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Atto vandalico contro la scultura in memoria di Pamela. Lo sdegno di mamma Alessandra

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Non c’è pace per Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi a Macerata nel gennaio del 2018. Una tragica vicenda che sconvolse l’Italia e che ancora oggi fa soffrire i familiari della sfortunata ragazza e quanti l’hanno conosciuta.

Nelle ultime ore abbiamo appreso che la scultura a lei dedicata, situata nel giardino di piazza Re di Roma e donata dallo scultore Andrea Gandini è stata oggetto di un vergognoso atto vandalico. Non è dato sapere se si sia trattato di un gesto volontario attuato con la precisa volontà di offendere la memoria della ragazza, o di un atto in sé senza alcun riferimento a ciò che la scultura rappresenta. Ad ogni modo la memoria di Pamela è stata gravemente offesa.

Come si ricorderà l’opera fu realizzata dallo scultore Gandini il 30 gennaio scorso, nell’ambito di una cerimonia finalizzata a ricordare la giovane a tre anni esatti dal brutale omicidio. Quel giorno fu anche piantato nella piazza un ciliegio simbolo di rinascita e messaggio di speranza, in sostituzione dell’albero donato il 13 aprile del 2018 che si era seccato.

L’emozione fu grande, anche perché il ricordo di Pamela quel giorno coincise anche con un forte messaggio di speranza a superare quanto prima l’emergenza pandemica.

Ora la notizia di questo vile atto che ha giustamente indignato Alessandra Verni, la mamma di Pamela, che con grande forza e straordinaria dignità ha lottato in questi tre anni per avere giustizia e arrivare in fondo alla verità sulla tragica fine della figlia.

“Piazza re di Roma – ha scritto su Facebook – è il cuore centrale del quartiere, è il punto di riferimento di molti cittadini ma purtroppo molte volte è anche scenario di degrado e vandalismo. Non sarebbe il caso di installare delle telecamere di sicurezza per rendere questa piazza più sicura?”

Un appello che ovviamente condividiamo e giriamo al sindaco di Roma Virginia Raggi e agli amministratori del X Municipio in cui ricade la zona, affinché prendano provvedimenti. Per il momento non resta che condannare il vile gesto, sperando che gli autori possano presto essere individuati e adeguatamente puniti.

Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria per l’omicidio di Pamela, nell’ottobre 2020 è stata confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Ancona la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per il pusher nigeriano Innocent Oseghale riconosciuto quale unico colpevole dell’uccisione della giovane e del successivo smembramento del corpo. Ma sono ancora tanti i dubbi che aleggiano sul caso, soprattutto in merito al fatto che Oseghale possa aver davvero fatto tutto da solo, senza complici. L’appello della mamma di Pamela a dire la verità su quanto avvenuto, non è stato però mai raccolto dal diretto interessato che ha continuato a raccontare la sua versione dei fatti smentita dalle inchieste e dalle sentenze.

 

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