Parla Massimo Cacciari: “A Roma partita aperta con molte varianti”

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A Roma e Bologna si sono concluse le primarie del Pd per la scelta dei candidati sindaco e come previsto hanno vinto i candidati sostenuti dal segretario Enrico Letta: Roberto Gualtieri a Roma e Matteo Lepore a Bologna. Lo stesso Letta si è dichiarato soddisfatto per l’alta percentuale di votanti dopo il flop delle primarie torinesi. Ne abbiamo parlato con il filosofo Massimo Cacciari, già dirigente del Pci ed ex sindaco di Venezia reduce da un’accesa polemica sui vaccini, dopo che in diretta televisiva ad Otto e Mezzo si è rifiutato di rispondere alla fatidica domanda di Lilli Gruber: “Lei si è vaccinato?”. “Sono affari miei” gli ha risposto Cacciari.

Professore, Letta ha parlato di straordinario risultato per la grande partecipazione di popolo alle primarie di Roma e Bologna che hanno incoronato Gualtieri e Lepore candidati sindaco alle comunali d’autunno. E’ davvero così?

“Sono anni che dopo le primarie i dirigenti del Pd fanno a gara a ripetere che si è trattato di una grande prova di democrazia e che sono soddisfatti per la partecipazione al voto. Non ci trovo nulla di sorprendente. Nel caso di Roma è comodo cantare vittoria facendo il paragone con le primarie del 2016. Diventerebbe invece imbarazzante farlo con quelle del 2013 che elessero Ignazio Marino e che registrarono una partecipazione molto più alta di quella che si è vista domenica. Comunque quando la gente partecipa è sempre una buona notizia”.

Come mai una differenza così abissale con le primarie di Torino dove c’è stato invece un astensionismo record?

“Iniziamo con il dire che a Bologna c’è un movimentismo a sinistra che non è mai venuto meno nemmeno nei momenti peggiori, e che a Roma c’erano in corsa sette candidati. E’ evidente che questo ha favorito una partecipazione maggiore”.

Gualtieri è il candidato giusto per Roma?

“E’ sicuramente un’ottima figura ma la sua candidatura mi sembra parta già indebolita”.

Perché?

“Perché il campo del centrosinistra è molto frammentato e questo comporterà una inevitabile dispersione di voti. C’è Calenda da una parte e non escluderei neanche la nascita di altre candidature a sinistra dopo l’attacco che ha fatto Ignazio Marino nelle ultime ore contro i risultati delle primarie. Poi molto dipenderà da come si muoveranno i 5Stelle. Se decideranno di giocare per vincere, allora credo che Gualtieri dovrà faticare molto per poter andare al ballottaggio”.

Non era preferibile per il Pd sostenere Carlo Calenda?

“Ma per carità! Letta va ripetendo che è necessario recuperare a sinistra, tornando ad intercettare l’elettorato storico, quello delle periferie per intenderci. Calenda è il candidato più lontano possibile da quell’idea di sinistra. Gualtieri da questo punto di vista offre sicuramente maggiori garanzie”.

A Bologna la vittoria di Lepore apre la strada all’alleanza con il Movimento 5 Stelle. Ma sarà rottura con i renziani. Lei come la vede?

“La vedo come una scelta obbligata. Il Pd se vuole vincere ha bisogno dei 5S. Lo stesso Gualtieri qualora dovesse riuscire ad andare al ballottaggio avrà bisogno del sostegno decisivo dei grillini. Mi pare inevitabile”.

Pensa che la Raggi sia ancora un candidato forte?

“Certamente non è debole, ma come detto molto dipenderà da quanto i 5Stelle si impegneranno per vincere. Se decideranno di giocarsi la partita fino in fondo, non è escluso che grazie anche alle spaccature nel centrosinistra, la Raggi possa andare al secondo turno. Lo capiremo meglio durante la campagna elettorale”.

A Roma quindi la partita la ritiene aperta?

“Assolutamente sì. Il centrodestra appare chiaro che giocherà tutte le sue carte nella Capitale. Conquistare Roma porterà automaticamente a conquistare il governo nazionale quando si voterà. Ricorda cosa accadde quando la sinistra anni fa perse Bologna? Che a catena perse tutto, compreso il governo. Diciamo che a Roma accadrà lo stesso. Se il centrodestra vincerà avrà la strada spianata alle prossime politiche, se invece perderà tutto sarà più difficile”.

Il Pd deve temere di più il centrodestra a questo punto o i 5Stelle?

“Il centrodestra credo non sia mai stato debole come in questo momento. Lo dimostrano i conflitti interni ma soprattutto la difficoltà di individuare i candidati. A Milano ancora non lo hanno trovato, a Roma alla fine si sono dovuti accordare con il bilancino per accontentare tutti. Però alla fine per quanto lacerato al suo interno è riuscito a presentarsi unito e come detto sarà a Roma che giocherà la partita decisiva. Roma ha sempre determinato le sorti dell’Italia. Il successo del Movimento 5Stelle alle passate elezioni politiche fu preceduto dalla conquista della Capitale. Dall’altra parte il fronte avversario come detto è molto frammentato e certamente lo scontro fra Gualtieri e la Raggi rischierà di favorire il centrodestra. Ma la partita decisiva si giocherà al secondo turno e a quel punto se vorranno impedire di spalancare le porte di Palazzo Chigi a Salvini e alla Meloni, Gualtieri e Raggi un accordo lo dovranno necessariamente trovare”.

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