Centrodestra vola nei sondaggi con la doppia strategia di governo e opposizione

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Il titolo del quotidiano Il Tempo sembra annunciare un cataclisma per il Pd lettiano e tutta la vecchia maggioranza giallorossa: “Centrodestra a valanga, il sondaggio che fa tremare la sinistra”.

Dentro si legge: “Cresce il distacco tra centrodestra e centrosinistra, con la coalizione Lega-Fi e Fdi al 51.5% (+0.5%) contro il 36.5% di un centrosinistra senza l’ex alleato Italia Viva (-1.5%). È questo uno dei dati che emerge dal sondaggio, realizzato per Porta a Porta, da Antonio Noto di Noto sondaggi, rispetto alla rilevazione precedente del 18 febbraio”.

I sondaggi vanno presi con le pinze, ma se così stanno davvero le cose è senza dubbio la dimostrazione più evidente di come il governo Draghi stia portando benefici a quella che fino a non molte settimane fa era l’opposizione al Conte 2. Il centrodestra ha sicuramente recuperato un certo protagonismo sulla scena politica, e incredibilmente il sondaggio fotografa un consenso che sembrerebbe capitalizzare tanto la partecipazione al governo che l’opposizione della Meloni. Sembra il successo di una felice strategia, ovvero quella di sfruttare gli eventuali successi derivanti dall’azione dell’esecutivo Draghi, ma anche la critica nei suoi confronti da parte di un’unica forza politica presente in parlamento: insomma un gioco delle parti teso ad intercettare voti da una parte e dall’altra per poi ricondurli tutti nell’unico calderone.

La Lega infatti non sembra aver perso punti da quando ha scelto di sostenere Draghi restando primo partito con il 24,5%, seguita da Fratelli d’Italia al 16,5% e Forza Italia al 6,5%. 

Diverso il discorso nel campo avverso. Il Pd non sembra aver ricevuto benefici dall’arrivo di Enrico Letta visto che continua a perdere punti. Adesso si trova al 18%. Il M5s con l’impegno diretto di Conte sembrerebbe guadagnare qualche punto arrivando al 16,5. Ma a pesare sul centrosinistra è probabilmente l’azione di un governo che tanto il Pd quanto i grillini, diversamente dal centrodestra, sembrerebbero subire e non guidare.

Insomma, i giallorossi dopo aver gestito male la crisi del Conte 2 non sono sembrati per nulla convincenti nel loro nuovo ruolo di alfieri dell’unità nazionale. I 5Stelle sperano nell’effetto Conte ma sono passate già diverse settimane dalla sua uscita da Palazzo Chigi e la sua popolarità si sta affievolendo. Se il buongiorno si vede dal mattino l’obiettivo di riportare i grillini ai fasti di un tempo apparirebbe decisamente lontano. Sembrerebbero a questo punto anche smentiti i sondaggi dei giorni immediatamente successivi la caduta del precedente governo, quando un impegno diretto di Conte alla guida dei 5S si diceva avrebbe portato al Movimento un valore aggiunto almeno del 4%. E forse non giova neanche al centrosinistra questo dualismo Conte-Letta, con i due che si parlano, si stimano a parole, ma poi sembrano tanto i classici “due galli nel pollaio” dove l’uno punta a primeggiare sull’altro. Con Letta che non sembra nemmeno aver centrato l’obiettivo di risvegliare l’orgoglio dell’elettorato di sinistra rilanciando sullo Ius Soli.
E il bello verrà adesso con le candidature alle prossime amministrative, Roma su tutte. Per la vecchia maggioranza giallorossa i problemi, quelli veri, in fondo devono ancora iniziare.

Americo Mascarucci

Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano “Il Tempo” nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l’assunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho più lasciato.

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