Forza Italia sotto assedio, partita l’opa ostile al centro. Sospetti sui ministri

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Finita da tempo l’Opa ostile di Lega e Fratelli d’Italia nei confronti di Forza Italia, adesso l’assalto alla diligenza arriva dal centro e precisamente dal governatore della Liguria Giovanni Toti e dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che hanno creato un nuovo movimento politico chiamato “Coraggio Italia”.

Un’operazione che ha provocato un forte smottamento nel partito azzurro con ben undici parlamentari che si sono spostati nella nuova formazione. Si tratta di: Maria Teresa Baldini, Raffaele Baratto, Michaela Biancofiore, Maurizio D’Ettore, Matteo Dall’Osso, Marco Marin, Stefano Mugnai, Guido Germano Pettarin, Elisabetta Ripani, Cosimo Sibilia e Simona Vietina. A questi si aggiungono i parlamentari del gruppo misto già usciti in precedenza da Fi e altri gruppi, e confluiti nel movimento Cambiamo di Giovanni Toti. Si tratta di Fabiola Bologna, Guido Della Frera, Manuela Gagliardi, Osvaldo Napoli, Claudio Pedrazzini, Gianluca Rospi, Daniela Ruffino, Giorgio Silli. Ma non è finita qui perché si sono aggiunti anche quattro parlamentari eletti con il M5s e precisamente Martina Parisse, Fabio Berardini, Carlo De Girolamo e Marco Rizzone.

“Non siamo gli eredi di Forza Italia perché Forza Italia è viva e vegeta – ha detto Toti – siamo qualcosa di diverso, nonostante in molti proveniamo da quella storia, con valori comuni, ma il nostro obiettivo è quello di dare vita ad un movimento politico che possa recuperare quegli elettori che avevano creduto a Forza Italia, al Pdl e anche all’avventura riformista di Renzi”. E Brugnaro ha aggiunto: “Ringrazieremo sempre Berlusconi  per quello che ha fatto ma oggi è tempo di andare avanti”. 

Nel partito azzurro la cosa pare sia stata interpretata come un affronto al presidente Berlusconi che negli ultimi tempi ha visto aggravarsi le condizioni di salute, al punto da far temere il peggio. E nell’entourage del numero due del partito Antonio Tajani c’è il sospetto che l’operazione possa essere stata organizzata in accordo con la delegazione ministeriale al governo, ovvero il trio Gelmini- Brunetta-Carfagna. 

Non solo, indiscrezione riferiscono di una Carfagna particolarmente attiva in queste ore al sud con i suoi fedelissimi per dare vita anche ad una “corrente meridionale” da affiancare a quella nordista capitanata dal duo Toti-Brugnaro. Quel che è certo è che, se i ministri forzisti hanno davvero contribuito all’operazione, per ora resteranno dietro le quinte per non creare problemi alla tenuta del governo, entrando probabilmente in campo in un secondo tempo.

Coraggio Italia come spiegato da Toti e Brugnaro si candida a diventare un riferimento per i moderati, liberali, laici e cattolici che non hanno più punti di riferimento e che intendono restare europeisti. Un partito di centro dunque, che faccia da apripista ad un nuovo centrodestra chiaramente alternativo a quello a trazione Meloni-Salvini. Un centrodestra “draghiano”, che preso atto della fine del berlusconismo punta a creare un nuovo spazio per i moderati italiani. Non è un caso che Toti si rivolga espressamente agli elettori di Forza Italia ma anche a quelli di Renzi, quasi lasciando intendere che l’obiettivo è superare tanto il berlusconismo che il renzismo raccogliendone l’eredità. 

I rumors riportano di un Berlusconi molto irritato per l’iniziativa, al punto da alzare il telefono e sfogarsi con lo stesso Brugnaro, oltre a chiamare alcuni dei parlamentari coinvolti nell’operazione per convincerli a ripensarci. Ma soltanto con una parlamentare l’opera di persuasione sarebbe andata a buon fine in extremis. Tutti gli altri avrebbero manifestato gratitudine, affetto e stima per il leader forzista, rimanendo però fermi sulla decisione di lasciare il partito.

Un vero e proprio terremoto che per altro ha creato ulteriori ostacoli al centrodestra faticosamente impegnato nella ricerca dei candidati sindaco da schierare nelle grandi città alle amministrative di ottobre. Il tempo stringe e una soluzione all’orizzonte ancora non si vede. Ma certo è che se nel centrodestra il clima era già teso. questa nuova operazione centrista non ha contribuito a rasserenarlo. 

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