Parla Giulio Tarro: “Quello che non dicono su variante Delta e mascherine”

9 minuti di lettura

Contro la variante Delta i vaccini potrebbero non bastare. Cresce il fronte dei medici che mettono in dubbio l’efficacia totale delle vaccinazioni nei riguardi della variante indiana che si sta diffondendo in Inghilterra e che rischia di arrivare anche da noi. L’ultimo a lanciare l’allarme è stato nei giorni scorsi il consulente del governo Walter Ricciardi. Dunque la corsa ai vaccini che stiamo vedendo da mesi potrebbe essere stata vana? Non ne è affatto convinto Giulio Tarro, medico, allievo di Alber Sabin, l’inventore del vaccino contro la poliomielite, e proclamato miglior virologo dell’anno nel 2018 dall’Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo (IAOTP). E parliamo di un medico molto scettico sulla vaccinazione di massa.

Professore, la variante Delta si sta diffondendo a macchia d’olio. Dobbiamo avere paura e prepararci al peggio, visto che anche in Italia sarebbero stati individuati dei potenziali focolai?

“Confermo che si sta esagerando con le paure e con il terrorismo mediatico. Basta fare un terzo richiamo e il pericolo non c’è. Ma poi scusi, abbiamo sperimentato dei vaccini ad mRNA messaggero proprio per fare in modo che possano essere rimodulati sulle varianti e adesso diciamo che non servono? Basta che dal laboratorio di produzione si proceda a modificare il vaccino in base alla mutazione del virus e il gioco è fatto. In Inghilterra mi pare si stiano già attrezzando per il terzo richiamo”.

Ma allora perché alcuni suoi colleghi insistono con il dire che i vaccini potrebbero non garantire una sicura protezione e già paventano nuove ondate?

“A me lo chiede?”

Professore c’è una confusione di comunicazione assurda, diciamo pure schizofrenica

“Lei ha perfettamente ragione e non capisco perché sia tanto difficile dire quello che le ho detto io. Ma del resto la comunicazione è stata un problema sin da quando è iniziata la pandemia. Si è sempre dato spazio a chi ha fatto allarmismo, ha diffuso paure, quando invece si è trattato di un virus che si sarebbe potuto benissimo prevenire e curare. Ma se prima non si conosceva la cura, adesso che ci sono i vaccini che bisogno c’è di continuare a seminare il panico? Ricordate cosa avvenne lo scorso anno quando colleghi autorevoli come Zangrillo e la Gismondo sostenevano posizioni controcorrenti? Sono stati isolati perché non erano allineati. Bisogna vedere poi le situazioni caso per caso. In Svezia dove nessuno ha portato le mascherine e non si è chiusa mai neanche un’attività, il tasso di letalità è stato molto più basso che da noi. Tenga conto che noi a marzo di quest’anno viaggiavamo ancora nell’ordine dei 500 morti al giorno, in larga parte anziani perché invece di privilegiare nelle vaccinazioni i soggetti più fragili, siamo andati a vaccinare gente di trent’anni. Tralasciando il fatto che siamo pure partiti in fortissimo ritardo. Poi è arrivato Draghi e fortunatamente è cambiata questa politica scellerata. Al punto che oggi i morti sono al massimo trenta al giorno. E sono sempre tanti, perché se non avessimo perso tempo prima, forse oggi non ne avremmo più neanche uno”.

Lei è favorevole al mix vaccinale? 

“Assolutamente no. Non ci si può basare su poche migliaia di casi, e per giunta su persone che il bugiardino di Astrazeneca già evidenziava a rischio, per affermare che quel vaccino è pericoloso. Poi se parliamo dei giovani io sono il primo a dire che il vaccino non serve ed è inutile. Per i giovani la risposta immunitaria non offre problemi di sorta, quindi non si tratta di discutere se sia opportuno somministare la seconda dose di Astrazeneca o se è meglio un altro vaccino. I giovani non vanno vaccinati”.

Da qualche giorno non siamo più obbligati ad indossare le mascherine all’aperto, ma dovremo averle sempre con noi per metterle nei luoghi chiusi o affollati. E da più parti già c’è chi sostiene che presto dovremo tornare ad indossarle ovunque. Anche qui si va a caccia di farfalle?

“Mi sono sempre battuto contro le mascherine e continuo a farlo. La misura di protezione deve essere indossata unicamente da chi è infetto e può contagiare gli altri e dal personale sanitario. Inutile che la indossi chi non è contagiato o è asintomatico, visto che è ormai appurato che l’asintomatico non è malato e non trasmette il virus. Allora sarebbe più utile indossare un elmo visto che è molto più pericolosa per la salute l’aria che respiriamo. Ma poi scusi, abbiamo l’esempio della Cina. A Wuhan hanno chiuso tutto fra marzo e aprile del 2020, hanno effettuato uno screening su dieci milioni di abitanti facendo il tampone a tutti e accertando che i soggetti asintomatici non sono contagiosi. Mentre noi a Natale stavamo tutti chiusi in casa, loro hanno festeggiato il capodanno nelle piazze. E noi nonostante i lockdown, le mascherine e tutto il resto, abbiamo continuato ad avere 500 morti al giorno”.

L’attuale calo dei contagi dipende dall’incremento delle vaccinazioni o è un fattore naturale legato all’arrivo del caldo?

“Se confronta le statistiche dell’anno scorso scoprirà che i contagi erano ancora più bassi. Il Covid è un virus che come tutti risente dei raggi ultravioletti e con il caldo nel giro di venti minuti al massimo è distrutto, al mare come in montagna. Quindi l’aspetto vaccinale è del tutto marginale”.

Ma allora serve farli o no questi vaccini?

“Come medico rispondo che è giusto vaccinarsi, ma al tempo stesso ritengo che sia dovere di ogni medico regolarsi anche con la terapia. Mi spiego meglio. Ogni soggetto risponde in maniera differente, quindi il medico dovrebbe saper distinguere i casi che possono essere trattati con una terapia ordinaria da quelli che invece hanno bisogno di vaccinarsi. Non sono per i vaccini a tutti e a prescindere. Il vaccino è necessario per i soggetti fragili, per gli anziani, ma personalmente lo eviterei ai più giovani che possono essere curati senza gravi conseguenze e possono sviluppare gli anticorpi”.

Cosa intende per terapia?

Mi riferisco a quella vietata dal nostro Ministero della Salute. Ovvero all’utilizzo della idrossiclorochina che 75mila italiani usano ogni anno senza che siano stati mai sollevati tutti i problemi medici che si sono visti con il coronavirus”.

Cosa prevede per il prossimo autunno?

“Non vedo grossi problemi, come del resto non ci sarebbero stati l’anno scorso se non si fossero commessi degli errori imperdonabili. In estate ci furono dei focolai isolati come il caso dei bulgari di Mondragone, dei bengalesi che arrivavano a Fiumicino o dei grossi commercianti che tornavano dalla Bosnia. La situazione a luglio era perfettamente sotto controllo. Poi ad agosto si è scelto di riaprire le frontiere a tutti. I cinesi non hanno fatto entrare nessun infetto, diversamente da noi che invece abbiamo lasciato campo libero a tutti ritrovandoci nel pieno della seconda ondata a settembre. Se quest’anno controlleremo a dovere le frontiere, problemi non dovremmo più averne”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Varie: Bebe Vio “Paralimpico e olimpico insieme funzionano di più”

Articolo successivo

Calcio: Mbappè pronto a restare al Psg ma senza rinnovo

0  0,00