Green pass, si lavora sul decreto: le novità in arrivo

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L’unica certezza che sembra circolare in queste ore, è che fino a Ferragosto il governo sarebbe intenzionato a lasciare tutta Italia in zona bianca. Soltanto successivamente, in base alla situazione sanitaria, si discuterà se eventualmente tornare ai colori. Troppo alto al momento il rischio di penalizzare pesantemente il settore turistico in ripresa, obbligando gli italiani a disdire le prenotazioni, soprattutto quelle interne, come è avvenuto del resto nelle ultime ore non appena è stata ventilata la possibilità di reintrodurre restrizioni.

Allo stesso tempo appare altrettanto certo che da fine luglio sarà limitato l’accesso nei locali al chiuso e nelle discoteche, attraverso l’utilizzo obbligatorio del green pass o certificato vaccinale. Sarebbe questo il compromesso che si starebbe raggiungendo all’interno della maggioranza di governo dove sono molte le voci contrarie a nuove chiusure ma dove si avverte comunque l’esigenza di contenere il nuovo incremento di contagi determinato dalla variante Delta.

Il prossimo decreto, che dovrebbe essere pronto entro il 26 luglio, introdurrà anche nuovi parametri per la valutazione del rischio, accogliendo così gli appelli delle Regioni che chiedono di non considerare soltanto l’aumento dei contagi in proporzione alla popolazione, ma soprattutto i numeri dei posti occupati nelle terapie intensive e negli ospedali. 

Anche il ministro della Salute Roberto Speranza è su questa linea, confermando che sarà il tasso di ospedalizzazione il criterio più importante per stabilire i colori delle Regioni. Il primo indicatore da considerare sarà quello dei ricoveri e solo dopo verrà quello dell’incidenza, ma con un numero minimo di tamponi effettuati.

Diventerà dunque obbligatorio esibire il green pass per accedere nei locali al chiuso, nelle discoteche e sui mezzi di viaggio a lunga percorrenza (treni, aerei e navi). Sarà rilasciato a chi ha effettuato la doppia dose, è guarito dal Covid o ha un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Si pensa a sanzioni per chi ne sarà sprovvisto, con multe fino a 400 euro, mentre i titolari dei locali che non ne terranno conto e faranno entrare chi non lo possiede potranno rischiare fino a cinque giorni di chiusura.

Si tratta al momento soltanto di ipotesi anche se sembra che sarebbe questa la soluzione ritenuta più idonea a contenere l’incremento dei contagi da variante Delta salvando l’estate. 

Di misure inevitabili ha parlato in un’intervista a Repubblica il coordinatore del Comitato tecnico scientifico e presidente dell’Istituto superiore di sanità Franco Locatelli: “”I dati indicano una ripresa netta della circolazione virale nel Paese. Anche nelle ultime 24 ore abbiamo avuto un incremento di circa 300 casi. Come ha documentato la cabina di regia, l’età mediana dei contagiati è 28 anni, dato che dimostra come i contagi siano legati in buona parte alla popolazione giovane in ragione della maggior socializzazione del periodo estivo, un po’ come è successo l’anno scorso. Gli assembramenti e gli affollamenti hanno favorito la circolazione virale. Basta pensare anche ai focolai legati ai quarti e alle semifinali già individuati a Roma”. Eccolo lì, come volevasi dimostrare. La colpa è degli italiani che hanno seguito le partite in gruppo o si sono dati alla pazza gioia dopo la vittoria ai campionati europei di calcio.

Ma se era così pericoloso perché non si sono bloccate le partite? O qualcuno era così folle da ritenere che la gente sarebbe rimasta chiusa in casa e non sarebbe scesa in piazza a festeggiare la vittoria? Ancora una volta ad essere colpevolizzato è il cittadino che dopo mesi di divieti e restrizioni si è preso il lusso di festeggiare la Nazionale, e tutto quello che ci verrà imposto da qui alle prossime settimane ce lo saremo abbondantemente meritato. 

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