Roma, Raggi Vs centrodestra e Pd fuori gioco. Calenda avverte: “Resto in campo”

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Se si votasse oggi a Roma non ci sarebbero dubbi, a contendersi la poltrona di sindaco della Capitale sarebbero l’uscente Virginia Raggi del M5S contro un candidato di centrodestra.

Secondo un sondaggio commissionato da Repubblica i candidati al momento più accreditati sarebbero Virginia Raggi e Guido Bertolaso ipotetico candidato del centrodestra unito, sebbene il diretto interessato abbia smentito una sua discesa in campo (lo aveva già fatto cinque anni fa salvo poi ripensarci dietro pressing di Berlusconi per ritirarsi definitivamente in seguito alla discesa in campo di Giorgia Meloni). In terza posizione ci sarebbe l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri proposto nelle settimane scorse dal Pd (poi congelato da Enrico Letta) e in quarta Carlo Calenda di Azione.

Secondo il sondaggio suddetto però un eventuale ballottaggio fra Raggi e Bertolaso si concluderebbe con la riconquista del Campidoglio da parte della grillina che riceverebbe i voti della stragrande maggioranza degli elettori dem. Uno scenario che preoccupa molto il Pd e mette in serio imbarazzo il neo segretario Enrico Letta che si trova davanti diverse opzioni l’una più complicata dell’altra;

  1. sostenere una riconferma della Raggi nonostante la forte opposizione dei consiglieri dem del Campidoglio che non hanno mai fatto sconti alla sindaca;
  2. appoggiare Carlo Calenda contro Virginia Raggi e quindi far naufragare la candidatura di Gualtieri e le possibilità di un accordo in chiave giallorossa;
  3. giocare la carta della discesa in campo di Nicola Zingaretti convincendo i 5Stelle a sacrificare la Raggi in cambio della candidatura di un grillino alla presidenza del Lazio e neutralizzando così anche Calenda.  Tutti scenari ostacolati però da diverse varianti.

La Raggi non sembra intenzionata a farsi da parte, ancora meno adesso che i sondaggi la danno potenzialmente vincente e non è intenzione di Grillo e dei 5S obbligarla al passo indietro.

Carlo Calenda si è detto disponibile a trovare un accordo largo di centrosinistra senza i 5S ma non ha nessuna intenzione di ritirarsi. “Con Letta abbiamo ripreso il contatto sia sulle questioni nazionali che su Roma – ha detto Calenda – io ho ribadito che da ottobre sto lavorando su Roma per farla migliorare e non voglio buttare questo lavoro. In questo momento gli unici due candidati siamo io e Raggi”.

Nel Pd sembra sfumare sempre di più la possibilità del ricorso alle primarie, sia per ragioni di ordine sanitario (la pandemia ancora in corso) che di carattere politico, considerando che potrebbero compromettere la possibilità di allargare il fronte. E’ evidente come Calenda stia impostando la sua campagna elettorale all’insegna della discontinuità rispetto all’amministrazione Raggi e abbia da tempo lanciato la sua sfida alla sindaca. Un progetto che sembra in controtendenza rispetto alle ultime scelte del Pd che sono invece sembrate rivolte a favorire un’alleanza sempre più organica con i 5Stelle.

Un rebus non da poco per Letta che ora dovrà tentare di riaffermare un ruolo centrale del Pd nell’area del centrosinistra rispetto al M5S, che con Conte punta a rafforzarsi e anche a superare i dem. E mai come oggi forse vale il detto “non tutti i mali vengono per nuocere”. Sulla scelta del sindaco di Roma il Covid una mano al Pd l’ha data di sicuro facendogli guadagnare altri mesi per decidere. 

 

Americo Mascarucci

Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano “Il Tempo” nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l’assunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho più lasciato.

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