è in linea con gli interessi lobbistici.

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