Vaccini e nuove varianti Covid, esistono correlazioni? Risponde Giulio Tarro

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“Il Vaccino AZD1222 AstraZeneca è associato con lo sviluppo di disturbi trombotici che clinicamente somigliano alla trombopenia indotta da eparina, trattabile se identificata subito, ma che mostrano un diverso profilo sierologico”. E’ la conclusione della ricerca condotta fra Germania, Canada e Austria, dall’agenzia regolatoria tedesca per i farmaci Paul Ehrlich institut, dall’università tedesca di Greifswald, l’università canadese McMaster e dall’Università di Vienna. Lo scrive l’Ansa che riporta le risultanze di uno studio pubblicato sul sito Research Square, che ospita studi che non hanno ancora superato la revisione da parte della comunità scientifica. Di qui le nuove consultazioni in corso all’Agenzia europea del farmaco (Ema). La ricerca è stato condotta su nove pazienti in Germania e Austria, di cui 8 donne, di età media di 36 anni, con episodi di trombosi dopo 4-16 giorni dalla vaccinazione. Sette pazienti hanno avuto trombosi cerebrale, uno embolia polmonare, e uno trombosi venosa splancnica. Quattro pazienti sono deceduti. Nessuno di loro aveva ricevuto eparina prima dell’inizio dei sintomi. Lo Speciale ne ha parlato con il medico e virologo Giulio Tarro allievo di Albert Sabin l’inventore del vaccino contro la poliomielite.

Sul vaccino AstraZeneca i pareri continuano ad essere discordanti fra chi dice che i casi di effetti avversi gravi sono un numero molto ridotto, quasi fisiologico, e chi invece sostiene che vadano approfondite le ricerche. Lei da che parte sta?

“Che il vaccino sia sicuro ho i miei dubbi se si pensa che l’Ema ha richiesto la modifica del bugiardino con l’inclusione di nuovi possibili effetti collaterali non previsti e non valutati precedentemente. In Germania ne hanno vietato  la somministrazione al di sotto dei 5 anni. Ci sono degli aspetti da considerare sia per ciò che riguarda gli elementi del sangue, ossia le piastrine, che gli aspetti vascolari. Bisogna capire bene le correlazioni fra vaccinazioni e facilità alle trombosi. Per altro tenga conto che qui si verificano anche delle curiose contraddizioni di carattere scientifico, perché paradossalmente quando avviene una trombocitopenia il sangue ha maggiori possibilità di fluidificare che di essere bloccato. Mi pare che siano molti gli aspetti ancora da chiarire”.

Si continua a sostenere che il numero dei decessi post vaccino sarebbe ridottissimo rispetto al numero della popolazione vaccinata. Ma questo è sufficiente per tranquillizzare le persone ed escludere che un vaccino possa essere controproducente?

“Tenga conto che il vaccino Sabin a cui ho lavorato anche io dava problemi in un caso su oltre due milioni di dosi e su soggetti con deficit immunitario. Con quel vaccino però  si è riusciti a vaccinare contro la poliomielite per via orale tutti i bambini dell’Africa, del centro e sud America e del sud est asiatico. In Occidente si è poi tornati al vaccino di Salk perché ormai la poliomielite nel mondo era sotto controllo, non circolava praticamente più e quindi i pochi casi che si presentavano potevano essere tranquillamente curati con il vecchio vaccino. In questo caso è vero che non si può definire un vaccino pericoloso se su venti milioni di vaccinati provoca decessi pari allo 0,0025% ma non si può non trascurare ogni aspetto controverso”.

Secondo lei esiste una possibile correlazione fra vaccino e sviluppo di nuove varianti?

“Una variante principale l’abbiamo già conosciuta ad aprile dello scorso anno, quella inglese si è manifestata ad agosto, le vaccinazioni nel Regno Unito sono iniziate l’8 dicembre. Quindi non esiste alcuna correlazione in tal senso, non si può dire che i vaccini facilitino le varianti. Tuttavia non si può escludere che a livello biologico il virus cerchi un compromesso per sopravvivere agli anticorpi che tentano di neutralizzarlo. Quindi non si può neanche escludere che queste varianti attualmente in circolazione siano proprio il tentativo del Covid di sfuggire agli anticorpi e mantenersi nell’organismo. Al momento però sembra che gli attuali vaccini siano efficaci anche in presenza di varianti. Il limite è invece rappresentato dall’anticorpo monoclonale che essendo molto più specifico nei confronti di una particolare variante, potrebbe rivelarsi poco efficace sulle altre. Ad ogni modo oggi non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto fra vaccini e varianti. Ciò non toglie come detto che il virus possa essere spinto a cambiare la sequenza per adattarsi meglio. Ma per ora è soltanto un’ipotesi”.

A questo punto quindi meglio vaccinarsi e vincere la paura?

“Io sono molto legato alla comunità scientifica inglese, ne ho una grandissima opinione. Se loro sono arrivati ad un numero così alto di vaccinati, con una riduzione del numero delle vittime quasi prossimo allo zero non posso che prenderne atto. Diciamo pure che gli inglesi non hanno fatto la confusione con i dati che c’è stata qui da noi, con i decessi per Covid gonfiati o taroccati come sembrerebbe emergere anche dall’inchiesta siciliana di questi giorni. Se il ministro inglese ha dichiarato pubblicamente che per la prima volta dopo tanti mesi non si è registrato un solo decesso in 24 ore, penso si tratti di una notizia da accogliere positivamente. Poi non sta a me sinceramente dire alle persone di vaccinarsi o meno, io esprimo delle opinioni e su come i vaccini sono stati sperimentati e messi in commercio continuo ad avere dubbi. Poi però ci sono i risultati inglesi che vanno considerati”.

Intanto in Italia si va avanti con i lockdown, le zone rosse e arancioni più o meno rinforzate, le scuole chiuse ecc. E’ deluso dall’approccio anti-covid del governo Draghi?

“Nella fase precedente all’avvento di Draghi le decisioni non le ha prese la politica ma il Comitato Tecnico Scientifico che io ho sempre criticato e che a mio giudizio ha fallito gli obiettivi. Non è soltanto Giulio Tarro a dirlo. E’ uscito un editoriale sulla rivista internazionale Nature molto duro nei confronti dei componenti di questo organismo, soprattutto con riferimento ai criteri con cui sarebbero stati scelti, ritenuti del tutto estranei a logiche legate alle competenze. Ora, a me fa piacere che Draghi abbia rivisto la composizione del Comitato, ma se poi lasciamo lo stesso ministro della Salute che c’era prima, allora deduco che non ci sia realmente un’autentica volontà di cambiare passo rispetto ad un’azione che si è rivelata a mio giudizio del tutto sbagliata. E difatti ci ritroviamo con provvedimenti assurdi e apparentemente senza logica, come il divieto di raggiungere le seconde case o spostarsi fuori dal territorio regionale, nel momento stesso in cui si può prendere l’aereo e andare in Australia. Anche sulle vaccinazioni abbiamo dato prova di assoluto dilettantismo. In Inghilterra sono partiti vaccinando tutti gli anziani, ovvero le categorie più a rischio, in Italia invece abbiamo dato la precedenza a parasanitari di 29 anni. Ora speriamo nel generale Figliuolo, augurandoci che almeno il genio militare ci venga in soccorso”.

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