Strade piene e ristoranti chiusi: le contraddizioni dell’Italia arancione

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Vallo un po’ a far capire ai ristoratori che devono restare chiusi mentre tutto intorno le vie e le piazze sono affollate?

Sono i paradossi delle aree in cui vige la zona arancione che obbliga ristoranti e bar ad effettuare esclusivamente servizio d’asporto, mentre alle persone è consentita la libera circolazione all’interno del territorio comunale.
E così ieri si è assistito al paradosso di vedere una città come Napoli retrocessa in zona arancione, super affollata grazie al clima tipicamente primaverile, con lungomare e spiagge prese d’assalto, mentre i ristoratori erano costretti a tenere le saracinesche rigorosamente abbassate. E con lunghe code fuori ai bar in attesa di consumare il cappuccino, il caffè, l’apertitivo rigorosamente d’asporto.

Inevitabili le proteste dei ristoratori che non hanno mancato di evidenziare le contraddizioni di regole che dovrebbero tutelare la salute e che invece finiscono con il penalizzare le categorie produttive. Un pugno in faccia a chi, con una giornata come quella di ieri, avrebbe potuto fare il tutto esaurito.

Perché le persone intervistate hanno parlato chiaro, non ci pensano minimamente di stare chiuse in casa con delle giornate così e al piacere di una passeggiata non intendono rinunciare. Almeno fino a quando sarà consentito farlo.

Ma che senso ha far circolare senza limiti le persone, seppur soltanto all’interno del comune di residenza, ma impedire l’attività dei locali? E’ più rischioso consumare pasti seduti al tavolo del ristorante rispettando tutte le distanze di sicurezza che assembrarsi nelle vie, nelle piazze, sulle spiagge ecc. o fuori ai bar a consumare i cibi e le bevande che si sono asportate?

Forse il governo Draghi dovrebbe mettere mano anche a queste vistose contraddizioni che risultano del tutto incomprensibili ai comuni mortali. Che faticano a capire regole in larga parte assurde. Come appunto quelle di tenere chiusi i ristoranti con la gente in giro nelle zone arancioni, o di aprire a pranzo nelle zone gialle e star chiusi la sera. Come se il virus circoli soltanto al calar del sole. O evitare la consumazione del caffè al bancone del bar ma permettere alle persone di assembrarsi fuori ai locali in attesa del proprio turno. Non sarà forse il caso di superare la politica dei colori e studiare strategie di lotta al Covid più coerenti con la logica e il buon senso?

 

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