Parla Stefano Zecchi: “La mia esperienza di vaccinato Astrazeneca”

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Non le ha mandate certo a dire il filosofo e scrittore Stefano Zecchi. In un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro ha chiesto una sorta di “processo di Norimberga” per chi ha gestito l’emergenza sanitaria nel corso di quest’ultimo anno, provocando a suo dire l’incredibile numero di vittime che si è registrato causa Covid. Zecchi ha puntato il dito contro il precedente governo giallorosso, accusato di essersi attivato in forte ritardo dopo aver sottovalutato troppo a lungo il reale pericolo e di aver poi gestito la situazione in maniera approssimativa e sbagliata. Anche noi de Lo Specialo lo abbiamo raggiunto.

Professore, lei ha usato parole molto forti contro il precedente governo, il Conte 2, addebitandogli grosse responsabilità in ordine a quella che ha definito la gestione disastrosa della pandemia. Con Draghi le cose stanno cambiando o come sostengono molti si sta proseguendo in realtà sulla stessa linea?

“Draghi ha sicuramente portato una ventata di dignità e di stile nella comunicazione, al di là della situazione politica. Nell’ultima apparizione di qualche giorno fa in cui ha annunciato le imminenti riaperture, il premier aveva accanto Speranza ma poi in pratica ha smentito quello che il ministro aveva detto precedentemente in Parlamento. Quindi è chiaro che esistono due livelli: c’è il livello politico che in qualche modo rende difficoltoso rimuovere il ministro della Salute, dall’altro c’è il livello di governo che prescinde dalla politica e dai partiti e nell’ambito del quale Draghi cercherà di contenere e arginare le posizioni oltranziste di Speranza, come dimostra la decisione di riaprire le attività a partire dal 26 aprile. Vedremo come evolverà la situazione nelle prossime settimane, anche se la partita decisiva il premier la giocherà con la riscrittura del Recovery. Tenga conto poi che la metafora sul processo di Norimberga non l’ho inventata io, sono stati altri che hanno voluto a tutti i costi convincerci che siamo in guerra. Io mi sono adeguato al loro linguaggio bellico”.

Non le sembra però un controsenso riaprire i ristoranti a cena ma mantenendo il coprifuoco alle 22 o far aprire quelli che hanno spazi all’aperto e non tutti gli altri creando anche una discriminazione fra lavoratori? E’ costituzionale tutto ciò? Non si ha come l’impressione che un po’ di dilettantismo si percepisca ancora?

“Le incoerenze delle decisioni indubbiamente ci sono e si vedono chiaramente. Ma non mi soffermerei sull’orario dei ristoranti, punterei piuttosto l’attenzione sulla totale assenza di programmazione. Ma a lei sembra normale che non sia mai stato fatto un piano per i trasporti? Hanno chiuso le scuole per mesi ma a nessuno è venuto in mente di intervenire sul problema dei mezzi pubblici, quando è stato dimostrato a livello scientifico che non è in classe che gli studenti si contagiano più facilmente ma proprio durante i viaggi. Per quanto riguarda la questione dei ristoranti è evidente che c’è ancora un forte disorientamento, ma qui la responsabilità è del ministro competente. Non si può sovraccaricare il premier di responsabilità che dovrebbero invece essere collegiali. Nella squadra di Draghi purtroppo continuano ad esserci dei brocchi e con i brocchi non si vincono le corse.”

Però come giudica il fatto che Draghi si sia assunto la responsabilità della riconferma di Speranza?

“Non credo sia stato lui a sceglierlo. C’è stato un compromesso politico su cui si può discutere. E’ evidente che se i 5Stelle hanno potuto mollare l’Azzolina perché avevano altre figure su cui puntare, Leu all’infuori di Speranza non aveva nessun altro. Temo si sia trattato di un compromesso necessario per favorire la nascita del governo”.

Ci stiamo avviando verso l’estate. Lo scorso anno siamo potuti andare in spiaggia liberamente anche senza i vaccini. Cosa pensa del fatto che quest’anno nonostante le vaccinazioni in corso saremo “meno liberi” e con i vaccini quasi a delimitare una sorta di discrimine per poter accedere a determinati servizi o partecipare ad eventi specifici?

“Credo che una maggiore consapevolezza non possa che farci bene. Io non sono un negazionista del Covid perché le tragedie causate da questa epidemia le ho viste con i miei occhi. Io spero ci sia maggiore attenzione rispetto all’anno scorso, un’attenzione ragionevole, perché l’esempio della Sardegna è sotto gli occhi di tutti. Era bianca prima di Pasqua, nel giro di poche settimane è ritornata rossa. Io credo che forme di tutela per se stessi e per gli altri ci debbano essere ma con meno burocrazia possibile. Se il pass sanitario può essere utile ben venga”.

Per quanto riguarda i vaccini, come giudica questo balletto di dichiarazioni contraddittorie fra esperti che si smentiscono a vicenda sulla presunta pericolosità? Ora l’Europa sembra voglia affidarsi unicamente a quelli che utilizzano il sistema dell’Rna messaggero, ovvero Pfizer e Moderna, ma ci sono perplessità in merito. Come se ne esce?

“La comunicazione dell’epidemia è un altro terreno che definirei disastroso, anzi direi che l’epidemia è stato soprattutto un problema di comunicazione. Vede, negli Stati Uniti era soltanto Fauci a comunicare, in Francia e in Germania era soltanto uno scenziato di chiara fama riconosciuto da tutti a rilasciare le dichiarazioni ufficiali, mentre da noi si è assistito ad un caravanserraglio indecente. I media si sono serviti degli esperti per fare ascolti e all’inizio molti di questi nemmeno lo erano, esperti lo sono diventati proprio perchè il circuito mediatico li ha presentati come tali. I medici stessi purtroppo con la loro comunicazione contraddittoria hanno a mio giudizio contribuito al disastro. Ciò premesso, la scienza non è infallibile, vive di ricerca e sperimentazione. Io mi sono vaccinato con Astrazeneca e l’ho fatto dopo aver ascoltato il parere del mio medico, essendo un soggetto a rischio in virtù di patologie pregresse. Mi sono fidato di lui che è un medico di altissimo livello e mi sono fatto vaccinare. Il consiglio che posso dare è quello di affidarsi al proprio medico di fiducia che conosce il nostro quadro clinico e sa perfettamente che vaccinarsi, per chi come me soffre di determinati problemi di salute, è infinitamente meno rischioso che beccarsi il Covid. Più facile curare un’eventuale embolia che non il coronavirus”.

Lei che è un vaccinato Astrazeneca che può dirci a proposito di questo vaccino che più degli altri è nell’occhio del ciclone a causa dei possibili effetti collaterali che gli sono attribuiti?

“Guardi, io non sono uno scienziato e come lei ascolto quello che ci dicono gli esperti, e se stiamo ad ascoltare loro nessuno dovrebbe vaccinarsi. Perché c’è anche chi dice che si possono avere più effetti collaterali con Pfizer e Moderna che con Astrazeneca. Legittimo che in mezzo a tanta disinformazione la gente abbia paura, ma il consiglio che posso dare è di fare come ho fatto io, affidarsi al proprio medico di fiducia. parlare con lui, farsi consigliare. Non fate di testa vostra e soprattutto non vi fate troppo confondere e condizionare dai media. Non stiamo allo stadio dove si può tifare Milan o Inter, non si tratta di una partita fra case farmaceutiche e nessuna di queste ha il brevetto dell’infallibilità”.

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