Sondaggio choc: la Raggi in testa. I romani hanno la mascherina sugli occhi

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Ma che succede a Roma? C’è un impazzimento generale, oppure è l’effetto del Coronavirus? I romani si sono talmente mascherati con le mascherine che non riescono più a vedere la realtà di una città, un tempo Capitale gloriosa d’Italia e della cristianità, ridotta ormai a Capitale del degrado, dei disservizi, dell’inquinamento, degli smottamenti, delle buche che raddoppiano e dei pini che cascano. Un bilancio drammatico, come se non bastasse, già la crisi, effetto della pandemia, che attanaglia famiglie, categorie varie, albergatori, ristoratori, negozianti, commercianti, piccole e medie imprese, operatori della cultura, del turismo, dello sport etc.

Sorpresa. Un recente sondaggio (realizzato da LAB2101), in vista delle prossime elezioni comunali, dà addirittura in testa la Sindaca. Se questo è l’effetto di 5 anni di malgoverno, assessori, collaboratori che vanno e vengono, malagestione globale, c’è veramente da riflettere.

Ecco i voti della gente: Virginia Raggi al primo posto con il 30,1%, Guido Bertolaso al secondo con 27,3%, Roberto Gualtieri al terzo posto con il 21,8%. Lo studio si è basato su 813 interviste realizzate tra l’8 e il 14 marzo su un campione rappresentativo di cittadini maggiorenni residenti a Roma e, come detto, vede in testa la sindaca uscente del Movimento 5 Stelle rispetto al centrodestra e al centrosinistra. I risultati presi in esame riguardano la possibilità che l’ex ministro dell’Economia sia il candidato unico per il centrosinistra e che Carlo Calenda alla fine decida di non presentarsi alle elezioni. Il punto è proprio questo.

Calenda potrebbe essere invece, la variabile indipendente in grado di far saltare i tavoli e sparigliare i giochi. E’ un uomo di sinistra, ritenuto competente, che ha saputo fare una virata liberal, tale da poter intercettare anche l’elettorato moderato. Da mesi condivide l’occupazione centrista con Renzi e Conte (ovviamente l’Avvocato nella edizione post-grillina); zona vista di buon grado pure da Letta che intende portare il suo Pd verso una direzione non radicale, ma ulivista.

Una cosa è certa, Gualtieri da solo non ha la forza di federare il centro-sinistra, né di assorbire la Raggi che, al contrario, numeri alla mano, dimostra di avere uno zoccolo duro a morire (pesca ancora tra grillini della prima ora, ostili a Conte, e sinistra doc). Per cui a Letta conviene pensare veramente alle primarie, per far uscire il coniglio dal cilindro. Pensate che paradosso: l’elettorato plebiscitario che un tempo ha incoronato la Raggi, ancora costretto a scegliere tra grillismo originario e il suo derivato contiano; una partita tra fratelli coltelli a prescindere dal governo (negativo) di Roma.

E la sinistra? Le conviene affidarsi a Zingaretti se vuole vincere e riassorbire la Raggi, magari al ballottaggio.
Il centro-destra, dal canto suo, difficilmente troverà la quadra alle amministrative. Troppo distanti Fdi e Lega per riunirsi virtuosamente tra qualche mese, fingendo compattezza programmatica. Il governo Draghi lascerà i segni sia a Salvini, sia alla Meloni. Già la vicenda Copasir non sarà indolore.

La figura che ancora potrebbe facilitare il compito resta, come si vede dal sondaggio, Bertolaso, ma il niet della Meloni pare irremovibile. Sembra che storicamente la destra molli per principio Roma sperando di conquistare la Regione. Una specie di palleggio bipartisan già dai tempi di Berlusconi. Ma ci sono parole, che si chiamano “vento”, “ciclo”, “tendenza”. Se il centro-destra perderà tutte le grandi città, difficilmente potrà ripartire subito dopo. Meglio puntare su un nome importante per la Capitale. Un eventuale felice “modello-Roma”, potrebbe essere il viatico per un eventuale felice “modello-Italia”. Ma al momento, il centro-destra non ha né gli uomini, né le idee per scriverlo e realizzarlo.

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