Su Draghi troppi giudizi affrettati: ecco le poste in gioco

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In questi giorni se ne sentono e se ne leggono tante su Mario Draghi e sulla maggioranza parlamentare che si sta delineando. Non vorrei sembrare moderata, ma direi di fermarci un attimo prima di dare giudizi facili.

1. Draghi ha una pensione e una situazione tale da non aver bisogno certo di questo incarico.
2. Salvini e Meloni rischiano entrambi per la puntata che hanno fatto. Si chiama politica peró, altrimenti é lobbismo o consenso becero. Se fallisce Draghi Meloni ha messo un’ipoteca sul suo futuro nel centrodestra, ma se Draghi ha successo é finita. Lo stesso vale per il leader leghista: oggi i suoi lo insultano ma se Draghi fa ripartire il Paese domani lo incenseranno
3. Zingaretti non poteva certo fare altro rispetto quel che ha fatto. É una vita che il Pd governa senza voti, appoggia governi tecnici. Peggio di come è andata con Monti e i Casalines non potrà andare. Al limite uguale. Sarà un fallimento.
4. Renzi ha osato, ci ha messo la faccia. Puó stare antipatico, é un uomo che guarda solo alla convenienza politica, ma se ha sbagliato pagherà per sempre ed eternamente, quindi problemi non ce ne sono. Chi lo odia vedrà la sua fuoriuscita definitiva dagli scranni parlamentari.
5. Il governo tecnico di Monti nasceva per tagliare, questo nasce per la crescita. Sono due cose che sembrano uguali ma non lo sono,
6. Uno non vale uno. La meritrocrazia, la competenza non sono principi sbagliati di per sé, e forse questo mondo aveva bisogno di mostrare anche ai ragazzi che ha una sua importanza studiare, applicarsi, giadagnarsi la pagnotta.
7. Populismo e sovranismo hanno mostrato i limiti che in molti denunciavamo. Certo era meglio la sana politica, io adoro la buona politica di qualsiasi tendenza e la preferisco, ma bisogna ammettere che al momento siamo pieni di buffoni, casinari, incoerenti e partiti avaloriali ormai, senza idee chiare ma solo barchette che seguono l’onda

Quindi prima di prevedere già cosa sarà il governo Draghi, se una catastrofe o un successo, aspetterei di leggere il programma nello specifico, poi potremo tutti procedere a dire quale ricetta sarebbe la migliore. Ritorniamo al buon senso, allo studio ponderato delle situazioni, a parlare sui fatti e non per tifoserie e ideologie. E quando criticheremo, anche duramente, saremo piú credibili. Senza prove le parole valgono poco.

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