Draghi “mette l’elmetto” e va alla guerra sui vaccini. I toni che non ti aspetti

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E’un Draghi che davvero non ci si sarebbe mai aspettati quello che si è ascoltato ieri al termine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il decreto sull’utilizzo obbligatorio del Green pass a partire dal 6 agosto. 

Provvedimento che alla fine è stato approvato da tutta la maggioranza dopo giorni di difficili trattative e mediazioni. Ma come detto sono stati i toni di Draghi a lasciare molto sorpresi. Perché il premier fino ad oggi ha sempre avuto la fama di leader moderato, misurato, equilibrato, soprattutto sempre attento a pesare le parole consapevole di come, una parola di troppo, potrebbe compromettere tutto.

Ieri gli mancava soltanto l’elmetto, poi sembrava pronto ad andare in guerra contro tutti coloro che sui vaccini esprimono dubbi, perplessità. Come il leader della Lega Matteo Salvini che, badate bene, non ha detto che non bisogna vaccinarsi o che i vaccini sono pericolosi, ma li ha sconsigliati ai più giovani sotto i 40 anni, soprattutto minorenni, come del resto sostengono anche autorevoli scienziati. Chiamato a commentare le dichiarazioni dell’ex Ministro dell’Interno, Draghi ha utilizzato toni addirittura apocalittici: “Gli appelli a non vaccinarsi sono inviti a morire, oppure a far morire: non ti vaccini, contagi, muori, o fai contagiare e fai morire. Senza vaccinazione si deve chiudere tutto, di nuovo”.

Parole molto pesanti, che sono suonate stonate per due motivi: da una parte perché appare evidente il tentativo di demonizzare chi, come Salvini, esprime posizioni in disaccordo con i sostenitori della vaccinazione di massa; dall’altra perché si legge fra le righe anche un velato “ricatto” del tipo “o vi vaccinate o vi richiudiamo tutti in casa”. Toni che definire aggressivi forse è un eufemismo, e che da uno come Draghi non ci si sarebbe mai aspettati. Neanche il più pessimista dei virologi ha forse mai utilizzato espressioni tanto dirompenti, fino quasi a definire “potenziali assassini” coloro che non si uniformano alla logica del “vaccino a tutti i costi”.

E la replica di Salvini non si è fatta attendere, visto che tutti i media hanno interpretato le parole del premier come un attacco nei suoi confronti. “L’obiettivo di tutti, mio come di Draghi – ha spiegato il leader leghista – è salvare vite, proteggere gli italiani, la loro salute, il loro lavoro, la loro libertà. Comunità scientifiche e governi, come quelli di Germania e Gran Bretagna, che invitano alla prudenza sui vaccini per i minorenni, invitano forse a morire? Per fortuna no”.

Da uno come Draghi ci si sarebbe aspettati maggiore prudenza, invece di sparare dati scientifici e correlazioni tutte da dimostrare fra non vaccinati, aumento dei contagi e dei morti. E ancora meno che proprio dal premier potesse arrivare una colpevolizzazione così forte degli italiani che non si vogliono vaccinare, fino ad addebitare loro il rischio di possibili futuri lockdown. “Il green pass non è un arbitrio, ma una condizione per tenere aperte le attività economiche. Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito”. Più chiaro di così.

Ma cosa è stato deciso in concreto nel Cdm di ieri?

Cambiano i criteri per l’ingresso in zona gialla. La soglia viene fissata al 10% per le terapie intensive e al 15% per le ospedalizzazioni. Non conterà più soltanto l’andamento dei contagi rapportato alla popolazione.

L’entrata in vigore del Green pass verrà posticipata di due settimane – al 6 agosto – per dare tempo necessario ad uniformarsi alle nuove regole. Sarà obbligatorio per l’accesso a eventi sportivi, concerti, fiere, congressi, ristoranti e bar al chiuso. Si potrà usare anche per accedere a cinema, teatri, stadi, piscine, palestre, concorsi, musei, sale gioco, parchi divertimento. Il Green pass sarà valido anche per chi abbia ricevuto una sola dose di vaccino, abbia fatto un tampone negativo nelle 48 ore precedenti o sia guarito dal COVID nei sei mesi precedenti. Il certificato permetterà anche di abbreviare i tempi della quarantena in caso di contagio.

Niente da fare per le discoteche che dovranno restare chiuse. Per quanto riguarda gli eventi sportivi e culturali il Consiglio dei ministri ha fissato le soglie al 25% di capienza al chiuso e fino al 50% di capienza all’aperto.

 

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