DIBATTITO. Lega-FI niente di nuovo: è la solita ammucchiata del Cdx

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di Amedeo Giustini

Il Centrodestra è unito solo quando ci sono le elezioni mentre il Csx è sempre diviso comunque e non è certo una novità.
Il suo autolesionismo ha raggiunto vette ineguagliabili.

Il Cdx dimostra invece di avere delle difficoltà nel costruire una classe dirigente soprattutto nel centro sud e le candidature civiche alle elezioni comunali, anche nelle grandi città, dimostrano la mancanza di una seria selezione della classe amministrativa all’interno dei vari partiti che lo compongono.
Un conto è vincere le elezioni e un conto è governare bene. Abbiamo degli esempi non proprio edificanti come i governi delle regioni Sicilia, Sardegna e Calabria.

Il governo Gialloverde e Giallorosso sono un esempio di mancanza di strategia comune all’interno del centro destra tanto è vero che la Lega e Forza Italia sono entrate nella compagine governativa mentre FDI ha deciso di restarne fuori, capitalizzando un consenso per sottrazione a discapito della Lega.

La federazione auspicata da Salvini è un film già visto con il Pdl, con la variabile dell’ingrediente delle forze governative; l’unione di Lega e Forza Italia ha il solo l’obiettivo di consolidare la leadership di Salvini nel Cdx ed evitare un sorpasso, annunciato, da parte della Meloni.
Salvini, il prodotto della Bestia, ha inanellato errori politici molto gravi che non basterebbe un articolo per citarli tutti.
Dall’estate del 2019, o meglio dal Papeete, non ne ha azzeccata mai una e rischia che questo suo tentativo di “fusione a freddo” con FI possa essere un altro errore strategico che potrebbe pagare a caro prezzo, sia per la Lega che per l’intero Cdx.
Una strategia di basso respiro, se non fosse accompagnata da un percorso congressuale e da una virata del Celodurismo italiano verso quello europeo con l’ entrata della Lega nel PPE. L’ala governativa della Lega, rappresentata da Giorgetti, ha un grande potere nell’establishment, nell’alveo di Confindustria e nell’imprenditoria del nord ma non ha la stessa presa nell’elettorato generalizzato della Lega, che ragiona più con la pancia che con il portafoglio.
E’ difficile che questa operazione porti alla candidatura di Berlusconi al Quirinale, viste le sue condizioni sia fisiche che processuali. Sarebbe un colpo mortale all’immagine dell’Italia perché sarebbe il primo Presidente della Repubblica Italiana condannato in via definitiva per frode fiscale: è solo un diversivo di Salvini per guardarsi le spalle dalla Meloni sempre più vicina al sorpasso.

Tuttavia c’è un dato politico da non sottovalutare. Tale operazione di vertice lascerebbe scoperta un’ ampia fascia di elettorato che nelle semplificazioni delle categorie politiche viene definita come “elettorato moderato”:
se volessimo tentare di dare una definizione a questa categoria generica potremmo dire che ne fanno parte tutti coloro che rifuggono gli eccessi e sono tolleranti, non fuggono alle regole e ai doveri e amano essere rassicurati perché spesso hanno qualcosa da perdere, magari il frutto del sacrificio di una vita.
In virtù di ciò, sono molto attenti alle loro scelte e a chi mettere in mano le leve del comando, risultando spesso determinanti alle elezioni.

Le prossime elezioni politiche non avranno un risultato scontato perché vi sono dei movimenti politici che avranno un peso sull’opinione pubblica. Il nuovo movimento di Conte, ossia il M5S 2.0, potrebbe intercettare quell’area moderata, orfana di FI e dispersa nei vari rivoli centristi e cambiare gli equilibri attuali sfruttando la sua popolarità, che non è scemata, nonostante siano passati alcuni mesi dalla caduta del suo governo.

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