Pass alla francese. Il vaccino-ricatto per la salute o per la nostra libertà?

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Lo abbiamo scritto e riscritto mille volte. Ci sono enormi mega-inganni e mega-trappole in circolazione, che stanno creando a tavolino una nuova razza di cittadini italioti, succubi di una comunicazione terroristica contro il Covid e salvifico-religiosa a favore del dio-vaccino. E che stanno costruendo velocemente, con la regia di Bruxelles, una nuova globalizzazione che obbligherà ciò che resta degli Stati-sovrani a omologarsi, altrimenti spariranno dalla storia. E’ quel “regime Covid” che sta imponendo regole da Stato etico-sanitario. Demolendo, anche qui, ciò che resta dello Stato liberale e delle garanzie costituzionali.

Lo abbiamo scritto e riscritto mille volte. Meglio una libertà pericolosa che una sicurezza che diventa schiavitù garantita. Meglio la voglia di vivere che la paura di morire. Su questa paura e sulla sicurezza sono nate e sono state legittimate, da sempre, tutte le dittature.
Ma il ricatto no, è l’ultima tappa di un fallimento e di un totalitarismo in espansione. Le caste europee, Big Pharma e chi regge i fili, si sono accorti (e pure la gente) che i vaccini non sono la panacea, che non risolvono, che non bloccano le varianti che da oggi in poi, si alterneranno e succederanno numerose.
E la stessa gente sta cominciando a verificare sul campo che il rapporto rischi-benefici si sta rovesciando. E qui si spiegano le disaffezioni verso il secondo richiamo, le perplessità, i dubbi, se non l’ostilità, nei confronti dei vaccini. Troppe morti, troppe “reazioni anomale”.

E allora, cosa resta al Regime-Covid, in tutte le sue declinazioni e salse politiche, sanitarie, mediatiche?
L’arma del ricatto. Bruxelles ci dà i soldi se ci atteniamo ai suoi dicktat. Che sono i perimetri ideologici obbligati: intelligenza artificiale, digitalizzazione, green economy, inclusione etc
L’ala radicale del governo, dopo aver incassato la sconfitta politica ad opera di Salvini, nel nome della logica aperturista, da un po’ sta rialzando la testa, forte dei nuovi contagi da variante Delta. Ma continueremo tutta la vita a inseguire il virus o a conviverci? Le morti, i ricoveri in terapia intensiva sono aumentati? No. E allora il virus non è così aggressivo. Questo è il ragionamento da fare.

Invece, il terrorismo mediatico è ripartito, con due tappe obbligate: enfatizzare i nuovi contagi, richiudere l’Italia, estendere lo Stato di emergenza, per avere ancora le mani libere, e applicare da noi la follia del “modello-Macron”. Cioè, il certificato vaccinale come nuovo passaporto, non per la salute, ma per la libertà. Potrà utilizzarlo solo chi avrà fatto il richiamo, e addirittura si pensa di impedire l’ingresso nei ristoranti, nei musei, sui mezzi di trasporto.
Raggelanti le parole del sottosegretario Sileri: “Promuovere il documento come strumento per una maggiore libertà può essere utile a incentivare le persone a vaccinarsi”.
Non è ricatto questo? Il vaccino è un atto di scienza, non di fede, non il prezzo della libertà.

Ultima chicca. Chi ha consentito il via libera a centinaia di migliaia di tifosi di manifestare la loro incontenibile gioia per le strade di Roma, insieme alla mai data autorizzazione al pullman che ha portato i giocatori per le vie?
Adesso c’è un rimpallo formale tra federazione, prefettura e governo.
Sicuramente, qualcuno che da domani, trasformerà questo spazio di gioia collettiva in senso di colpa, base per giustificare la incombente punizione per giovani e adulti ancora non vaccinati: farsi il vaccino per redimersi.
Tre ricatti insieme che presuppongono da un lato, una classe dirigente di furbi, ottusi e cinici interessati, ma anche purtroppo un popolo di beoti. Superficiale e senza spirito critico.

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