Vaccini, parla Marco Rizzo (PC): “Persino San Marino ha fatto meglio di noi”

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Il governo Draghi è nell’occhio del ciclone in merito alla politica dei lockdown che sembra proseguire in aperta continuità con l’esecutivo precedente. Nonostante l’ingresso nella maggioranza della Lega di Matteo Salvini che ai tempi del Conte 2 chiedeva un giorno sì e l’altro pure di riaprire il Paese. Invece si va avanti con le zone rosse e arancioni, i ristoranti chiusi, il divieto di spostarsi fuori regione o comune, con il paradosso di consentire i viaggi all’estero nei giorni di Pasqua ma non gli spostamenti all’interno del territorio nazionale. Di tutto questo Lo Speciale ha parlato con il leader del Partito Comunista Marco Rizzo critico sin da subito con il nuovo esecutivo e con quella che è apparsa la retorica dell’unità nazionale e del “governo dei migliori”.

C’è chi dice che per continuare a chiudere l’Italia non serviva il “governo dei migliori”, andavano bene anche “i peggiori”. E’ d’accordo?

“Ma davvero credevate che Draghi sarebbe stato migliore di Conte? L’attuale premier è la massima espressione di quella che io definisco la gabbia europea. Draghi è uno di quelli che dà gli ordini, mentre Conte era un mero esecutore. Ecco l’unica differenza fra i due. Conte eseguiva gli ordini impartiti dall’Europa, Draghi è l’Europa”.

L’Italia resta chiusa, le attività arrancano, gli alunni restano bloccati in casa con la didattica a distanza, gli aiuti non si vedono, le vaccinazioni vanno avanti a rilento: ma a cosa è servito cambiare governo?

“Il governo non è affatto cambiato, c’è Draghi al posto di Conte ma il ministro della Salute è rimasto lo stesso di prima. Vede, qui bisogna dire la verità una volta per tutte. Il problema del Covid non è rappresentato dalla letalità del virus che non esiste se non in misura molto ridotta come del resto dimostrano le statistiche, ma da una sanità pubblica che è stata devastata da anni di tagli, sacrifici e regali al settore privato. Purtroppo i pazienti che potrebbero essere curati senza problemi sono costretti invece a subire le criticità di una sanità pubblica al collasso che non è oggettivamente in grado di far fronte ad un’emergenza come questa. E’ qui che bisogna investire in prima battuta. Speranza un anno fa aveva promesso che il personale sanitario sarebbe stato incrementato del 115%. Vi risulta forse che questo sia avvenuto?”

Come spiega il fatto che mentre gli Stati sovrani, Regno Unito, Russia, Cina, hanno già raggiunto livelli di vaccinazione elevati e sono prossimi all’immunità di gregge, l’Italia si trova nella confusione più totale? 

“Perché ancora una volta abbiamo scelto di essere subalterni alla Ue e di prendere gli ordini da Bruxelles, dove a parole tutti dicono di marciare nella stessa direzione, ma poi ognuno, Germania in testa, pensa agli interessi di casa propria accaparrandosi il grosso delle dosi. Si rende conto che in fatto di vaccinazioni ci siamo fatti superare persino da San Marino? Il piccolo Stato che abbiamo in casa nostra non possiede un esercito ma ha comunque la sovranità per poter decidere autonomamente dove acquistare i vaccini. Noi invece abbiamo l’esercito ma siamo privi di sovranità, non decidiamo nulla”.

Sui vaccini ritiene che ci sia in gioco anche una guerra commerciale?

“Mi sembra evidente, una guerra commerciale e geopolitica al tempo stesso. Ora mi chiedo: se la priorità è quella di vaccinare il maggior numero di persone per poter uscire al più presto dall’emergenza pandemica, perché si preferisce avere 500 morti al giorno invece di acquistare le dosi dalla Russia o dalla Cina? La priorità è salvare vite umane o tutelare gli interessi dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica? Neanche di fronte alla conta delle vittime riusciamo a capire che è necessario riacquistare la piena sovranità politica ed economica? Se non lo faremo non potremo mai risanare la nostra sanità pubblica e ancor meno riusciremo ad uscire dalla pandemia con l’aiuto dei vaccini”.

Ritiene quindi che sia giusto guardare in direzione di Mosca come anche diversi esperti stanno chiedendo?

“Sia il vaccino russo che quelli cinesi si sono rivelati efficaci, nessuno è morto o ha riportato gravi conseguenze da reazioni avverse, al punto che già da mesi Russia e Cina sono fuori dall’emergenza e hanno riaperto tutto. Da noi invece nonostante i lockdown, si continuano a registrare almeno 500 morti ogni giorno, mentre le vaccinazioni vanno a rilento perché le aziende che hanno stipulato accordi con la Ue non rispettano gli impegni sottoscritti . In una situazione del genere continuare a rifiutare i vaccini russi e cinesi soltanto per questioni di natura geopolitica vuol dire una sola cosa: che si preferisce tenere in vita il Covid e avere altri morti piuttosto che andare contro gli ordini di Bruxelles e della Nato”.

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