Fra M5S e Rousseau volano stracci. E arriva la contromossa di Casaleggio

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Sale la tensione fra Movimento 5Stelle e Associazione Rousseau. 

I pentasellati hanno prima inviato una diffida formale a Davide Casaleggio intimandogli di consegnare l’elenco degli iscritti della piattaforma Rousseau, poi hanno inviato i propri legali nella sede dell’Associazione, ma senza successo. Casaleggio si è rifiutato ancora una volta di consegnare la lista. In attesa che il Garante Privacy dirima definitivamente la questione, tutto resta bloccato perché senza i nominativi degli iscritti il Movimento non può procedere alla fase di ricostruzione e soprattutto non può eleggere Giuseppe Conte come nuovo leader attraverso una consultazione online.

Ma non è finita qui. Perché Rousseau, oltre a rifiutare la consegna degli elenchi e quindi a bloccare l’attività del Movimento, ha anche attuato una contromossa. In un post pubblicato sul Blog delle stelle, l’Associazione tramite una propria rappresentante – ha spiegato come cambiare la titolarità dei dati: “Ogni iscritto”, si legge, “può esercitare il diritto alla portabilità dei dati (ex art. 20 Gdpr) e richiedere il trasferimento ad altro titolare, tra cui ad esempio Associazione Rousseau” spiegando dettagliatamente come fare per fare sì che “l’Associazione Movimento 5 Stelle trasferisca ogni dato oggetto di trattamento effettuato attraverso la Piattaforma Rousseau ad Associazione Rousseau come nuovo titolare al trattamento”.

“La preoccupazione di vedere violati i propri diritti – spiegano ancora da Rousseau – ha spinto tantissimi a rivolgersi a noi per essere tutelati: ci hanno chiesto di non consentire il trasferimento dei propri dati a persone non legittimate e, dall’altra, in meno di 20 giorni oltre mille persone hanno deciso di disiscriversi dal M5s e di impedire che i propri dati vengano consegnati, contro la loro volontà, a soggetti terzi”.

Infine dagli aspetti più prettamente tecnici si passa alla politica: “L’elenco degli iscritti non è tesoretto, né un pacco postale, né una proprietà per sentirsi i padroni. Gli iscritti sono cittadini attivi che hanno deciso di essere protagonisti della vita politica e verso i quali sentiamo, da sempre, una profonda responsabilità nel garantire al massimo la tutela e il rispetto dei loro diritti, ma anche e soprattutto di consentire, come abbiamo fatto in questi 15 anni, che abbiano sempre voce”.

E c’è chi ha visto nell’operazione il tentativo di costituire una nuova Associazione per raccogliere tutti gli scontenti e da qui poi costruire un nuovo soggetto politico. Con a capo Alessandro Di Battista?

Forse è troppo presto per dirlo e Dibba al momento non sembra deciso a schierarsi, pur menando fendenti contro il M5S al governo. Ma chi sperava in un divorzio consensuale fra Grillo e Conte da una parte e Casaleggio dall’altra dovrà rassegnarsi. La questione sarà risolta soltanto dall’intervento dei giudici. Dal Movimento denunciano: “I nostri esperti informatici e periti forensi si sono recati presso gli uffici dell’associazione Rousseau per ricevere i dati in consegna. Purtroppo, l’Associazione Rousseau, non ha provveduto alla consegna e ciò è oggettivamente grave e palesemente illegittimo. Chi ha rallentato questo processo si assumerà tutte le responsabilità nelle sedi giudiziali penali, civili e amministrative per il danno che sta causando al Movimento 5 Stelle”.  E la guerra continua. 

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