La pietra sacra

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Forse è il marmo l’elemento che più rappresentava la grandezza e la vastità dell’Impero Romano sia per la preziosità del materiale, sia per la sua difficoltosa reperibilità in quanto proveniva dai più lontani confini. Un uso simbolico, a volte sacro, di tal materiale che doveva rappresentare il potere e il grado sociale. Da tutto l’impero veniva a Roma con un impegno e una spesa incalcolabile, considerando le incredibili peripezie del trasporto. Molti carichi del prezioso materiale finivano spesso in fondo al mare o al fiume Tevere, dove dovevano arrivare . Da lì risalivano fino alla città e il punto di approdo ancora oggi ne prende il nome ( Via marmorata). Il giallo antico della Tunisia lo troviamo in grandi quantità nelle chiese costruite sulle antiche rovine.

I marmi più pregiati provenivano dal Palatino e dalla Domus aurea.

Il paonazzo e il paonazzetto erano molto usati nelle cornici e nelle trabeazioni, nonché nella statuaria sacra e nella grande tradizione ritrattistica. Tutte le grandi famiglie aristocratiche avevano i busti scolpiti dei propri antenati. Il verde africano, detto il marmo di Lucullo, proveniva dall’Asia Minore, ed era uno dei più pregiati, talmente usato da esaurirne le cave. Il serpentino assieme al porfido erano i più duri, quindi doppiamente preziosi, sia per la bellezza che per la difficile lavorazione.

Il porfido, dal tipico colore purpureo, era di esclusivo utilizzo dell’imperatore e della sua famiglia, quindi il più importante perché ne diventava il simbolo. Fu poi usato nel medioevo come intarsio marmoreo nei pavimenti cosmateschi e a volte usato per le monumentali tombe dei Sommi Pontefici, degni eredi degli antichi imperatori. Gli obelischi, che adornavano Roma e tutto l’impero, spesso erano in granito, proveniente dall’ Egitto ed erano ricoperti di geroglifici. Il marmo Pario, che proveniva dalla Grecia era il marmo usato da Prassitele e Scopa, quindi era il marmo amato dalla élite colta e raffinata che guardava alla Grecia con ammirazione per assimilarne l’eleganza e la raffinata cultura.

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