Casaleggio va “controvento” e spiana la strada a Di Battista “anti-Conte”

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Che Davide Casaleggio fosse ormai in rotta di collisione con il Movimento 5 Stelle era chiaro da tempo, e se ne era avuta la dimostrazione definitiva dopo il voto della Piattaforma Rousseau che ha abolito la figura del capo politico in favore del direttorio.

Quella stessa sera, nel comunicare i risultati, Casaleggio aveva dato il benservito in diretta al reggente Vito Crimi dichiarando esaurito il suo ruolo. Poco dopo arrivò la smentita di Beppe Grillo, che nel riconfermare in pieno Crimi alla guida dei 5 Stelle, fece intendere chiaramente che il figlio di Gianroberto non aveva alcun titolo per fare certe dichiarazioni.

Ora però la rottura non è più sottotraccia ma è emersa alla luce del sole. Nelle ultime ore infatti Casaleggio ha lanciato il “manifesto controvento” accompagnato da questa iniziativa: “Mercoledì 10 marzo alle ore 19 presenteremo come Associazione Rousseau il Manifesto ControVento. Principi e valori per ritornare a volare alto. Non è più tempo di accontentarsi. E’ tempo di confronto, di idee ribelli, di sogni che non siano bollati di utopia da chi non ha capacità, voglia o coraggio di realizzarli. E’ arrivato il momento di riattivare i motori e cominciare la nostra corsa controvento”.

Un chiaro messaggio che evidenzia la volontà di tornare alle origini del Movimento e che sembra rivolto in primo luogo ai dissidenti che siedono in Parlamento che hanno votato contro il governo Draghi e ai tantissimi militanti delusi. E sarà forse per questo che, dopo aver invocato a gran voce l’espulsione di tutti i deputati e senatori che hanno detto no a Draghi, nelle ultime ore Grillo è tornato sui suoi passi, fino a ripensare la decisione e a dichiarare che le espulsioni potrebbero rientrare? Meglio un dissenso interno ma controllato, che una fuga in massa verso un nuovo movimento?

Chi ha accolto positivamente la decisione di Casaleggio, sono stati i parlamentari filo-governisti che da tempo chiedono di tagliare definitivamente i legami con l’Associazione Rousseau e di superare una volta per tutte il metodo delle consultazioni online per prendere le decisioni. I quali nelle ultime ore sono partiti all’assalto di Rousseau chiedendo esplicitamente la fine dei rapporti fra il Movimento e Casaleggio e denunciando la presenza di un sabotaggio troppo a lungo tollerato all’interno di 5S.

Effettivamente la presenza di Casaleggio si era fatta ingombrante, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo, visto che al pari di Alessandro di Battista non aveva fatto mistero di non condividere l’alleanza di governo con il Partito Democratico e tanto meno la volontà di trasferirla sui territori. Anche se poi alla fine la Piattaforma Rousseau aveva sempre approvato, seppur non con maggioranze bulgare ma sempre meno larghe, tutte le decisioni del vertice compreso nelle ultime settimane il sostegno a Draghi.

E oggi più che mai cresce la convinzione che l’operazione messa in atto da Casaleggio, sia in realtà il primo passo per dare vita ad un nuovo partito che sappia incarnare i valori delle origini e tornare in contatto con una base sempre più disorientata dai repentini cambi di posizione e di strategie pentastellate. Un nuovo partito il cui leader, manco a dirlo, tutti danno per scontato sarà Alessandro Di Battista. Una sorta di reazione all’operazione messa in campo da Grillo con l’ingresso dell’ex premier Conte ai vertici del Movimento, con l’obiettivo inverso di rafforzare l’alleanza con Pd e soci, dando ai 5 Stelle una nuova veste politica liberale, moderata ed ecologista, e una riorganizzazione da partito tradizionale.

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