Green pass. No-vax e sì-vax sono religiosi. Ma la scienza?

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Da giorni non solo in Italia si stanno ripetendo manifestazioni contro l’imposizione del green pass.
Questa volta la partecipazione della gente è molto più consistente, e si sono visti meno attivisti di estrema destra (e comunque anche loro hanno diritto a manifestare, senza essere accusati di strumentalizzare, di soffiare sul fuoco, altrimenti non si salva nessuno, pure a sinistra, quando difendono a prescindere dal buon senso, i migranti, gli sbarchi etc).
O tutti usano ideologicamente e politicamente gli argomenti o nessuno.

Il “popolo no-green pass”, è composito: ovviamente le categorie vessate da questa nuova iniziativa del governo, dai ristoratori, agli albergatori, i piccoli commercianti, tante persone comuni, pacifiche, molti di cultura liberale, libertaria, assolutamente diversi dalla vulgata ufficiale che ne fa dei matti, degli ignoranti, dei rozzi, degli incivili, degli irresponsabili, che seguono qualsiasi follia social e fake news.
Ma è proprio questo che dà fastidio al pensiero unico e allo Stato etico sanitario. Che ci sia una fetta dell’opinione pubblica irremovibile che non si vaccina e che non accetta nessun diktat.

A parte, il cambiamento inspiegabile di molti liberali, per decenni sostenitori dello “Stato al minimo e le libertà al massimo”, che da quando è scoppiata la pandemia, sono diventati sacerdoti e amplificatori delle “libertà (costituzionali) al minimo e dello Stato al massimo”: appunto, Stato “etico-sanitario”, “pappone” con la liberalizzazione della prostituzione, “spacciatore”, con la legalizzazione delle droghe, “becchino” con la legittimazione dell’eutanasia.

A parte loro, la reazione delle istituzioni è stata violenta: il premier Draghi, nella sua conferenza stampa, sembrava uno spettro. Non si capisce se la sua improvvisa veemenza (“chi non si vaccina va alla morte”) sia stata un segnale contro Salvini, oppure la sua maschera vera, celata per finta all’inizio del suo mandato.
Sui giornali e da parte della politica sono arrivati addirittura inviti a impedire anche la libertà di opinione e di manifestazione, proponendo di negare l’autorizzazione ai prossimi cortei e incontri pubblici dei cosiddetti no-vax: si pensi alle dichiarazioni della ministra Lamorgese.

In tv, poi, è tutto un messaggio mirato a demonizzare chi non la pensa come i sì-vax.
Peccato che oltre al direttorio politico in atto nel Paese eterodiretto da Bruxelles, si tratti di una posizione assolutamente religiosa. Che vuole unicamente atti di fede, genuflessioni al dio-vaccino; che vuole solo fedeli e militanti della nuova “religione del corpo”, che pretende dallo Stato, non la cura, ma l’eterna salute (la religione vera garantiva l’eterna salvezza).
E fino al green pass, pure i no-vax erano sostanzialmente dei religiosi rovesciati, un’altra parte della stessa medaglia: ideologia contro ideologia. Ma ora le parti in commedia stanno cambiando.

Domanda: la scienza, quella vera, dov’è? I primi a essere indignati per il ruolo di una politica imbelle, ipocrita, timorosa e incompetente, che naviga a vista, dovrebbero essere proprio i “soloni in camice bianco”. Ma loro non si indignano, troppo presi e persi dentro la loro narcisistica popolarità.
Tutti parlano da sacerdoti, danno certezze, esprimono dogmi e scomunicano gli eretici. E anche quando si smentiscono, cosa che avviene puntualmente, ripetono altri dogmi. La lista delle loro contraddizioni è lunghissima, dal rapporto tra varianti e vaccini, alle caratteristiche salvifiche dei vaccini stessi, alla liceità della vaccinazione eterologa. Lunghissima come i loro silenzi (un esempio per tutti: lo scorso anno in assenza di vaccini, c’era la stessa percentuale di morti, di contagiati e di ricoveri, non è singolare?).

Dovrebbero parlare da scienziati: dare solo suggerimenti, indicazioni, secondo studi, correggere il tiro, visto che la scienza è empirica, soggetta ad aggiornamenti continui.
Invece no, contribuiscono come i politici, a una comunicazione assolutistica fatta di terrore e poi sempre assolutistica, fideistica, imperniata sulla salvezza, grazie ai vaccini. E guai a chi ragiona con la sua testa.
Un caos da regime mentre, la commissione deputata a valutare la gestione del Covid, grazie al consenso di tutti i partiti, meno Fdi, indagherà solo sulla partenza del virus (darà la colpa alla Cina), e non sui banchi a rotelle, sullo scandalo delle mascherine, sullo sbianchettamento del piano pandemico, sugli interessi e le mancate responsabilità di Big Pharma etc.

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