Green pass a bambini, prof e lavoratori. Il Pd vuole in(o)culare tutti

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A breve conosceremo “la via italiana al modello-Macron”. Non bastano le sommosse francesi, non bastano i dubbi di tanta gente; non sono state sufficienti le proteste della politica, dei commercianti, dei turisti. Il green pass è la nuova parola d’ordine, l’ennesimo precetto religioso del momento (estivo). Un tempo era lo spread, poi il Covid, poi il distanziamento sociale, il coprifuoco, poi i vaccini, ora il passaporto vaccinale. Passato di fatto da “passaporto per la salute” a “passaporto per la libertà”.

Lo scontro tutto mediatico, di bottega e molto poco culturale, approfondito, non prevede altre spiegazioni tecniche, come ad esempio, se i tamponi resteranno un’opzione in essere o spariranno del tutto. Ma tant’è.
In pratica, stiamo assistendo all’ennesima puntata di una mega-guerra senza esclusione di colpi. La domanda è: perché non varare una legge che renda obbligatorio il vaccino? Perché continuare a ossessionare le menti, a rovinare la vita con i sensi di colpa, le demonizzazioni, le psico-analisi relative al Dna dei no-vax, per comprimere totalmente le libertà costituzionali dei cittadini? Col consenso fideistico di quei “liberali di lotta e di governo”, presenti ovunque, nelle istituzioni, nei giornali, in politica, in economica, nelle università, che un tempo affermavano “la libertà al massimo e lo Stato al minimo” e che adesso, sono i più convinti sostenitori dello “Stato al massimo”, nelle sue varie declinazioni: lo “Stato etico-sanitario” (la sovranità appartiene al vaccino), lo “Stato pappone” (con la liberalizzazione della prostituzione), lo “Stato spacciatore” (con la liberalizzazione della droga), lo “Stato becchino” (l’eutanasia).

La politica non la vara questa legge, perché sa perfettamente che non può farlo. Ma la casta dominante-draghiana sta lavorando al peggio, divisa internamente tra “morbidi” e “apocalittici”, solo per ragioni elettorali. Morbidi, che sottovalutano i contagi e apocalittici che li sopravvalutano. E la casta lo sta facendo, evitando di assumersi ogni tipo di responsabilità, lasciando la palla, tra l’altro, ai “soloni in camice bianco”, condannati, loro che dovrebbero esprimersi con messaggi unicamente scientifici e quindi, empirici, relativi, con contenuti sempre sottoposti a verifiche, a smentite, a parlare invece come sacerdoti, vomitando in tv dogmi e precetti impossibili da confutare.
E questo, oltre al gioco stucchevole del Palazzo. Salvini minimizza tutto e Letta vuole in(o)culare tutti.

Basta leggere i giornali per rendersi conto di come il cerchio si stia chiudendo inesorabilmente.
Con allegata follia. Quando il perimetro è giacobino, c’è sempre chi è più puro, più assolutista di chi comincia.
La direttrice generale di Confindustria, Francesca Mariotti, ha svelato la proposta che ha esternato al premier Draghi: in azienda solo col green pass. Chi rifiuta resterà a casa, senza busta paga. Andando a raggiungere quelle migliaia di operatori sanitari, che esperti della materia, non hanno voluto vaccinarsi (ci sarà una ragione?), o emarginati nelle competenze professionali, o addirittura licenziati.
Ma il Pd (con l’ausilio a corrente e a targhe alterne di Leu e grillini) non molla: obbligare pure i professori a vaccinarsi.

E ancora: niente ristoranti al chiuso, niente spettacoli, cinema e impianti sportivi. E’ notizia di ieri che anche importanti strutture ecclesiali non daranno i pasti ai poveri se sprovvisti di green pass. Ma quando dovevano accogliere i migranti sbarcati illegalmente come mai nessuna “dogana” cristiana è stata prevista?

L’ultima chicca riguarda i bambini. Pare che sia in cantiere l’obbligo di vaccino per i piccoli che vogliano riprendere l’anno scolastico in presenza. Altrimenti studieranno in Dad, per la gioia delle famiglie.
E naturalmente, anche su questo il circo mediatico-politico si è diviso: sinistra favorevole e Lega e Fdi contrari, sciorinando studi sulla pericolosità dei vaccini in ordine ad alcune patologie infantili.
E chi non si vaccina che fine farà? Sarà costretto a rimanere a casa, guardato a vista dal Grande Fratello e dai vicini “delatori”, senza poter andare in giro, lavorare, andare a cena.

Con la gioia dei “paranoici della paura”, dei sudditi dello Stato etico-sanitario che diranno “se lo sono meritato”. E col blando appoggio di qualche costituzionalista ancora obiettivo.
Ripetiamo la domanda: perché non emanare una legge che imponga Big Pharma, vita natural durante? Forse perché il sistema politico franerebbe (si pensi all’estensione dello stato di emergenza, che solo in Italia viene confermato)?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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