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Trump è tornato e vuole prendersi il Partito Repubblicano. Anzi, l’ha già fatto

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I repubblicani stiano tranquilli, Trump non ha intenzione di fondare un terzo partito facendo loro concorrenza. Anzi no, i repubblicani si preoccupino, perché l’ex – e aspirante prossimo – presidente degli Stati Uniti ha intenzione di conquistare di nuovo il GOP per lanciare la sua sfida per la conquista della Casa Bianca nel 2024.

A prometterlo è stato lo stesso Donald nel corso della sua prima uscita pubblica dopo l’assoluzione dall’accusa di incitamento all’insurrezione. Parlando in Florida alla Conservative Political Action Conference (CPAC) di fronte a una folla che non sembrava affatto ansiosa, come i maggiorenti del partito, di voltargli le spalle, Donald ha detto chiaro e tondo che non considera esaurita la sua esperienza politica. “Abbiamo cominciato insieme quattro anni fa – ha ricordato – e siamo ben lontani dall’aver finito. Non c’è dubbio che arriveremo alla vittoria, e l’America sarà più forte e grande che mai”.

Qualcuno potrebbe liquidare queste parole come generiche dichiarazioni di un pensionato che ha voglia di prendere applausi facili da una folla adorante, ma quel qualcuno fa probabilmente parte della maggioranza di ben informati ed esperti che nel 2016 consideravano impossibile che un palazzinaro ex conduttore di reality show potesse diventare l’uomo più potente del mondo. Ma Trump, ormai dovremmo averlo capito tutti, è molto meno ingenuo e impulsivo di quel che vuole far credere.

Il suo discorso è stato pronunciato nel corso della più importante convention di area repubblicana, quella che stabilisce con ampio anticipo la direzione che il partito prenderà negli anni seguenti. L’ex presidente è salito sul palco subito dopo l’annuncio al pubblico del risultato di un sondaggio tenuto tra i presenti sul candidato migliore per il 2024. Trump ha ottenuto il 55 per cento delle preferenze, seguito dal governatore della Florida Ron De Santis, lontanissimo al 21 per cento. Gli altri candidati erano tutti sotto il dieci. Non solo: dal sondaggio è emerso che il 95 per cento dei presenti vogliono che i repubblicani si mantengano fedeli alle politiche di Trump e addirittura il 97 per cento ha affermato di aver apprezzato quanto da lui fatto nei quattro anni trascorsi alla Casa Bianca.

D’altra parte Trump si era preparato per bene. Da alcuni giorni ha cominciato a lavorare a un Political Action Commitee, ovvero un comitato di raccolta fondi per sostenere od ostacolare candidati alle cariche pubbliche. Con questo strumento intende appoggiare alle elezioni di midterm del 2022 i repubblicani che avranno ufficializzato il loro sostegno all’agenda America First. Allo stesso tempo intende mettere i bastoni tra le ruote a quelli che rifiuteranno di farlo, senza avere alcuna paura di fare nomi e cognomi. Durante la convention non si è del resto fatto scrupolo di ricordare tutti i deputati e i senatori che hanno votato a favore della sua condanna nel processo per l’assalto a Capitol Hill, ottenendo una volta di più l’approvazione che si aspettava dalla platea.

Se la campagna dovesse avere successo The Donald potrebbe quindi ritrovarsi in capo a un paio d’anni alla testa di un GOP più trumpiano che mai, pronto a suonare la carica per riconquistare la presidenza. Altro che terzo partito.

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